Sognando Mika Aaritalo e la Finlandia campione del mondo

Storicamente, la Finlandia non gode di grandissima tradizione a livello calcistico. In primis, perché il clima rigido del paese scandinavo fa sì che gli sport invernali vadano per la maggiore, in seconda battuta a causa del livello tutt’altro che eccelso del campionato locale. Non è un caso che la Nazionale non abbia mai fatto registrare grandi risultati, senza mai qualificarsi né al Mondiale, né all’Europeo, nonostante la generazione nata del 1970, con il fantasista ex Ajax Jari Litmanen e l’arcigno Sami Hyppiä in difesa, lasciasse presagire migliori fortune a cavallo tra il secondo e il terzo millennio.

 

Ad essere precisi, il miglior risultato mai ottenuto dalla rappresentativa maggiore finlandese è il quarto posto alle Olimpiadi del 1912, ben 104 anni fa. Eppure, c’è chi giura di aver condotto la nazionale biancoblu a traguardi superiori, sospinta dal quartetto offensivo Lomski – Dalla Valle – Hämäläinen – Aäritalo. Per la precisione, il sottoscritto.

 

No, non è frutto della mia immaginazione, né tanto meno di sostanze allucinogene. Trattasi di un semplice gioco solitamente molto prossimo alla realtà, individuando potenziali talenti che, negli anni successivi, esploderanno sotto la luce dei grandi riflettori. Allo stesso tempo, però, a volte finisce per trasformare in fenomeni giocatori mediocri. Per chi non l’avesse ancora capito, si parla di Football Manager.

 

Edizione 2008. Tutti gli allenatori manageriali del mondo si imbattono nelle incredibili potenzialità di alcuni giocatori finlandesi, tutti militanti nel piccolo Turun Palloseura, squadra di Turku meglio nota come TPS. Con poco più di un milione di euro, c’è la possibilità di portare a casa una serie di giocatori già pronti per disputare campionati da titolare nelle medio-piccole delle maggiori leghe mondiali.

 

In porta, il non ancora ventenne Jukka Lehtovaara sembra essere designato come degno erede di Antii Niemi e Jussi Jääskeläinen, i due migliori portieri nella storia del calcio finlandese. Degne di nota le statistiche dell’estremo difensore, potenzialmente tra i migliori al mondo nel suo ruolo.

 

Ma è il settore avanzato a presentare veri e propri funamboli, capaci di mettere sotto scacco qualsiasi difesa. Se a questo aggiungiamo l’evidente bug che permetteva di segnare con una continuità impressionante sui corner calciati sul primo palo, ecco che la magia dei risultati positivi prendeva forma in tutta la sua magnificenza.

 

Kasper Hamalainen: quantità e qualità allo stesso tempo. Schierabile su tutto il fronte del centrocampo e della trequarti, con risultati ottimali. Patrik Lomski, impossibile da fermare lungo la fascia destra e con discrete capacità anche da attaccante. I fratelli Riski, Riku e Roope. Il primo, più anziano, da schierare largo, sulla fascia, il secondo da prima punta con ottime capacità realizzative.

 

E, per chiudere, la ciliegina sulla torta, l’uomo della provvidenza, Dominus et Deus.

Signori e signore, mister duecentoventimila euro, la cifra necessaria per acquistarlo. Mika Aäritalo.

Il prototipo della prima punta perfetta, abile con i piedi e di testa (soprattutto sui già nominati corner sul primo palo). Uomo da venti reti stagionali anche in Serie A, già alla prima stagione.

 

A completare il quadro dei finlandesi, ecco un trequartista che, seppur non militante tra le fila del TPS, ha fatto sognare migliaia di giocatori, se non altro perché fortissimo rispetto alla media dei suoi coetanei e per la possibilità di prelevarlo quasi a costo zero dal JIPPO, squadra semidilettantistica. Di chiare origini italiane, Lauri Dalla Valle, classe 1991, è il classico talento da coccolare nelle giovanili, per poi lanciarlo dopo qualche mese di apprendistato.

 

Fortissimo in FM 2008, rivedibile nella realtà, il Turun Palloseura non ha mai ottenuto grandi successi nemmeno in patria, classificandosi addirittura al sesto posto nello stesso 2008, e dovendosi accontentare esclusivamente della Suomen Cup, la coppa nazionale, vinta nel 2010, e della Liiga Cup, trofeo precampionato che si gioca nel periodo invernale, nel 2012, prima di retrocedere in Ykkönen, la serie B locale, nel 2014.

Per quanto riguarda i singoli, invece, Hämäläinen, che oggi, a trent’anni compiuti, milita in Polonia al Legia Varsavia, è quello tra i giocatori citati che ha ottenuto i maggiori successi a titolo personale, come certificato anche dalle 52 presenze e 10 reti in Nazionale, nella quale Lehtovaara può vantare un solo gettone di presenza: il portiere non ha mai militato al di fuori dalla Finlandia, lasciando il TPS solo in seguito alla retrocessione per passare ai cugini dell’Inter Turku.

Roope Riski, meteora del calcio italiano con la maglia del Cesena nel 2011, con appena uno spezzone di gara giocato in A, dopo un lungo girovagare è passato all’ SJK, dove ha vinto il campionato nel 2015 e la Suomen Cup nella stagione appena conclusa, nella quale ha vinto il titolo di capocannoniere della massima serie; il fratello Riku, invece, dopo una discreta parentesi al Rosenborg, è rimasto in Norvegia per giocare con l’Odd Grenland. Lomski, dopo un paio di prestiti non troppo fruttuosi e qualche stagione in giro per il paese, è tornato al TPS nel 2014, per poi tentare l’avventura in Polonia all’Arka Gdynia: nell’estate 2016, però, è tornato a vestire la maglia della squadra in cui è cresciuto.

Chiudiamo con le due stelline Aäritalo e Dalla Valle: il primo non ha mai mantenuto le aspettative di Football Manager ed è diventato un’autentica bandiera del TPS, lasciando il club nel 2014 dopo più di 200 presenze in prima squadra, ed oggi gioca al KuPS, sempre nella Serie A finlandese, dopo una semifallimentare esperienza in serie C tedesca all’Holstein Kiel. Della Valle, invece, nella stagione 2008/09 è approdato nel settore giovanile del Liverpool, su consiglio del connazionale Hyppiä, giocando appena 7 minuti in prima squadra nel 2010, contro i macedoni del Rabotnički in occasione del terzo turno preliminare di Europa League. Passato al Fulham nella stessa estate, è stato più volte prestato ai club dei campionati minori senza mai sfondare. Nel 2014 ha tentato l’avventura italiana, patria del padre Loreno, allenandosi per un breve periodo con il Vicenza, non convincendo il club berico a tesserarlo. Dopo aver concluso la stagione 2015/2016 al Crewe Alexandra, in quarta serie inglese, è rimasto senza squadra.

 

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