La straordinaria favola del Treviso in Serie A

Dino Fava vs Nesta, Treviso Serie A
Dino Fava vs Nesta, Treviso Serie A
Alessandro Nesta contrasta Dino Fava Passaro del Treviso – con Gattuso alle loro spalle – nel match giocato tra le due squadre nel campionato 2005-06 (fonte: forzatreviso.it)

Un’avventura iniziata con un clamoroso ripescaggio e terminata con una retrocessione da ultima in classifica. Si tratta dell’unica, fiabesca esperienza del Treviso in Serie A, una squadra divisa tra vecchie glorie del firmamento della Serie A e giovani di valore che si affermeranno negli anni successivi…

 

Un pareggio da non dimenticare

Primo aprile del 2006: Treviso – Juventus 0-0. Non è il più grande Pesce d’Aprile nella storia del calcio, ma una solida realtà. Alla corazzata bianconera, lanciata verso lo scudetto, non basta un letterale assalto finale per espugnare l’Omobono Tenni. Uno scivolone nella corsa al titolo tanto inaspettato quanto dolente per Buffon e compagni, mitigato solo il giorno successivo dal clamoroso tonfo del Milan a Lecce e dal pareggio esterno della Roma a Firenze.

Il giorno dell’anticipo della 32° giornata nessuno, ancora, potrà immaginare quanto accadrà nella rovente estate dal calcio italiano. Il trionfo della Juventus sarà cancellato e assegnato all’Inter dalle note vicende di Calciopoli, a riporre sotto il tappeto l’onta e la vergogna di uno scandalo immane, invece, ci penserà l’impresa degli azzurri di Lippi in Germania. E quel Treviso – Juventus, in fondo, riveste il ruolo di microcosmo dell’intera stagione sportiva di Serie A. Da dimenticare per la Juventus, una festa per il Treviso. Nonostante, a fine stagione, la squadra veneta sarà costretta ad abbandonare la categoria.

Lo 0-0 registrato a Treviso può essere considerato come uno dei risultati più prestigiosi, se non il più prestigioso in assoluto, dei biancocelesti. Poche volte, sia in passato che negli anni successivi, il prato del Tenni ha conosciuto avversari di tale livello come in quella, magica stagione, pur conclusa con l’ultimo posto in classifica. Si tratta, infatti, dell’unico anno in cui il Treviso Foot-Ball Club è stato presente in Serie A, record condiviso – a giugno 2021 – solo con il Carpi di Castori del 2015-16 e la Pistoiese di inizio anni ’80. Una squadra, quest’ultima, ancora oggi ricordata per il flop totale del brasiliano Luis Silvio Danuello, crack di mercato rivelatosi poi uno dei più grandi bidoni mai visto in Italia.

Breve storia del Treviso Foot-Ball Club

A proposito di flop: la storia del Treviso è contrassegnata da numerose annate storte, alternate ad altre indimenticabili. Una storia nata nel 1909 con la fondazione del Foot-Ball Club Treviso, che già aveva disputato due campionati di primo livello quando questo era ancora spezzettato in numerosi gironi regionali, all’inizio degli anni ’20. Nei decenni successivi la squadra giocherà parecchi anni in Serie C, con cinque comparsate in B (una delle quali con un certo Nereo Rocco in panchina) e una manciata di stagioni in D. La retrocessione in Interregionale del 1990-91 apre le porte a una crisi societaria, ma anche un portone alla successiva rinascita.

Il Treviso fallisce nel 1993, viene rifondato mantenendo la categoria e, dopo un anno di assestamento, iniziano una clamorosa scalata. In tre anni, dal 1995 al 1997, arrivano altrettante promozioni. D, C2, C1, B, tutto con lo stesso allenatore: Giuseppe Bepi Pillon. Qualche anno di B, un paio di C1, e poi accade l’imprevedibile…

2005: il Treviso è in Serie A!

Nel 2004-05 il Treviso, reduce dalla salvezza dell’anno precedente, inizia la divisione cadetta zoppicando. Solo una vittoria nelle prime nove giornate: D’Astoli saluta la compagnia e ritorna Pillon, nel frattempo approdato in altri lidi. Trascinata dal duo offensivo brasiliano Barreto – Reginaldo, unici stranieri in una squadra dalla profonda ossatura italiana, la squadra risale la china fino al quinto posto finale. Il sogno, però, si ferma ai play-off, con la sconfitta in semifinale contro il Perugia.

L’estate 2005, però, è ricca di colpi di scena. Il Torino batte il Perugia in finale ma, a causa di una profonda situazione debitoria, rinuncia alla Serie A. Toccherebbe al Perugia, ma ai biancorossi finisce ancora peggio: Gaucci viene indagato per bancarotta fraudolenta, scappa a Santo Domingo e la squadra non solo non va in A, ma viene addirittura esclusa dalla Serie B. Tutto ciò basterebbe per garantire al Treviso la promozione in A, ma non finisce qui.

Sull’auto di Pagliara, dirigente del Venezia, viene trovata una valigetta contenente 250.000 in contanti. Scattano le indagini immediate: la difesa sostiene sia un acconto per il trasferimento del difensore paraguaiano Maldonado dagli arancioneroverdi al Genoa, ma le intercettazioni diranno altro. La Procura certifica una combine tra le due formazioni in occasione dell’ultimo turno di campionato, con la vittoria che vale ai rossoblù la matematica promozione in A. Il secondo posto finale viene convertito in ultimo, il Genoa sprofonda in C1 e in A, insieme a Empoli e Treviso, approda anche l’Ascoli.

La campagna acquisti e la Legge Treviso

Treviso, all’improvviso, si risveglia nel massimo campionato di calcio. Un sogno per una città che, anche grazie al contributo della famiglia Benetton, è già ai massimi livelli nei campionati di basket, pallavolo e rugby. Un periodo d’oro che trova nella promozione dei biancocelesti la ciliegina sulla torta.

Se il mercato estivo priva la squadra di Pasquale Foggia e Barreto, due giocatori importanti nella scalata alla Serie A, fanno ben sperare i movimenti in entrata. In squadra approdano giocatori di esperienza e spessore come i gemelli Filippini, il difensore William Viali e l’attaccante Luigi Beghetto, cavallo di ritorno. A essi si affiancano giocatori emergenti come il brasiliano Pinga, funambolico trequartista del Torino, e Dino Fava Passaro, arrivato dall’Udinese. Tra i giovani, inoltre, emergono profili interessanti come il centrocampista Francesco Parravicini e il cursore di fascia sinistra Andrea Dossena.

La stagione, però, prende una piega storta sin dagli inizi. La mancata omologazione dell’Omobono Tenni comporta un trasferimento a Padova per le primissime gare di campionato. Solo un emendamento al Decreto Pisanu sulla sicurezza degli stadi, promulgato a seguito dei tragici eventi di Catania del campionato precedente, riporta la squadra in città a ottobre. Una sorta di raggiro normativo contestato dall’opposizione in quella che verrà nominata, simbolicamente, la Legge Treviso. Le pressioni esercitate dalla Lega Nord, forza di governo di maggioranza al comando anche nel comune veneto, portano infatti alla modifica della norma con il dimezzamento della capienza obbligatoria sugli spalti, da 20.000 a 10.000, per i comuni sotto i 100.000 abitanti. E curiosamente il Tenni di Treviso, città con poco più di 80.000 abitanti, può ospitare proprio 10.000 spettatori.

Calciopoli e la vana speranza di rivedere il Treviso in A

All’entusiasmo per l’approdo in A, tuttavia, non corrispose un eguale andamento positivo sul campo. Samir Handanovič, giovane portiere sloveno approdato in prestito dall’Udinese, non è propriamente il ritratto della sicurezza. La sua titolarità dura appena tre partite, giusto il tempo di combinare un paio di disastri e farsi espellere all’Olimpico contro la Lazio. Sarà il secondo portiere Zancopè a rilevarne il posto in via definitiva. Neanche il mercato di gennaio, con l’innesto del talentuoso Walter Baseggio e dei giovani Marco Borriello e Christian Maggio, servirà a invertire l’andamento. I biancocelesti chiuderanno la stagione all’ultimo posto, con soli 21 punti e appena 24 gol a referto. Eppure, per qualche giorno, Treviso sognò una seconda stagione in A.

Il caso Calciopoli, infatti, infiammò il calcio italiano con la retrocessione, in primo grado, di Juventus, Fiorentina e Lazio. I successivi pronunciamenti della giustizia sportiva, tuttavia, commuteranno la pena in una penalizzazione da scontare nel campionato successivo. Abbandonate le speranze di rimanere in massima serie, Treviso ripartirà dalla Serie B.

I disastrosi anni successivi

Negli anni successivi la società manterrà la Serie B fino al 2009, preludio al successivo crollo. Alla retrocessione sul campo seguirà il fallimento e la ripartenza dall’Eccellenza, con una risalita fino alla Prima Divisione di Lega Pro (l’equivalente della C1) vanificata da un ulteriore crac finanziario. Una ferita dalla quale Treviso faticherà a rialzarsi, barcamenandosi nei campionati regionali tra Eccellenza e Promozione.

Solo il tempo sarà capace di dirci se il Treviso sarà protagonista di un’ennesima scalata. In ogni caso quella stagione tra i grandi campioni della Serie A, giunta in maniera quasi inaspettata, è ancora ricordata con vanto in tutta la città. Un anno di festa nel quale Treviso fronteggiò con onore i colossi del calcio italiano.

 

 

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