Championship Manager 01-02, il più amato tra tutti

Scheda Tsigalko CM Championship Manager 01-02
Scheda Tsigalko CM Championship Manager 01-02
La scheda di Maxim Tsigalko a inizio gioco in Championship Manager 01-02, ancora oggi un gioco iconico per gli appassionati (fonte: fmscout.com)

Dagli albori del nuovo millennio all’amore incondizionato del quale gode ancora oggi. Championship Manager 01-02, precursore dell’attuale Football Manager, è probabilmente il gioco più amato di sempre dagli allenatori manageriali. Ma quali sono i motivi di cotanto affetto?

 

Championship Manager 01-02, è amore infinito

Se c’è qualcosa, nella vita, che siamo certi non finirà mai, quello è sicuramente l’amore per Championship Manager 01-02. O almeno così pare, stando ai commenti dei più vintage tra gli appassionati della saga manageriale di calcio più celebre al mondo.

Ma cos’è, precisamente, Championship Manager 01-02? Trattasi della decima edizione del gioco, sviluppato dall’ormai celeberrima Sports Interactive e pubblicato da Eidos. Un capolavoro che i grandi appassionati di FM conoscono alla perfezione, un capitolo che ha resistito a tutte le tentazioni tecnologiche arrivate negli anni successivi. Per prime, quelle del cugino datato 02-03, con l’implementazione dell’animazione in 2D che ha definitivamente permesso di guardare in presa diretta lo svolgimento della partita.

Niente, neanche la successiva tridimensionalità, ha scalfito il primato (con distacco) del valoroso CM 01-02. Nemmeno le nuove idee poste in essere, né i database più potenti e i miglioramenti grafici hanno potuto scardinare la difesa di questo colosso. Il quale, a dire il vero, non ha opposto chissà quale resistenza. Eppure, rimane ancora oggi il gioco da battere.

Si può ancora giocare a Championship Manager 01-02?

Quale tattica, allora, ha permesso a questa ormai decennale edizione di rimanere prima nel ranking degli innamorati?

Prima di tutto, la semplicità. Ci sono molti meno aspetti ai quali dovere tener conto rispetto a un Football Manager più moderno. Ne deriva un gioco decisamente fluido e la possibilità di fare carriere anche centenarie, come ampiamente dimostrato da diversi utenti, non è assolutamente un’utopia. Nessuna intervista pre o post partita, niente dinamica interattiva coi social network – ancora lontani dal sorgere – bando ai colloqui con i giocatori. Solo e semplicemente calciomercato e partite, gli aspetti più piacevoli ed intriganti. Allo stesso tempo, però, il minor spazio di manovra nella tattica rende la vita più difficile agli allenatori, specie qualora si trovino nella necessità di ribaltare il match.

Tutto ciò, allo stesso tempo, fa sì che non serva un computer della NASA per far girare il gioco. Se le edizioni più recenti di Football Manager richiedono un PC con una certa soglia di requisiti minimi indispensabili, in crescita anno per anno, CM 01-02 permette di caricare più di 10 campionati alla volta e giocarli, anche in questo istante. Già, quest’edizione ha resistito al passare del tempo anche grazie alla stessa Eidos, che tramite MediaFire ne permette il download del file immagine .iso, giocabile dopo averlo montato con appositi software.

I giocatori indimenticabili di Championship Manager 01-02

Poter ancora giocare a CM 01-02 ha contributo a divulgare e tramandare un affetto mai assopitosi, permettendo anche ai neofiti di appassionarsene e conoscere le fantastiche storie di alcuni giocatori. Come quelle di Tonton Zola Moukoko o Cherno Samba, solo due tra i numerosi fenomeni presenti. Se in ogni normale edizione troviamo i 2-3 pupilli che acquistiamo puntualmente all’inizio di ogni nuova carriera, su Championship Manager 01-02 parliamo di decine e decine di grandi giocatori, in gran parte sconosciuti al grande pubblico, con caratteristiche tutte diverse e tutti con leggendarie storie da dover obbligatoriamente tramandare ai nipotini.

Nessun Verratti, Sanogo o Fierro possono competere con leggende come Maxim Tsigalko, ritenuto l’attaccante più forte di tutti i tempi, o il leggendario To Madeira, semplice frutto della fantasia di un ricercatore. O, ancora, il caro e vecchio Isaak Okoronkwo (no, non quello del Bologna, che poi si chiama Okwonkwo), dal nome impronunciabile ma dai piedi fatati pur essendo un difensore centrale. Senza dimenticare l’evergreen Mark Kerr, prodotto del vivaio del Falkirk, cuore della linea mediana di ogni manager che si rispetti.

Champman 01-02 e la vera essenza del gioco

A innalzare alla stregua di un mito quest’edizione del gioco collabora anche Champman 01-02, un attivissimo forum inglese sul quale ancora oggi gli utenti si scambiano opinioni e si confrontano per trovare e mettere a punto nuove tattiche e strategie. Sì, dopo parecchi anni ci sono ancora appassionati che rimangono ancorati a CM 01-02 e, nonostante il gioco abbia già superato la maggiore età, sono alla ricerca della tattica perfetta.

Doesn’t matter, non conta, dicono gli anglofoni. Chi ha vissuto l’epoca del gioco può capire la magia che risiede all’interno di questo piccolo capolavoro videoludico. La quantità di storie che girano attorno al gioco sono centinaia, e la semplicità con cui si presenta e la dipendenza che può creare lo rendono una pietra miliare, quasi una reliquia. Senza infamia e senza lode, per chi ne ha sentito solo parlare, eterno, per chi lo ha giocato e ancora oggi ne decanta le lodi.

 

 

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