Mascio e To Madeira: i più celebri calciatori mai esistiti

Esistono storie di carriere che ci appassionano, di allenatori che compiono mirabolanti imprese alla guida di una squadra. Io, in prima persona, non sono andato oltre ad un esaltante qualificazione nell’allora Coppa UEFA con il Taranto in Football Manager 2008, dopo numerose stagioni, ma poco importa, francamente.

 

Esistono storie di giocatori che vediamo crescere nei nostri vivai o affiorare improvvisamente tra i regens, e diventeranno nostri idoli immortali. Così, come Gianluigi Donnarumma può diventare il tuo Buffon, un certo Luigi Ventura diviene degno erede di Franco Baresi, e Reginaldo Alves la reincarnazione di Ronaldo. Quello vero.

 

Infine, per dirla alla Maccio Capatonda, esistono storie che non esistono. Calciatori, non regens, mai apparsi sulla faccia della terra e presenti nel gioco sin dalla prima stagione, con qualità impressionanti e rimasti nell’immaginario collettivo per lunghissimo tempo.

 

Championship Manager 01/02 (lo stesso di Tsigalko , per intenderci). Gouveia, cittadina collinare a Nord del Portogallo, distante dalle grandi piazze del calcio lusitano. Sono queste le due case di uno dei più grandi misteri relativi alla saga di CM/FM.

Tó Madeira, attaccante centrale, è la stella della squadra locale, prelevabile per una cifra irrisoria e destinato a divenire un goleador di razza, il nuovo Eusebio. Ma non la nuova perla nera: in un’epoca ben lontana dal 3D e dalle grafiche solo in parte abbozzate, non c’è traccia del suo volto, nemmeno nella vita reale.

Il nome della fenomenale punta attira e non poco gli allenatori virtuali di tutto il mondo, e la verità sul conto di Tó Madeira viene allo scoperto. Antònio Lopez, addetto allo scouting del Gouveia con un passato nelle giovanili del medesimo club, inventò di sana pianta il giocatore, probabilmente personificando le sue fantasie di eterno bambino. Relativamente al nome scelto, circola una leggenda che narra di un’invenzione legata all’isola di Madeira, situata in pieno atlantico, luogo di villeggiatura per lo stesso osservatore nonché di nascita di Ronaldo. Cristiano Ronaldo, questa volta.

 

Un colpo di scena tuttavia destinato a sfumare negli aggiornamenti successivi, stesso analogo destino di un’altra clamorosa stella residente nelle serie inferiori ma destinata a restarvi ben poco, per un duplice motivo: sia per le attenzioni di mercato rivolte al giocatore, pronto al trasferimento dopo appena un’ora (fittizia) di gioco, sia perché scomparve insieme alle prime patch.

E questa volta restiamo a casa nostra, in FM 2009. La Cisco Roma, erede, almeno sulle carte, di quella Lodigiani capace di lanciare nel grande calcio fior fior di talenti, ha un nuovo gioiellino in casa. Italo-brasiliano, classe ’91, Mascio è il prototipo del giocatore che chiunque di noi (sì, mi ci metto anch’io) vorrebbe far crescere nella propria squadra. Giovane, forte, promettente e soprattutto poco costoso (appena 30.000 €), un poker d’assi da giocare assolutamente.

Qualcosa di strano, però, è evidente sin dal principio. Com’è possibile che un ragazzo che dopo quasi metà campionato della neonata Lega Pro non ha nemmeno sfiorato il campo in gioco sia addirittura nel giro delle nazionali giovanili brasiliane?

Le ricerche si risolvono in breve tempo: basta contattare gli uffici della società romana per scoprire che di lui, in sede, non sa niente nessuno. E, a giudicare dai racconti della segreteria dell’epoca, le chiamate e le mail, dall’Italia e dall’estero, fioccavano copiose. E non solo per lui, ma anche per il quasi omonimo Cascio, Silent, Rondinella e Ricciolino, anch’essi frutto della più disparata fantasia di uno scout.

 

Anche in questo caso non mancano le leggende: per anni si è inseguita una voce secondo la quale fu un certo F.S. di Taranto, osservatore designato, a manipolare la rosa della Cisco per vendicarsi di Panoz, celebre head researcher del gioco, reo di non avergli dato ascolto. Tuttavia, leggendo il testo del j’accuse, si notano numerose incongruenze con la realtà, che rendono poco veritiero il racconto.

 

Così, su Mascio e compagni, rimane ancora un velo di mistero. Lo stesso che per anni ha attorniato anche il suo predecessore To Madeira, un mito che contribuisce a rendere Football Manager uno dei giochi più amati, primo assoluto del suo genere.

 

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