Il calciatore più amato di sempre in Football Manager

Tutti gli appassionati di Football Manager ricorderanno sicuramente i grandi giocatori che hanno fatto la storia di questo gioco. Ogni allenatore virtuale, com’è normale che sia, ha sviluppato una certa affezione nei confronti di una particolare edizione, o, più nello specifico, verso il singolo-trascinatore della squadra. Tuttavia, nessuno aveva mai verificato, tramite una e propria competizione, chi fosse al top della classifica dei giocatori più amati.

E quale mezzo, meglio dei social, ha potuto decretare un vincitore? Sul gruppo Facebook ufficiale di Football Manager Italia, è stato infatti proposto una sorta di torneo nel quale, tramite una fase a gironi ed una successiva serie di scontri ad eliminazione diretta, si sarebbero affrontati, a colpi di like, 84 tra i più celebri crack della storia del più celebre gioco manageriale a tema calcistico. I partecipanti selezionati sono stati scelti all’interno di un arco temporale che è andato da Championship Manager 1998 a Football Manager 2015, da Tommy Svindal Larsen, centrocampista norvegese dalle notevoli potenzialità, al più recente (e conosciuto) Domenico Berardi. Proprio la fama reale del giocatore all’epoca dell’edizione in cui si è rivelato al mondo ha costituito un’unica restrizione, privando della competizione fenomeni a tutto tondo come Zidane, Ronaldo o Kakà.

Ogni previsione sembrava far propendere per la vittoria finale dei vari Tsigalko, Samba e Kerr, celeberrimi protagonisti di CM 2001. Eppure, contrariamente da ogni pronostico, hanno avuto la meglio calciatori scoperti in epoca più recente grazie alla massiccia presenza di giovani videogiocatori che non hanno avuto la fortuna di potersi gustare le magie di questi campioni virtuali. Proprio al semaforo verde, nel gruppo A, è infatti accaduto il primo dramma nostalgico, con l’uscita di scena de il Maradona di Football Manager Tonton Moukoko, congolese di passaporto svedese surclassato dalla classe cristallina di Bonera e dell’ex interista Eliakwu, definito come grande rimpianto dall’esperto Panoz, che ne aveva decantato le lodi giocando a Championship Manager 04, edizione nella quale era nella lista dei wonderkids.

Il segnale d’allarme per i giocatori provenienti dal passato più remoto, dunque, si è fatto insistente, pur rimanendo latente nel corso della fase a gironi, proseguita con numerose conferme, tra le quali, comunque, si è fatta largo qualche imprevedibile sorpresa. Se Verratti ha dominato il proprio girone P, passeggiando sui vari Sakho, Millan ed uno storico Djordjic (Championship Manager 00), presunto erede naturale di David Beckham, più difficile è stato il cammino di Freddy Adu, che ha battuto solo in extremis il tutt’altro che longilineo trequartista argentino Diego Buonanotte. Aghahowa, l’uomo con 20 in accelerazione, agilità, e resistenza, è stato invece superato da Foquinha Kerlon, appena comparsa nel calcio italiano, e Mbaye Niang, giovanissima promessa ai tempi del Caen.

Oltre al già citato Verratti, Vanden Borre e Todorov si sono imposti con percentuali tutt’altro che risicate, mentre un sorprendente Carlos Fierro, talento messicano e macchina da gol in Football Manager 2014, si è rivelato un insidioso outsider: dopo aver passato agevolmente il proprio raggruppamento, ha letteralmente polverizzato l’ex Fiorentina Federico Carraro ai sedicesimi, pronto a competere contro l’amatissimo Maxim Tsigalko. Uno che non ha bisogno di molte presentazioni, visto che si tratta probabilmente dell’attaccante più forte mai visto su Football Manager.

La storia, comunque, ci insegna che a volta Davide può battere Golia: Fierro, dopo una partenza in sordina, rimonta e batte Tsigalko. Colpo di scena, degno (nel suo piccolo) del Maracanazo. Probabilmente, se fossimo stati in politica, qualcuno avrebbe chiesto di ricontare i voti…

La competizione ora entra nel vivo: siamo ai quarti di finale. Babacar e Lukaku, attaccanti che hanno fatto la fortuna di molti allenatori di Football Manager devono inchinarsi alla superiorità dei due colossi Vanden Borre ed Adu. Invece Fierro e Verratti proseguono il loro incredibile cammino, vincendo rispettivamente contro Balanta, altra grande rivelazione, e l’altra infermabile punta Sanogo, mito in FM 2011.

Finalmente ci avviciniamo alla conclusione. Da una parte Adu e Vanden Borre, due grandi storici giocatori che non hanno confermato nella realtà le grandi aspettative di Football Manager. Dall’altra parte invece, due giovanissime promesse che hanno ancora la possibilità di diventare dei veri e proprio fenomeni.

Alla fine, la spuntano i due vecchietti. La grande paura, palesata dai giocatori d’annata, che non ci fosse nemmeno uno storico giocatore delle vecchie edizioni di Football Manager è finalmente sparita.

L’attesa per l’atto finale è altissima, l’esito però non rispecchia il pathos: Vanden Borre stravince, probabilmente aiutato dalla recente notizia del suo prematuro ritiro dal calcio giocato, e si aggiudica una lunga corsa durata quasi due mesi, ma che alla fine ha messo d’accordo un po’ tutti. Perché, nonostante i pareri differenti, alla fine quello che conta è la sensazione personale che si prova durante il gioco, le emozioni della corsa e dei trofei, più che il riconoscimento al giocatore preferito.

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