Come sfidare la tua squadra del cuore a Football Manager

Se nella vita capita di dover fare scelte dolorose, spesso moralmente discutibili, che in futuro rimpiangerai di aver fatto, Football Manager può essere ancor peggio. Molto peggio.

In questo caso parliamo del fatidico momento in cui, dopo anni di onorata carriera, magari dopo aver compiuto la scalata dal basso, affronti per la prima volta la tua squadra del cuore. Quella per cui fai il tifo da quando sei bambino, quella che, magari, vai a vedere allo stadio ogni domenica, in casa ed in trasferta. Le emozioni e i sentimenti che provi sono molteplici, ma sai bene che dovrai prendere un’obbligata decisione: tifare per la tua squadra virtuale oppure reale. E non è detto che una delle due opzioni possa soddisfarti.

Appena dopo aver controllato il calendario e constatato quale terribile match ti aspetta, l’ansia e l’adrenalina iniziano a salire. L’ideale è lo scontro ad inizio campionato, in modo tale che la storia della stagione possa essere facilmente riscritta. Al contrario, giocare nelle battute finali è la cosa peggiore: il risultato finale può essere deleterio alla corsa per lo scudetto, per l’Europa o per la salvezza delle due compagini.

Possiamo analizzare due macrotipologie di allenatore:

a) una personalità più pragmatica e competitiva. Il manager che non guarda in faccia nessuno. Qualsiasi avversario è la preda da sconfiggere per giungere al traguardo. Se la squadra del cuore è anche una big del campionato, ancora meglio: una vittoria potrebbe aumentare la sua reputazione e portarlo ad allenare proprio il club per cui tifa fin da piccolo. D’altronde, gli allenatori passano, ma la squadra resta…

b) Il sentimentale: colui che deve percorrere un viaggio interiore prima di capire qual è la scelta più giusta. Esultare per un gol subito dalla sua squadra del cuore gli fa venire la nausea, ma nello stesso tempo, lasciar vincere i propri avversari senza combattere, non lo renderebbe più un vero allenatore, ma solo un enorme perdente, con un curriculum macchiato di sangue. Il problema diventa realistico nel caso in cui, all’ultima giornata, sia una corsa a tre tra il proprio club, quello del cuore e gli odiati rivali: che fare?

Il ragionamento teorico, tuttavia, trova poco fondamento nell’atteggiamento tenuto sia dal pragmatico, sia dal sentimentale. Non c’è quel brivido che ti fa appassionare alle giocate che regalano i tuoi giocatori, non c’è un continuo ragionamento tattico, ma solo una tensione che ti lascia completamente immobilizzato senza saper bene cosa fare.

Ma ecco finalmente un gol. Da questo punto in poi, la linea da seguire diventa più netta. La rete non avrà solo sbloccato il risultato, ma anche il tuo dilemma interiore. Magari, paradossalmente, sarà proprio il pragmatico che al gol degli avversari esulterà come un matto, sapendo che con quei 3 punti la sua squadra del cuore sarebbe campione, e lasciando così perdere qualsiasi briciola di professionalità che lo aveva contraddistinto fino a quel momento. Oppure il sentimentale, pur amando alla follia il proprio club reale, rimarrà impassibile, conscio del fatto che la vita reale ha un peso ben maggiore che Football Manager.

Nulla è quindi scontato quando si affronta la squadra che nella realtà ti ha regalato forti emozioni. Puoi credere di avere certezze assolute, di non aver dubbi su quale sia la scelta più ovvia, ma alla fine, quando entri in campo, tutto può cambiare. Di certo le reazioni elencate sono del tutto comprensibili, in quanto l’amore e la fedeltà per il tuo vero club non finirà mai, ma Football Manager è un altro mondo e tutto si può capovolgere.

Così, se il tuo cuore, nella vita di tutti i giorni, batte per il Milan, per l’Inter, per la Juve, le sensazioni del vero manager sono paragonabili a coloro che fanno del calcio una professione: la squadra del cuore è quella che si allena in quel momento, causando un capovolgimento, un’asimmetria, rispetto alla realtà. E quell’Atletico Catania che hai fatto risorgere dagli inferi del dilettantismo, riportando la società nel calcio professionistico come nel passato, in fondo, può sempre prevalere sul resto.

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