Gigio, non è colpa tua. La colpa è di chi lucra su di te

Gigio Donnarumma Milan Arsenal 2018
Gianluigi Donnarumma esprime la sua delusione dopo un gol subito in Arsenal – Milan (fonte: espnfc.com)

È già un fuoriclasse? Sarà in grado di reggere la pressione? Vale l’ingaggio che gli è stato garantito?
Ad ogni errore di “Gigio” Donnarumma, la stampa inizia a farsi domande sul suo conto, dimenticando un fondamentale fattore. I 19 anni del ragazzo e un percorso di maturazione che passa anche dalle “papere”.

 

La papera di Londra e le inevitabili domande

Minuto 71 di Arsenal – Milan, Emirates Stadium, 15 Marzo 2017. Tiro da fuori area di Granit Xhaka, angolato ma apparentemente innocuo. Gianluigi Donnarumma si tuffa sulla sua sinistra, il rimbalzo del pallone inganna il giovane portiere rossonero. Il tentativo di respinta si trasforma in una carambola letale, con la sfera che anziché andare verso l’esterno gira in maniera innaturale verso il palo più lontano, finendo in rete.

È il gol che, di fatto, smonta le speranze europee del Milan 2017/18. Il 3-1 di Welbeck chiude l’Europa League dei rossoneri, una competizione iniziata in piena estate col preliminare di Craiova e terminata agli albori della primavera sul prato londinese. I giornali italiani si interrogano principalmente su due temi. Il primo, neanche a dirlo, l’arbitraggio e il dubbio contatto in area che ha portato al rigore del provvisorio 1-1.
Il secondo, il reale valore di Gianluigi Donnarumma, alla luce della papera.

Un portiere che, a 19 anni appena compiuti, conta quasi 100 partite in Serie A ed è il terzo più pagato al mondo nel suo ruolo, dietro due colleghi affermati come Neuer e De Gea. 6 milioni di euro annui che, tra le altre cose, fanno di Donnarumma il terzo (anche qui) Under 21 più remunerato dietro i francesi Mbappé del PSG e Dembélé del Barcellona. Una cifra monstre sulla quale il mondo pallonaro italiano si è interrogata per l’intera estate 2017, ritenendo eccessivo quanto percepito dal giovanissimo portiere. E la storia, la conosciamo tutti.

 

Lo strano peso dei 18 anni di Gigio

18 anni e 4 mesi. È questa l’età di Donnarumma al termine dell’avventura dell’Europeo Under 21 che lo ha visto protagonista
A livello teorico, il numero 99 del Milan può far parte del gruppo ancora per due, ulteriori, competizioni continentali. Che probabilmente, proiettato definitivamente verso la Nazionale maggiore, non giocherà, dando spazio ai vari Meret, Scuffet, Audero e al classe 2000 Plizzari su tutti.

Un nodo, quello dell’età, che viene generalmente considerato solo in relazione all’elevato ingaggio. Pochi, evidenziano l’elevato grado di responsabilità richiesto nel più difficile dei ruoli. Altrettanti, tengono in considerazione il mix di pressioni che molto spesso è risultato letale per i pur talentuosi colleghi, puntualmente sorpassati dalle proprie chiocce a fine carriera. Quasi nessuno, nel caso di Gigio Donnarumma, sembra ricordare che a 18 anni si è lontani dalla massima espressione della maturità psicofisica.
E diciamolo, una volta per tutte. I portieri, specie se giovani, hanno tutto il diritto di sbagliare, di qualsiasi entità sia il contocorrente.

Riguardando le immagini di ieri, e rimanendo in Inghilterra, mi vengono in mente le immagini di quel lontano Febbraio del 1997. A Bristol, in una partita dell’Under 21, il numero 1 italiano valuta male la traiettoria di un lancio lungo. Il tentativo di recuperare una maldestra deviazione ed evitare il calcio d’angolo si trasforma in una tragicomica papera, con il britannico Eadie che ringrazia e mette a segno a porta sguarnita.
Quel portiere si chiama Gianluigi Buffon, e non penso sia necessario un riassunto della sua futura carriera.

 

Di chi è la colpa?

Per questo, Gigio, io non sostengo che ieri tu non abbia sbagliato. Ma credo fermamente che le colpe su quel gol vadano attribuite a quanti lucrano su di te e sul tuo conto.

La prima colpa, Gigio, è dei giornali. I titoloni che puntualmente vanno a considerare l’inversione proporzionale tra il tuo ingaggio e le tue qualità sono da strappo della tessera. Non solo perché non tengono conto dei fattori spiegati sopra, ma perché finiscono per fomentare un’immotivata antipatia. Giustificando le odiose cantilene del popolino anti casta dei privilegiati che guadagna senza spezzarsi la schiena.

La seconda colpa, Gigio, è di chi ti vuole portare in prima pagina. Se, come più volte hai dimostrato, mostri sul campo quanto vali, quella arriva da sola e con pieni meriti. Se, invece, la prima pagina arriva per quanto accade fuori dal rettangolo di gioco, perché chi gestisce i tuoi interessi ha tutta la volontà che si parli di lui, più che di te, la colpa è solo sua.

La terza colpa, Gigio, in fondo, è di tutti noi. Di tutti noi che diamo conto, me incluso, a quanto viene scritto su di te. Di tutti noi che ci permettiamo di giudicare in maniera critica e ipercinica quanto accade nel mondo del calcio. Un pianeta che plasma quel pugnale con il quale, troppo spesso, ci facciamo del male, divenendo allo stesso tempo naturale panacea.

Per questo, Gigio, l’unico consiglio che mi sento di darti è di turarti naso e orecchie. Di goderti la tua età, le tue vacanze estive ad Ibiza, le papere che farai nella lunga carriera che ti aspetta e le volte, che, successivamente, ti rialzerai.
Ma l’esame di maturità, quest’estate, dallo una volta per tutte. Perché mi auguro che le tue prossime estati siano piene d’impegni azzurri.

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