Football Manager, tutta simulazione o realtà applicata?

Football Manager, nato come un semplice simulatore di calcio, con lo scopo di fare immedesimare il più possibile il videogiocatore nel ruolo di allenatore, si sta progressivamente trasformando da videogioco a vero e proprio strumento che le reali squadre di calcio utilizzano per ricercare ed osservare possibili campioni.

Il database del gioco manageriale più famoso al mondo, infatti, contiene più di 650 mila profili, tra giocatori, allenatori, staff tecnici ed ex giocatori. Nessuna squadra al mondo può vantarsi di possedere una raccolta di informazioni così ampia e precisa, e ciò ha portato la Sports Interactive, casa editrice del gioco, a siglare, nel 2014, un accordo con Prozone, società specializzata in analisi dati, al fine di trasferire ed integrare il mondo di Football Manager nel software Recruiter, strumento informatico già utilizzato dalla maggior parte dei club mondiali per la ricerca e analisi dei calciatori e delle loro caratteristiche tecniche, mentali e fisiche, facendo sì che diversi tra i maggiori club europei possano direttamente usufruirne per ovviare ai propri fabbisogni di mercato.

Al di là della programmazione informatica, sono numerosi gli esempi reali dell’utilizzo di Football Manager da parte di club, giocatori o anche solamente programmi televisivi.

Già nel lontano 2002, l’allenatore del Rangers, Alex McLeish, non diede retta ai consigli del figlio, appassionato dell’allora Championship Manager, che gli continuava a consigliare l’acquisto di due giovanissime stelle del Barcellona C. Il tecnico, forse ancora dubbioso delle diavolerie moderne (e delle capacità di osservazione del figlio), scoprirà soltanto successivamente il più che roseo futuro di Lionel Messi ed Andrés Iniesta Pochi anni dopo si scoprì che questi due ragazzi si chiamavano rispettivamente Messi ed Iniesta, già predetto dai database dell’epoca.

La prima collaborazione ufficiale tra la Sports Interactive e una squadra di club risale invece al 2008: è l’Everton a stipulare il contratto, cominciando a raccogliere informazioni e dati sui vari giocatori tramite l’utilizzo di 1300 osservatori sparsi nel mondo, chiaramente facilitando e velocizzando il lavoro di scouting dei Toffees. Sarà una coincidenza, ma proprio nella stagione 2008/2009 gli inglesi acquistarono dallo Standard Liège un certo Marouane Fellaini, futuro campione del Belgio e del Manchester United.

Nel 2014, invece, fu un giocatore a proporsi sul mercato vantando, nel proprio curriculum, grandi risultati alla guida dell’attacco della squadra prescelta. E non parliamo di un dilettante, bensì di Bafétimbi Gomis, a quei tempi in forza al Lione, che si autooffrì allo Swansea perché in una sua carriera su Football Manager aveva mietuto successi giocando per la squadra gallese. Il trasferimento, peraltro, andò a buon fine, ma diversamente dalle aspettative riposte dall’attaccante i risultati furono modesti (64 presenze – 13 gol).

Nel 2015, infine, Sky Sport News iniziò ad utilizzare Football Manager per confrontare le qualità tra diversi giocatori della Premier League. Alcune stelle del campionato vennero analizzate tramite le statistiche prelevate direttamente dal database di Football Manager, e i vari presentatori e ospiti raccomandavano quale squadra avrebbe tratto benefici da tali giocatori.

Questi sono solo alcuni esempi di come per ora Football Manager collabora in maniera diretta o indiretta con il mondo reale. Ma cosa ci potrebbe riservare il futuro?

Pur esistendo una serie di variabili di carattere fisico e mentale propri della sfera umana del giocatore, dal sempre maggiore utilizzo di questi dati, in linea teorica, in pochi anni si potrebbe anche arrivare ad una completa dipendenza da Football Manager. Gli acquisti delle società di calcio, infatti, si potrebbero basare solamente sui dati raccolti dal database, senza attività di scouting diretta, con un risparmio dei costi e con la possibilità di fare proiezioni decennali per scoprire come i vari calciatori si evolveranno nel tempo.

Ad esempio, si potrà scoprire con anni di anticipo, se la carriera di un Pato progredirà con costanza o se la predisposizione agli infortuni possa frenarne lo sviluppo. O, più semplicemente, se un giocatore avrà lo stesso rendimento in due squadre diverse.

Per il momento, comunque, Football Manager viene utilizzato con il contagocce o solamente in via ufficiosa. I club, difatti, non sono ancora sicuri di poter fare affidamento esclusivamente su un videogioco, che pure ha dimostrato negli anni di poter prevedere con largo anticipo i futuri wonderkids mondiali. Chi non si ricorda dei vari Verratti, De Bruyne, Lukaku, Vrsaljko e molti altri, scoperti proprio giocando semplicemente un paio di stagioni su Football Manager?

Probabilmente, specie in paesi più tradizionalisti come il nostro, non sono ancora maturi i tempi affinché possano essere stretti accordi ufficiali non solo con Sports Interactive, per ottenere vantaggi col database di Football Manager, ma anche con altri strumenti informatici già esistenti. Tuttavia, il continuo sviluppo delle tecnologie applicate al mondo del pallone sta già portando anche i club più ancorati ai retaggi del passato all’utilizzo di nuovi metodi per trovare il futuro Messi o Cristiano Ronaldo.

Nel frattempo, vedo Gagliardini giocare e proferisco la fatidica frase: “ve l’avevo detto…”

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