Breve storia della Scarpa d’Oro: da Cipro a… Ceausescu

Nel calcio è innegabile che il ruolo di attaccante consegni un maggior grado di visibilità rispetto a chi occupa le altre parti del campo. Il marcatore del gol viene festeggiato da tutti i compagni e osannato dai tifosi. Nei tabellini e negli almanacchi restano scolpiti i nomi di chi, nel corso della partita, col proprio ultimo tocco, ha messo in rete il pallone. E la statistica che non manca mai nei giornali è la classifica dei migliori goleador del torneo di cui si sta seguendo lo svolgimento.

 

Esiste anche un premio dedicato a loro, ai giocatori che nelle massime divisioni dei campionati nazionali europei si distinguono per il numero di reti segnate. È la Scarpa d’Oro, che venne istituita nel 1967 dal quotidiano France Football, lo stesso che istituì il Pallone d’Oro. A partire dal 1996-97, stagione dalla quale il premio viene assegnato dalla European Sport Media, associazione che riunisce varie testate giornalistiche europee, per il calcolo della classifica sono stati introdotti dei coefficienti che mirano a tenere in considerazione della difficoltà e del prestigio del torneo al quale il giocatore prende parte. Il numero dei gol

dei leaders della classifica marcatori dei primi 5 campionati europei per coefficiente UEFA (tra cui quello italiano) viene moltiplicato per 2, per le posizioni dalla sesta alla ventiduesima il coefficiente è 1,5, mentre è pari a 1 per i campionati piazzati peggio, che vengono in pratica tagliati fuori dalla lotta: ad esempio quest’anno il premio è andato a Luis Suarez, autore di 40 reti con la maglia del Barcellona, che ha scavalcato Higuain arrivato a 36, grazie anche alle 13 reti segnate nelle ultime 5 partite della Liga.

Un numero così alto di reti impedisce ai giocatori dei campionati di livello inferiore di ambire al premio, in quanto servirebbero 80 gol in una sola stagione, e l’impresa sarebbe comunque proibitiva per i militanti nei campionati intermedi, che avrebbero dovuto raggiungere quota 54 gol.

In passato però, quando nei campionati principali veniva a mancare un dominatore tra i migliori marcatori, è stato possibile per i giocatori militanti al di fuori dei tornei con coefficiente 2 aggiudicarsi il premio: è successo a Henrik Larsson al Celtic e per due volte al brasiliano Mario Jardel, prima con la maglia del Porto e poi con quella dello Sporting Lisbona. Dal 2008/09, è la Liga a fare da padrone in questa speciale classifica: al trionfo dell’uruguagio Forlan sono seguiti quelli di Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, vincitori per 3 volte ciascuno.

 

Bisogna sottolineare che, fino al 1996, non vigeva un sistema di coefficienti e tutti i campionati venivano considerati allo stesso livello, rendendo più probabili le sorprese. E così giocatori sconosciuti al grande pubblico, reduci da una stagione da mattatori nel proprio campionato di livello (anche molto inferiore a quello inglese, spagnolo, tedesco e italiano) potevano superare tutti gli altri e guadagnarsi la fama con la vittoria del premio. In alcuni casi il successo è stato tutt’altro che trasparente: il rumeno Camataru della Dinamo Bucarest, nel 1986-87, vinse segnando 44 reti, 18 delle quali nelle ultime 6 gare, mandando su tutte le furie l’austriaco Polster, secondo classificato. Le successive indagini certificarono che il traguardo raggiunto da Camataru fu stimolato dalle spinte esterne del dittatore Ceausescu, il quale amava vedere primeggiare, in Europa, i suoi atleti.

 

Ulteriori successi, comunque, furono senz’altro più limpidi. Così è successo a Sotiris Kaiafas, giocatore cipriota dell’Omonia Nicosia. Nel 1975-76 riuscì a segnare 39 reti nelle 28 partite del campionato dell’isola nel Mediterraneo, risultando il migliore in Europa.

 

Kaiafas trascorse la totalità della propria carriera all’Omonia, eccezion fatta per un anno in cui fu costretto a trasferirsi in Sud Africa a causa dell’invasione turca dell’isola. Negli anni ’70 fu per 8 volte capocannoniere del campionato cipriota. Con lui presente, dal 1971-72 al suo ritiro avvenuto nel 1984, l’Omonia mancò il titolo di campione di Cipro solo in 2 occasioni. Fu anche protagonista di un risultato prestigioso per la sua squadra e per tutta Cipro, durante la Coppa Campioni del 1979-80. Dopo aver vinto contro i campioni lussemburghesi dei Red Boys Differdange, si trovarono di fronte al secondo turno l’Ajax. La partita in Olanda finì come da pronostico con una batosta per l’Omonia, 10-0. Al ritorno però l’Omonia riuscì a vincere per 4-0 con doppietta di Kaiafas. Il risultato era già ampiamente acquisito per gli olandesi, però per la squadra cipriota quella vittoria ebbe un significato importante.

Quando nel 2003 per il proprio cinquantennale la UEFA chiese a tutte le federazioni che riuniva di nominare quale fosse stato il proprio giocatore migliore dell’ultimo mezzo secolo, Cipro non poté che scegliere Kaiafas, che fu così insignito al pari degli altri 51 giocatori delle altre nazionali europee (Zoff per l’Italia) del titolo di Golden Player. Se questo premio poteva essere scontato, dato che Kaiafas è considerato tuttora il migliore giocatore cipriota della storia e tra i migliori sportivi della nazione in assoluto, la Scarpa d’Oro, anche se in quegli anni non favoriva chi si trovava nei campionati di più alto rango, gli diede comunque una consacrazione a livello europeo.

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