Estonia – Scozia, la partita con una sola squadra in campo

9 Ottobre, 1996. Siamo a Tallinn, capitale dell’Estonia, dove, alle ore 18:45, presso il Kadriorg Stadium è in programma la partita tra la nazionale di casa e la Scozia, valevole per le qualificazioni al Campionato del Mondo di Francia ’98.

Fin qui sembra una partita come tante altre, ma non è tutto come sembra.

Infatti, il giorno antecedente la gara, la delegazione scozzese si lamentò per la scarsa capacità di illuminazione dei fari dello stadio estone, chiedendo alla FIFA di anticipare la gara.

Parte dell’impianto di illuminazione, infatti, non consisteva in altro che alcuni fari arrivati pare dalla Finlandia, installati su alcune piattaforme elevabili.

La risposta della federazione internazionale arrivò solo nel corso della mattinata del giorno del match, quando venne ufficialmente accolta la richiesta degli ospiti.

Il calcio d’inizio venne spostato alle ore 15:00.

La decisione scontentò fortemente la Federcalcio estone, conscia delle ripercussioni negative che avrebbe avuto tale decisione, sia in termine di affluenza allo stadio dei propri tifosi, sia per le perdite economiche derivate dalla mancata messa in onda della partita in Scozia.

Infatti, i diritti televisivi del match furono già stati venduti alla BBC per 50.000 sterline, ma la concomitante diretta del Dunblane Memorial Service, ovvero la cerimonia in memoria delle vittime del massacro avvenuto nella scuola di Dunblane nel marzo del 1996, impedì le trasmissioni da Tallinn nel nuovo orario designato.

In questo clima di scontento generale, la partita ebbe inizio nell’orario deciso dalla FIFA, davanti a 1000 spettatori, di cui circa 800 membri della cosiddetta Tartan Army, i sostenitori della Scozia.

Lo scenario fu però, alquanto insolito e gli scozzesi evidenziarono con I loro cori quanto stesse andando in scena sul manto erbosto del Kadriorg Stadium.

“One team in Tallin, there’s only one team in Tallinn!”.

In effetti, c’era soltanto una squadra in campo, solo la loro squadra.

Dopo tre secondi, l’arbitro jugoslavo Radoman decretò la fine delle ostilità.

Subito dopo la partita, se così si può chiamare, stando al quotidiano The Independent, un tifoso scozzese entrò in campo e portò il pallone in rete, a simbolo della vittoria.

La Tartan Army era sicura di aver vinto a tavolino.

Nel frattempo, la rappresentativa estone continuò attenendosi ai loro programmi originali.

Quando venne cambiato l’orario della contesa, all’incirca alle 10 di mattina, l’Estonia non riuscì a modficare il proprio programma giornaliero, che prevedeva il pranzo a circa cento chilometri dallo stadio. Perciò, si presentarono allo stadio in tempo per la partita secondo l’orario originale, che ancora campeggiava nel tabellone luminoso.

Il 7 novembre, arrivò la decisione della FIFA: la partita, mai disputata, venne ripetuta l’11 febbraio 1997 sul campo neutro dello Stade Louis II del Principato di Monaco. Senza alcun intoppo, la partita si giocò e finì con il risultato di 0-0.

Questo replay non cancellò però quanto successo qualche mese prima.

In una partita con andamento a senso unico, i telecronisti dicono spesso la frase “c’è una sola squadra in campo”.

Nel caso l’avessero detta, mai come quella volta la frase non sarebbe potuta essere così, maledettamente, vera.

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