Tutta colpa di Bjarnason: è “guerra” tra Pescara e Islanda

In molti, nei giorni scorsi, hanno notato come ben cinque tra gli 11 titolari azzurri nella partita contro il Belgio avessero militato nelle fila del Cesena. A Pellè, titolare dell’attacco bianconero nel 2006/07, seguirono infatti Giaccherini, unico cresciuto nel vivaio del Cavalluccio, e Parolo, entrambi protagonisti della doppia promozione dalla C1 alla A, nonché Candreva ed Eder, giunti in Romagna nell’estate 2011 e poi partenti nella sessione invernale di mercato.

I social network, già dai minuti immediatamente successivi alla gara, hanno evidenziato la strana coincidenza, accompagnata da contenuti fotografici, e la notizia è stata successivamente pubblicata sui maggiori siti sportivi italiani e non.

 

Tuttavia, il Cesena non è l’unica piccola italiana che può vantare una folta rappresentanza di ex agli Europei: percorrendo l’autostrada Adriatica verso sud, troviamo un’altra isola felice, la quale non solo conta numerosi calciatori transitati in squadra oggi in campo nella massima competizione continentale, ma ne ha addirittura portato uno nell’elenco dei convocati all’Europeo.

Si tratta del Pescara, neopromosso dalla serie cadetta, ove milita ed è capitano della squadra Ledian Memushaj, centrocampista dell’Albania calcisticamente formatosi in Italia, uno dei quattro atleti che, militante in B nella stagione 2015/16, è attualmente protagonista in Francia (gli altri tre sono il connazionale Basha del Como, l’islandese Magnusson del Cesena e il polacco Salamon del Cagliari, ai quali si aggiunge Thiago Cionek, sempre della Polonia, che iniziò la stagione a Modena prima di passare al Palermo a Gennaio). 

I biancazzurri, così, avranno diritto al contributo economico che, proporzionalmente al numero dei convocati, spetta alle squadre nelle quali hanno giocato questi ultimi nell’annata antecedente l’Europeo.

 

Tale erogazione sarebbe stata di gran lunga maggiore se, ai fini dell’erogazione, il calcolo fosse stato fatto tenendo conto anche del passato meno recente dei calciatori. Con la maglia del Pescara, infatti, hanno giocato tanti attuali protagonisti europei, in una sorta di multinazionale del calcio: a Memushaj, difatti, si affiancano gli azzurri Immobile ed Insigne (e sono assenti Verratti e Perin, quasi sicuri della convocazione ed infortunatisi negli ultimi mesi), che si affermarono nel 4-3-3 di Zeman del 2011/12, anno della promozione dalla B alla A, mentre lo slovacco Weiss scese sul prato casalingo dell’Adriatico la stagione successiva, culminata con il ritorno in serie cadetta.

Nello stesso campionato, era presente nella rosa biancazzurra un centrocampista islandese, Birkir Bjarnason, che tornerà a vestire i colori della squadra del presidente Sebastiani nel 2014/15 dopo un anno di prestito alla Sampdoria. Nell’estate antecedente il suddetto campionato, firmarono anche i già citati Memushaj e Salamon, entrambi in prestito annuale, seppure il contratto del primo preveda un obbligo di riscatto in caso di salvezza.

Dopo un inizio balbettante, il Pescara rimonta in classifica, giungendo a ridosso della zona play-off, da quest’anno allargata alle squadre classificatesi dal terzo all’ottavo posto, a patto che il distacco tra esse non superi i 15 punti. Il ko di Varese alla penultima giornata sembra compromettere il cammino degli abruzzesi, che si ritrovano al nono posto in classifica. In vista dello scontro diretto contro il Livorno, avanti di un solo punto, la società opta per il cambio della guida tecnica: sollevato Baroni, la squadra viene affidata a Massimo Oddo, campione del mondo 2006 e già tecnico della Primavera.

La vittoria per 3-0 sul Livorno addirittura garantirà al Pescara il settimo posto, dato la contemporanea sconfitta dell’Avellino a Brescia. E il cammino dei play-off sorriderà, inizialmente, a Memushaj e compagni: dopo aver vinto la partita secca contro il Perugia, sesta classificata, giocata al Curi, essi batteranno anche contro il sorprendente Vicenza, arrivato terzo nella regular season, nella doppia gara, vincendo in casa per poi pareggiare in terra veneta.

L’attesa per la finale, in città, è spasmodica. Ad addensare le nubi sulla città rivierasca, però, ci pensa la Federazione islandese che, in vista della partita contro la Repubblica Ceca, in programma venerdì 12 Giugno 2015 e valida per le qualificazioni ad Euro 2016, inoltra a Bjarnason la convocazione del tecnico Lagerback (che alcuni di voi ricorderanno alla guida della Svezia, nel 2004, in occasione del celeberrimo biscotto che portò alla nostra eliminazione nella fase a gironi), intimandogli di presentarsi al ritiro di Rejkjavik una settimana prima.

Giorno 5, però, si terrà la gara di andata contro il Bologna: il club otterrà un permesso per permettere al giocatore di disputare tale partita, ma non viene rilasciato il nulla osta per la gara di ritorno, nonostante Sebastiani sia disposto a noleggiare un aereo privato che permetta al calciatore di lasciare il ritiro della nazionale in mattinata per farvi ritorno la sera stessa della partita. L’Islanda, infatti, è clamorosamente in testa al proprio girone di qualificazione, davanti a colossi come Repubblica Ceca, Turchia e Olanda, e non è in alcun modo disposta, in vista del delicatissimo scontro con i cechi, a rinunciare al centrocampista anche solo per un giorno.

L’andata della finale si disputa all’Adriatico, e finisce con il risultato di 0-0: ogni verdetto è rimandato al 9 Giugno, data del ritorno, e il Pescara tenta di giocarsi, vanamente, le ultime carte per avere in campo Bjarnason, che dunque non sarà della partita.

Per questo, giorno 7 la pagina Facebook Abbruzzo di Morris lancia un attacco informatico all’Islanda: no, non stiamo parlando di hacker, ma di un assalto al profilo pubblico della KSI, la federazione islandese, tramite l’hashtag #freeBirkir seguito da frasi in abruzzese, incomprensibili per qualsiasi traduttore istantaneo al mondo. Ecco alcune immagini della shitstorm.

 

Lo sfogo in salsa abruzzese diventa virale e celebre non solo in Italia, dove anche i TG nazionali parlano dell’accaduto, ma anche in Islanda, con la pagina federale letteralmente intasata dai post dei tifosi pescaresi per quasi una settimana, fino a quando la KSI chiede agli amministratori di Facebook di inibirne l’accesso dall’Italia. Ed è stato possibile riaccedervi solo l’anno successivo…

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