Come sfidare la tua squadra del cuore a Football Manager?

Football Manager contro squadra del cuore
Football Manager contro squadra del cuore
Si, pare che si possa tifare contro la propria squadra del cuore giocando su Football Manager… (fonte: freepik.com)

Football Manager, si sa, è un gioco che mette a dura prova le coronarie degli allenatori virtuali. Tra gol subiti in fuorigioco e partite dominate e perse, però, niente è peggio di affrontare la propria squadra del cuore. Magari in una partita decisiva.

 

Il toccante momento della sfida alla squadra del cuore

Nella vita, si sa, capita di dover fare scelte dolorose, spesso moralmente discutibili, che in futuro rimpiangerai di aver fatto. Football Manager, però, può essere ancora peggio. Molto peggio.

In questo caso parliamo del fatidico momento in cui, dopo anni di onorata carriera e magari dopo aver compiuto la scalata dal basso, affronti per la prima volta la tua squadra del cuore. Quella per cui fai il tifo da quando sei bambino, quella che, magari, vai a vedere allo stadio ogni domenica, in casa e in trasferta. Le emozioni e i sentimenti che provi sono molteplici, ma sai bene che dovrai prendere una decisione obbligatoria: per chi tifare? E non è detto che una delle due opzioni possa soddisfarti…

Appena dopo aver controllato il calendario e constatato quale terribile match ti aspetta, l’ansia e l’adrenalina iniziano a salire. L’ideale è lo scontro a inizio campionato, in modo tale che la storia della stagione possa essere facilmente riscritta. Al contrario, giocare nelle battute finali è la cosa peggiore: il risultato finale può essere deleterio alla corsa per lo scudetto, per l’Europa o per la salvezza delle due compagini.

Le due tipologie di allenatore su Football Manager

Possiamo analizzare due macrotipologie di allenatore:

  • Il pragmatico. È il manager che non guarda in faccia nessuno. Qualsiasi avversario è la preda da sconfiggere per giungere al traguardo. La squadra del cuore è anche una big del campionato? Ancora meglio: una vittoria potrebbe aumentare la sua reputazione e portarlo ad allenare proprio il club per cui tifa fin da piccolo. D’altronde, gli allenatori passano, ma la squadra resta…
  • Il sentimentale. È colui che deve percorrere un viaggio interiore prima di capire qual è la scelta più giusta. Esultare o non esultare per un gol subito dalla sua squadra del cuore, è questo il dilemma. Allo stesso tempo, però, lasciar vincere i propri avversari senza combattere non lo renderebbe più un vero allenatore, ma solo un enorme perdente. Il curriculum, peraltro, sarebbe irrimediabilmente macchiato. Il problema diventa realistico nel caso in cui, all’ultima giornata, sia una corsa a tre tra il proprio club, quello del cuore e gli odiati rivali: che fare?

Il ragionamento teorico, tuttavia, trova poco fondamento nell’atteggiamento tenuto sia dal pragmatico, sia dal sentimentale. Non c’è quel brivido che ti fa appassionare alle giocate che regalano i tuoi giocatori, non c’è un continuo ragionamento tattico, ma solo una tensione che ti lascia completamente immobilizzato senza saper bene cosa fare. Solo con un gol la linea da seguire diventa più netta. La rete non avrà solo sbloccato il risultato, ma anche il tuo dilemma interiore.

Qual è la vera fede?

Nulla è scontato, quindi, quando si affronta la squadra che nella realtà ti ha regalato forti emozioni. Puoi credere di avere certezze assolute, di non aver dubbi su quale sia la scelta più ovvia, ma alla fine, quando entri in campo, tutto può cambiare. Di certo le reazioni elencate sono del tutto comprensibili, in quanto l’amore e la fedeltà per il tuo vero club non finirà mai, ma Football Manager è un altro mondo e tutto si può capovolgere.

Così, se nella vita di tutti i giorni il tuo cuore batte per il Milan, per l’Inter, per la Juve, le sensazioni del vero manager sono paragonabili a coloro che fanno del calcio una professione. La squadra del cuore è quella che si allena in quel momento, causando un capovolgimento, un’asimmetria, rispetto alla realtà. E quell’Atletico Catania che hai fatto risorgere dagli inferi del dilettantismo, riportando la società nel calcio professionistico come nel passato, in fondo, può sempre prevalere sul resto.

 

 

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