Arbroath, il record dei record in Scottish Cup

Ci sono sport nei quali i record sono destinati a cambiare molto spesso, vuoi per il miglioramento delle prestazioni fisiche degli atleti, vuoi per la scoperta di nuove tecniche o tecnologie.

Ce n’è uno, però, che nello sport professionistico resiste da centotrentuno anni, ed è quello della vittoria più larga mai ottenuta in una partita di calcio, detenuta dagli scozzesi dell’Arbroath. Per riuscire quantomeno ad eguagliarlo ne sono serviti centotrenta, alla squadra estone dell’Infonet.

A incorniciare quello più storico (riconosciuto ufficialmente dal Guinness World Records) la piccola cittadina portuale scozzese di Arbroath, circa ventiquattromila abitanti sulle sponde del Mare del Nord. Qui il 12 settembre 1885 andò in scena la partita dei record. Oltre a terminare con un 36-0 in favore della squadra di casa ai danni del Bon Accord di Aberdeen, infatti, la sfida era anche valida per il primo turno della Scottish Cup, competizione che vide la sua prima edizione nel 1873 e che è considerata il più antico trofeo calcistico del mondo.

Le cronache di quella storica e mitologica partita (capiremo più avanti perché) raccontano di una giornata “bagnata e desolante” nell’area amministrativa di Angus, con una pioggia fastidiosa che imperversava da dieci ore. Tuttavia – secondo i reporter di allora – il terreno di gioco si mostrava sorprendentemente in buono stato anche grazie ad una ristrutturazione avvenuta poco tempo prima. Di fronte all’Arbroath, fondato nel luglio del 1878, il Bon Accord era invece alla sua primissima esperienza calcistica.

Proprio sulla squadra avversaria nasce il primo mistero di questa partita. Secondo alcune fonti il Bon Accord era in realtà la squadra di cricket dell’Orion Cricket Club e fu invitato alla competizione per un errore degli organizzatori, che lo confusero con l’Orion F.C. A fugare ogni dubbio però sono le date di fondazione: l’Orion Football Club nacque nell’ottobre 1885, vale a dire il mese successivo alla sfida di Coppa.

Sotto una pioggia battente la partita iniziò subito con una sequenza di gol allarmante per gli ospiti. Il primo tempo si chiuse con l’Arbroath in vantaggio per 15-0 e ad inaugurare le marcature trafiggendo lo sfortunato portiere del Bon Accord Andrew Lornie (che in realtà era un giocatore di movimento finito tra i pali per l’assenza dell’estremo difensore titolare) fu l’attaccante John Petrie. Nella ripresa i padroni di casa strariparono segnando cinque reti nel primo quarto d’ora e dilagando con altri sedici prima del triplice fischio dell’arbitro. Il solo John Petrie fu capace di andare a segno in totale tredici volte e il suo record personale è rimasto intatto fino all’11 aprile 2001, quando nella sfida contro le Samoa Americane, l’Australia avvicinò il record dell’Arbroath vincendo 31-0 e Archie Thompson riuscì a segnare tredici volte. Tornando alla partita più storica, le cronache di allora raccontano anche che il portiere dell’Arbroath non toccò mai un pallone e passò buona parte dell’incontro nella tribuna dietro alla sua porta, al riparo sotto agli ombrelli dei tifosi.

Dal punto di vista commerciale lo storico risultato è stato molto sfruttato dall’Arbroath, che nell’ultima stagione ha militato nella League Two scozzese (quarto livello calcistico del paese), al punto che i suoi dirigenti vissero momenti di tensione quando, nel 2000, la squadra rumena Carpati Mirsa vinse per 41-0 contro l’Avintul Dirlos. Il record dell’Arbroath però resiste tuttora proprio perché le due squadre rumene non erano professionistiche. Lo stesso motivo per il quale, appena pochi giorni fa, la commissione del Guinness World Records non ha omologato il risultato di 44-1 con il quale il Pilileo Sporting Club ha battuto l’Indi Native nella terza divisione ecuadoregna. Leggermente diversa, invece, è la storia che contorna il clamoroso 149-0 con cui l’AS Adema sconfisse il SO de l’Emyrne nell’ultima giornata del campionato calcistico del Madagascar. Il grande scarto di reti fu provocato volontariamente e per protesta dai giocatori della squadra del SO de l’Emyrne.

Solo il 13 giugno 2015 nella Coppa Estone l’Infonet è riuscita ad eguagliare il record dell’Arbroath battendo nella competizione nazionale i dilettanti del Virtsu per 36-0 grazie ai due minuti di recupero concessi dall’arbitro (la squadra al termine del tempo regolamentare era solo sul 34-0).

Sul fronte dei misteri mai del tutto chiariti che arrivano dal 1885 ci sono tante storie oltre al presunto invito errato fatto alla squadra di cricket. La prima riguarda proprio l’arbitro dell’incontro Dave Stormont, che in una intervista negli anni successivi ha confessato di essere rammaricato per aver tenuto una linea troppo dura nei confronti dell’Arbroath, annullando alla squadra sette gol. Poi c’è quello ben più controverso e probabilmente irrisolvibile che arrivò proprio nello stesso giorno dall’altra gara valida per il primo turno di Scottish Cup tra Dundee Harp e Aberdeen Rovers. L’arbitro della gara perse il conto delle reti, annotandone nel proprio taccuino trentasette e a fine partita cercò un riscontro nei dirigenti del Dundee, il cui segretario corresse il conto a 35. Quando quelli del Dundee si resero conto che la loro onestà era costata il posto nella storia del calcio al club era troppo tardi.

 

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