Ángel Zárraga, il pittore della prima natura morta sul calcio

Zarranga, natura morta calcistica
Zarraga, natura morta calcistica
Una delle opere a sfondo calcistico di Ángel Zárraga, pittore messicano celebre per opere d’arte sul tema: Domingo, datata 1931.

Calcio e arte, erba e cuoio trasportati su tela e olio. Il messicano Ángel Zárraga fu tra i primi pittori a dipingere la propria passione per il football e realizzare quadri sul calcio. Egli divenne anche il primo a comporre una natura morta in ambito calcistico e il primo a ritrarre anche giocatori di colore e calciatrici donne.

Il calcio e la cultura

Il calcio ha da sempre affascinato anche uomini di cultura, spettacolo e di arte. Ne sono un esempio la grande passione per il Bologna di Pier Paolo Pasolini, il fatto che il famoso campo dello Sterlino del Bologna venne inaugurato dal poeta-giornalista Lipparini, o il fatto che il padre della pop-art Andy Warhol ritrasse anche il Re del calcio, Pelè. Ed è proprio di quadri che parleremo oggi.

Certo, non entreremo troppo nello specifico per non incappare in errori in una disciplina, come la storia dell’arte, che non ci compete. Però vogliamo portare alla vostra attenzione alcune opere del pittore messicano che può essere considerato tra i più importanti artisti di inizio novecento nell’ambito dei soggetti sportivi. Se non altro almeno per la tipologia, la quantità e la qualità del materiale prodotto.

Ángel Zárraga Argüelles e i quadri sul calcio

Ángel Zárraga Argüelles nacque in Messico in una famiglia benestante vivendo un momento storico, quello dei primi anni ‘900, di grande fermento artistico per la nazione centramericana. In quegli anni, infatti, si sta facendo largo il Muralismo Messicano (i cui maestri principali sono stati Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros). Se i temi dipinti sono più propriamente politici e culturali, Zarraga predilige mantenersi sulla più classica pittura e puntare a un argomento ancora più particolare rispetto a quello politico: quello sportivo (che comunque non monopolizzerà la sua produzione).

La scelta di differenziarsi dai connazionali probabilmente deriva dal vissuto personale di Zárraga. Grazie al supporto economico della famiglia, infatti, si trasferisce in Europa appena diciottenne, visitando l’Italia, la Spagna, il Belgio ed la Francia. Praticamente un personale Grand Tour che gli farà vivere esperienze personali e artistiche molto importanti. Un percorso che lo porterà, alla fine, a stabilirsi per lunghi anni a Parigi.

Negli anni venti del Novecento in Europa l’attività sportiva era tenuta in grande considerazione per motivi razziali e nazionalistici. Essa veniva incentivata in modo importante per tutte le fasce della popolazione. La Prima Guerra Mondiale, poi, aveva leggermente aumentato l’autonomia delle donne, portando anche loro ad avvicinarsi allo sport.

Zárraga si trovava a Parigi proprio in quel momento storico. Il pittore era un grande appassionato di calcio e di football, spesso presente alle partite. Secondo il suo punto di vista, lo sport era una sorta di livella sociale, in quanto poteva essere praticato da persone di ambo i sessi e di differenti estrazioni socio-culturali. In fondo, durante un incontro o un esercizio fisico, era meno consueto fare caso alla provenienza del rivale.

I dipinti degli atleti, anche di colore e di sesso femminile

Zárraga, in qualità di pittore e appassionato di calcio, arrivò alla decisione di provare a dipingere anche i protagonisti dello sport che tanto amava. Certo, come tutti ritraeva anche immagini sacre e altri tipi di dipinti, ma in particolare si concentrò su moltissimi atleti, di calcio e non solo, come testimonia il dipinto dei giocatori di football qui sotto, affiancato a quello di un giovane calciatore.

Quadri Angel Zarranga
Giocata di Football (1925) e Il giovane calciatore (1927)

Aspetti che a noi sembrano normali, ma che a inizio ‘900 lo erano un po’ meno. Non è solo il tema del football/calcio a essere trattato, ma anche le tematiche sociali. I protagonisti ritratti sui due quadri mostrati di seguito, infatti, sono giocatori di colore. Una grande novità nel panorama artistico che portò lo stesso Zárraga, per primo, a dipingere anche calciatrici donne.

Le Futboliste - 1922
Ángel Zárraga, Le Futboliste – 1922

Parigi in quegli anni era una delle città col maggior numero di squadre di calcio femminile. Sua moglie Jeannette Ivanoff, non a caso, fu una giocatrice di un certo livello, dato che vinse un campionato francese. Inutile dire che venne subito immortalata dal marito, e la potete proprio vedere ritratta di profilo sulla sinistra del quadro qui sopra, datato 1922.

La prima natura morta calcistica di Zárraga

Ángel Zárraga non si limitò però a quadri sul calcio, intesi come ritratti di giocatori e giocatrici o come fotogrammi di gioco. Fu infatti il primo pittore a reinterpretare la natura morta in chiave calcistica, con l’olio su tela che potete vedere in apertura di articolo datato 1931.

Su un tavolo poggia una valigia, con all’interno un pallone da calcio, una copia de L’Echo des Sports (un giornale sportivo francese dell’epoca) e una maglia a strisce bianco-rosse che fuoriesce dal contenitore, finendo a contatto con un paio di scarpe da calcio a lato della valigia.

Il calcio appassiona tutti, da sempre. Il quadro di apertura si chiama Domingo, domenica, il giorno che prima dell’avvento delle televisioni era deputato più di ogni altro al gioco del calcio. Questa natura morta presenta la passione per questo sport in modo complessivo: si gioca (e ci si sposta per farlo) e se ne discute, questo possono farlo quasi tutti, sebbene a differenti livelli. Ángel Zárraga lo ha anche dipinto.

Qualcuno lo gioca, qualcuno ne scrive e qualcuno lo dipinge. Nel bene o nel male, però, tutti ne parlano da oltre cento anni.

 

 

Fonte articolo: www.artefootball.com

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