Football Manager contro FIFA e PES: Esiste un dualismo?

Negli ultimi anni, tra i giochi sportivi, all’imperante dualismo tra PES e FIFA si è aggiunta la spinta di Football Manager, che si è inserito tra i due titoli pur rivestendo il ruolo di un genere totalmente diverso ed incomparabile. In molti, comunque, hanno provato a mettere in confronto e, perché no, competizione, le due diverse sfere, con esiti alterni.

Fifa e PES non sono altro che semplici simulatori di calcio, basati quasi esclusivamente sulle abilità manuali del videogiocatore. Sì è vero, attraverso la modalità carriera, nel primo dei due, si ha la possibilità di rendere l’esperienza in gaming più gestionale, come ad esempio con lo sviluppo della primavera, l’ingaggio di nuovi giocatori e addirittura l’opportunità di inviare osservatori per scovare nuovi talenti. Tuttavia, l’asse portante dei due giochi è chiaramente la partita, e il risultato finale è determinato quasi esclusivamente dalla abilità del giocatore nel cliccare i tasti giusti al momento giusto. Il pregio, dunque, consta nel fatto che, anche affrontando la formazione titolare del Barcellona con una squadra di quarta divisione inglese, attraverso l’uso corretto dei joypad o della tastiera, si può capovolgere il match. Ragionando in un’ottica di realismo, però, a parte sparute eccezioni, ne è anche un grosso difetto.

Altro grosso punto a favore di FIFA e PES è l’immediatezza che rende il gioco molto più fluido e accessibile a chiunque, specie a chi vi si affaccia per la prima volta. Le tattiche non assumono un’importanza predominante: il giusto bilanciamento tra ruoli e posizioni può essere trovato, attraverso un’interfaccia molto più semplificata e chiara, senza spendere troppo tempo e avendo la possibilità di schierare una rosa all’altezza in maniera alquanto semplice.

Dall’altra parte, Football Manager è qualcosa di devastante per chi, da novizio, è chiamato al primo impatto. Diversamente dai titoli già citati, non è un gioco per tutti: non basta essere dei semplici appassionati di calcio, ma anche persone attente ai minimi dettagli, che perderebbero ore e ore solo a trovare il terzo portiere di riserva (magari giovane promessa). Anche l’interfaccia, affrontabile con relativo agio dai più esperti, richiede quantomeno alcuni giorni di gioco per essere chiara e pienamente fruibile. In sintesi, per potersi gustare al 100% Football Manager, non è sufficiente un impatto rapido, ma si rende necessario un graduale apprendimento che, nel peggiore dei casi, può anche durare anni.

Un incubo, direte, se non avete mai giocato ad FM. Tutt’altro: proprio per le difficoltà che ci ritrova ad affrontare, dagli allenamenti alla costruzione dello staff, dalle finanze risicate allo studio e costruzione di una tattica vincente (o, quantomeno, non perdente), le soddisfazioni che ci si può togliere dopo ore passate a visionare gli avversari per scoprire eventuali punti deboli e riuscire, attraverso proprio questo studio, a vincere la partita, non ha eguali. È proprio questa la tangibile differenza che distingue Football Manager dagli altri titoli già citati: il cuore del gioco non sono le partite, che pure, chiaramente, rivestono una fondamentale importanza, ma i risultati ottenuti sono solo una conseguenza di tutto ciò che accade prima e dopo, la conclusione di ore di lavoro precedentemente svolto. Non saranno le tue mani a determinare il risultato finale, ma gli sforzi messi sul campo da coloro che tu hai schierato, dallo stato mentale e di forma della squadra e dalle motivazioni che sarai riuscito a dare. Certo, si potranno sempre fare dei piccoli accorgimenti durante il match, ma se prima non si è allestita una squadra all’altezza della competizione e se questa non è stata gestita a dovere, è quasi impossibile uscirne vivi.

Due tipologie di giochi, quindi, che non andrebbero, in linea teorica, messi in comparazione tra loro, tale che l’una escluda l’altra, ma che possono essere considerate complementari: date le tante caratteristiche che differenziano le due fazioni, esse possono essere considerate quasi compatibili, e si potrebbe potenzialmente avere una scelta maggiore su cosa giocare in determinati momenti della giornata.

Se si preferisce un approccio più immediato, disimpegnato e magari sociale, FIFA e PES, in particolare il primo titolo, sono le scelte migliori. Una delle prerogative poste dagli sviluppatori di EA Sports e Konami, infatti, è quella di sviluppare un’esperienza di gioco che permetta di giocare sia in solitaria sia, soprattutto, in compagnia, sia offline che online. Per quanto riguarda Football Manager, invece, l’esperienza multiplayer lascia ancora a desiderare, e concludere un’intera stagione con più allenatori è un’impresa quasi solo paragonabile alla vittoria della Coppa del Mondo con il San Marino: non impossibile, ma serve pazienza. Perciò attualmente, questo titolo è quasi esclusivamente adatto per il giocatore singolo, che preferisce un gioco più di testa, che di pancia.

In conclusione, potremmo definire quello tra FIFA/PES e Football Manager un duopolio che ha fatto la storia dei videogiochi sportivi, specie negli ultimissimi anni. Una fusione tra le due diverse tipologie di gioco per molti sarebbe un sogno: le precedenti esperienze, quali Fifa Manager, hanno però lasciato l’amaro in bocca a diversi fan.

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