I 10 (più 1) acquisti più stravaganti del Perugia di Gaucci

Gaucci e Saadi Al-Gheddafi
Gaucci e Al-Saadi Gheddafi
La presentazione ufficiale al Perugia di Saadi Gheddafi, nazionale libico e figlio del dittatore Muʿammar: fu uno degli acquisti istrionici del presidente Gaucci (fonte: lanuovaprovincia.it)

Il Perugia di Luciano Gaucci: una squadra mirabolante, capace di riservare parecchie sorprese, soprattutto in sede di mercato. Ma quali sono stati gli acquisti più strani effettuati dal patron dei biancorossi? Ne abbiamo individuati dieci… più uno.

 

La categoria dei presidenti istrionici, in Italia, ha sempre avuto successo. Da Anconetani, che per primo diede vita a un archivio contenente i dati di 40.000 giocatori, antidiluviano esempio cartaceo di Wyscout, passando per Massimino, tanto passionale quanto famoso per le sue gaffe nelle interviste. Senza dimenticare, nel periodo più recente, Ferrero, Zamparini e lo scaramantico Cellino.

Permetteci, comunque, di elevare un gradino al di sopra degli altri Luciano Gaucci. Alla guida del Perugia fu artefice non solo della scalata del Grifone dalla C1 a quella Serie A che mancava dal 1981, ma anche protagonista fuori dal campo. Celebri le sue dichiarazioni fuori dall’ordinario e una memorabile lite con il presidente del Bari Matarrese in seguito a un Perugia – Bari, in cui Renato Olive riportò una frattura dello zigomo a causa di una gomitata non ravvisata dal direttore di gara Pellegrino.

Soprattutto, però, furono gli acquisti dei Gaucci e dei suoi fidati collaboratori a destare quantomeno le curiosità degli appassionati di calcio. Se Hidetoshi Nakata è fuori classifica, noi vi proponiamo una classifica degli acquisti più strani (e strampalati, in alcuni casi) effettuati, nel corso degli anni, da quel Perugia.

10. Silvio Spann, da Trinidad & Tobago

È l’estate del 2001 quando sbarca a Perugia, direttamente dal campionato interno di Trinidad & Tobago, il ventenne centrocampista Silvio Spann. Il giocatore, figlio dell’ex nazionale Leroy (ex calciatore negli Stati Uniti e in patria), approda in Italia con il peso di un termine di paragone ingombrante. Sono gli anni, infatti, di Dwight Yorke, miglior giocatore trinidadiano di tutti i tempi, al Manchester United.

In Europa Spann non avrà le stesse fortune del connazionale. Zero presenze in biancorosso prima di essere girato in C2 alla Sambenedettese, sempre di proprietà dei Gaucci, a Gennaio. Tornerà in patria a fine stagione, giocando poi in Giappone (all’Yokohama FC) nel 2005. Un infortunio gli impedirà di partecipare al Mondiale 2006, ma si rifarà con un gol da 40 metri nella Gold Cup del 2007. Una rete tanto bella quanto inutile, in quanto la squadra perderà 2-1 contro El Salvador e chiuderà all’ultimo posto del suo girone.

9. Mirko Pieri e Maurizio Baciocchi: dalla D alla A

In questo caso la macchina del tempo si ferma all’estate del 2000. Mirko Pieri è un esterno mancino ventiduenne che gioca a Grosseto, nel Campionato Nazionale Dilettanti. Tramite gli uffici del suo procuratore Ferroni, amico di Gaucci, riesce a ottenere un provino di due settimane al Perugia. Cosmi se ne innamora e Pieri sarà una delle grandi sorprese del campionato, convincendo per qualità e quantità nel 3-5-2 del tecnico umbro. L’anno successivo passerà all’Udinese per ben 16 miliardi di lire.

Pieri, comunque, non fu l’unico giocatore lanciato dal Perugia direttamente dall’allora quinta serie nazionale. Fu clamoroso l’acquisto di Maurizio Baciocchi, attaccante di 26 anni che, dopo un inizio di stagione folgorante in D con l’Orvietana (13 gol in 16 partite) nell’inverno del 2004 venne catapultato in Serie A. Per lui 15 minuti contro la Juventus di Lippi in Coppa Italia per poi rifare le valigie, in prestito e nella stessa sessione di mercato, in direzione Grosseto (C2).

8. Ivan Nine Kaviedes, detto Inseminator

All’arrivo in Italia di Ivan Kaviedes, acquistato dal Perugia nella sessione invernale del campionato 98-99, c’è chi parla di un potenziale crack. Si tratta di un attaccante ecuadoregno di appena 21 anni che ha entusiasmato gli scout di mezzo mondo grazie alle sue prestazioni all’Emelec, nel massimo campionato locale. Il biglietto da visita parla di 43 reti in 34 partite, quello di sola andata, invece, ha come destinazione il Renato Curi.

A Perugia non verrà certo ricordato per l’impatto sul campo: solo 3 gol in 14 presenze. Quello che resterà di lui sono gli aneddoti che lo circondano e i relativi soprannomi. Il primo, Nine, è frutto del nome scelto sulla maglia per ovviare all’impossibilità di vestire la casacca numero 9, già occupata dall’esperto Tovalieri. Il secondo, Inseminator, è legato alle notti brave nella città universitaria e alle avventure tra i letti delle donne perugine. Una violenta lite in allenamento con Zé Maria, seguita da un’assenza ingiustificata dagli allenamenti, sarà il preludio per l’addio a fine stagione.

7. Ahn Jung-Hwan, maledetto da Gaucci

Ahn Jung-Wan, purtroppo, noi italiani ce lo ricordiamo bene. Fu lui a segnare il golden gol che condannò l’Italia di Trapattoni all’eliminazione, agli ottavi di finale dal mondiale nippocoreano. E a seguito di quella partita, in cui l’arbitro Byron Moreno sbagliò l’insbagliabile, Gaucci tuonò dicendo che Ahn non avrebbe mai più giocato con la maglia del Perugia, dopo essere stato protagonista della rovina del nostro calcio. Qualche anno fa il giocatore confessò di essere stato discriminato ed emarginato all’interno dello spogliatoio biancorosso, preso in giro da Materazzi a causa del forte odore di aglio, ingrediente tipico della cucina coreana, che emanava.

Il giocatore giunse in Italia, nel 2000, già ventiquattrenne, dopo aver vinto il titolo di capocannoniere della massima serie coreana con i Daewoo Royals di Busan. L’obiettivo era quello di ripetere l’operazione di marketing già compiuta, con proficui risultati, con Nakata. I verdetti del campo, tuttavia, non furono felici allo stesso modo: 30 presenze e 5 gol spalmati su due stagioni, prima del tumultuoso addio con tanto di dichiarazioni al Processo di Biscardi.

6. Pablo Guiñazú, profeta in patria

Un’autentica meteora a Perugia, campione affermato negli anni successivi giocando in Sud America. Questo è Pablo Guiñazú, centrocampista argentino arrivato in Umbria nella stagione 2000-01 con le stimmate del talento. L’emergente Pieri lo scavalcherà presto nel ruolo di esterno nel 3-5-2 di Cosmi e l’avventura si chiuderà a fine stagione dopo 14 presenze, senza grossi acuti.

Il ritorno in patria sarà determinato, oltre che dalle non esaltanti prestazioni sportive, anche da un contenzioso tra Perugia e Newell’s Old Boys. Quest’ultima squadra, precedente proprietaria del cartellino, ne intimò la restituzione a causa del rispetto di alcuni accordi da parte della società biancorossa. La FIFA darà ragione agli argentini e qui esploderà il suo talento. Guiñazú arriverà addirittura a esordire in Nazionale e nel 2010 vincerà una Libertadores con i brasiliani dell’Internacional de Porto Alegre.

5. Jay Bothroyd, The Snake

Soprannominato The Snake, a causa del suo fisico filiforme e della sua agilità nel reparto offensivo, Jay Bothroyd firmò con il Perugia nel 2003, alla scadenza del suo contratto con il Coventry. Carattere scontroso e talento puro: sono queste le costanti della sua carriera, sin dagli esordi, e che si concretizzano anche in Umbria.

Le prestazioni in Intertoto valgono a Bothroyd l’attenzione di Cosmi, al quale sembra di aver trovato l’ariete perfetto per il suo gioco. Reti e prestazioni di alto livello, non comuni per un ragazzo di 21 anni, non replicate in campionato anche a causa di alcuni screzi con l’allenatore. Dopo un anno di prestito al Blackburn si svincola a seguito dell fallimento della squadra nel 2005. Cinque anni dopo, mentre gioca in Championship (l’equivalente della nostra B) col Cardiff, riesce addirittura a esordire in Nazionale inglese.

4. Rahman Rezaei e Ali Samereh, la carta Iran di Gaucci

Nel 2001 le frontiere del mercato perugino si aprono verso il Medioriente. Dopo aver tentato le carte Giappone e Corea del Sud, la squadra di mercato di Gaucci rimane in Asia e punta sull’Iran.  In coppia, rispettivamente da Zob Ahan ed Esteghlal, arrivano il difensore Rahman Rezaei e l’attaccante Ali Samereh.

Il primo avrà una discreta carriera nel nostro paese, prima con la maglia biancorossa e poi con quelle di Messina e Livorno, giocando peraltro il Mondiale 2006. L’esperienza italiana di Ali Samereh, invece, durerà appena sei gare: l’esperienza di Perugia termina a fine stagione, quando il giocatore fa ritorno all’Esteghlal.

3. Fernando Rifle Pandolfi, la mitraglia

La retrocessione in B, nel 1996-97, apre le nuove frontiere di mercato del Perugia di Gaucci. Dal Velez Sarsfield arriva l’attaccante Fernando Pandolfi, soprannominato Rifle, la mitraglia. Ha già vinto un’Intercontinentale, nel 1994, ma si vocifera non abbia troppa voglia di giocare.

La sua avventura inizia benissimo, con una doppietta al Napoli in Coppa Italia, ma si conclude dopo appena sei mesi con 9 presenze e zero reti in campionato. Tornerà in patria, dove avrà anche modo di vincere una seconda Intercontinentale con la maglia del Boca Juniors. Si ritirerà a soli 27 anni, nel 2001, intraprendendo una nuova esperienza in campo musicale, chitarrista in diverse band. Un Pablo Daniel Osvaldo dei suoi tempi?

2. Al-Saadi Gheddafi: il figlio del dittatore

Cosa ci fa in Italia un trentenne attaccante libico, alla prima esperienza europea dopo una manciata di stagioni in patria? Eppure si tratta di uno degli acquisti meno misteriosi, tra quelli elencati, del mercato del Perugia. E l’arrivo in grande stile lo certifica: nel 2003 alla presentazione di Saadi Gheddafi, terzogenito del dittatore Mu’ammar, ci sono tutte le principali testate giornalistiche italiane.

Saadi, infatti, oltre a detenere incarichi politici e istituzionali è anche un calciatore. Di qualità discreta: gioca nella massima serie libica ed esordisce anche in nazionale. Il dubbio che ci sia qualche ingerenza, in realtà, alberga tuttora, dato il ruolo di presidente della Federcalcio. L’unico che resta libero dalle catene è il compianto Franco Scoglio: non lo convoca per tre partite di fila e, non a caso, viene esonerato.

La passione per il calcio, comunque, si estende anche alla sponsorizzazione di diversi club in Italia, Juventus inclusa (vi dice niente il marchio Tamoil?). Gaucci fiuta l’affare e lo tessera: Saadi firma, con ingaggio devoluto interamente in beneficenza, e proprio contro la Juve farà il suo esordio in campionato. Una presenza anche all’Udinese nel campionato 2005-06 e solo un’amichevole con la Samp l’anno dopo, prima del ritiro.

1. Ma Ming-Yu: quanti anni hai?

Il mercato asiatico, in realtà, riserva un’ulteriore sorpresa. Nel 2000, sull’onda dell’affare Nakata, non sarà solo Ahn Jung-Hwan a firmare con il Perugia. I biancorossi, infatti, sondano il mercato cinese e acquistano in prestito dal Sichuan Quanxing un centrocampista ventottenne, tale Ma Ming-Yu.

La prima sorpresa arriva già alla conferenza stampa di presentazione. Il giocatore che si presenta ai giornalisti sembra mostrare almeno cinque/sei anni in più rispetto all’età dichiarata. Una sola presenza in Coppa Italia, contro la Salernitana, saranno il frutto di un fallimento quasi preventivabile. Ma Ming-Yu tornerà in Cina e sarà il capitano della spedizione del coach Milutinovic al Mondiale del 2002.

SPECIAL GUEST. Birgit Prinz: una donna nel calcio maschile?

È risaputo come Luciano Gaucci sia sempre stato un visionario, quasi al di fuori dal tempo vissuto. Lo dimostra la volontà di far sbarcare le donne nel calcio maschile. Nel 1999 assegna la guida tecnica della Viterbese, allora secondo club di sua proprietà, all’ex giocatrice della nazionale italiana Carolina Morace. L’esperienza, tuttavia, durerà appena un paio di partite. Quattro anni dopo, però, Gaucci, vuole spingersi oltre: l’obiettivo è tesserare e far giocare una calciatrice nel suo Perugia.

Il sogno di mezz’estate del presidente biancorosso si chiama Birgit Prinz. La punta del Francoforte è, a giudizio di molti, la migliore giocatrice al mondo. La crociata portata avanti da Gaucci si risolverà in un nulla di fatto: la FIFA non autorizza il trasferimento e la trattativa si arena ancora prima di nascere. La calciatrice tedesca chiuderà la propria carriera nel 2013, dopo aver vinto 2 Mondiali, tre medaglie di bronzo alle Olimpiadi, 7 campionati tedeschi e 3 Champions. Inoltre sarà nominata calciatrice tedesca dell’anno per 8 stagioni di fila, dal 2001 al 2008.

 

 

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