La favola del Treviso in Serie A

È il primo Aprile del 2006. La Juventus è lanciata verso la conquista dello scudetto.

Nessuno può ancora immaginare lo scandalo che scoppierà da lì a un mese, per il quale i bianconeri saranno privati del primo posto ottenuto sul campo e retrocessi in serie B.

 

I bianconeri, con Buffon, Cannavaro, Camoranesi, Nedved, Del Piero, Trezeguet e Ibrahimovic, giusto per citarne alcuni, appaiono come una potente armata. Quel giorno si gioca l’anticipo della 32° giornata di serie A e la Juve viene bloccata sullo 0-0. A fermare la corazzata bianconera fu, a sorpresa, il Treviso.

E questo può essere considerato come uno dei risultati più prestigiosi della storia della squadra veneta, che di rado, nella sua storia, ha affrontato avversari di tale livello. Quella della stagione 2005/2006 è infatti tuttora l’unica in cui sono stati presenti in Serie A, ed è una delle 4 squadre ad aver giocato per un solo campionato nel massimo livello del calcio italiano a girone unico (prima di Carpi e Frosinone, fece una fugace apparizione in Serie A la Pistoiese all’inizio degli anni ‘80, oggi ricordata per il flop totale del brasiliano Luis Silvio Danuello, crack di mercato rivelatosi poi uno dei più grandi bidoni della nostra Serie A).

 

La squadra, fondata nel 1909, aveva già disputato due campionati di primo livello quando questo era ancora spezzettato in numerosi gironi regionali, all’inizio degli anni ’20. Nei decenni successivi trovarono posto spesso in serie C, riuscendo anche a giocare 5 campionati di B consecutivi a partire dal 1950-51, anno in cui arrivò come allenatore Nereo Rocco, che rimase a Treviso per tre stagioni . Nel 1990-91 subiscono la seconda retrocessione in serie D. Al quarto tentativo, e dopo essersi aggiudicati anche una Coppa Italia Dilettanti nel 1994, centrarono la promozione, primo passo di una arrampicata che è entrata nella storia: vittoria del campionato di C2 e vittoria del campionato di C1, entrambi al primo colpo. I trevigiani, guidati allora da Bepi Pillon, ottennero così tre promozioni consecutive, approdando in Serie B.

 

Nel 2004-05 iniziarono il campionato della divisione cadetta con una sola vittoria nelle prime nove giornate. Ciò portò all’esonero dell’allenatore D’Astoli e al ritorno di Pillon. La squadra raggiunse il quinto posto e fu sconfitta nella semifinale play-off dal Perugia.

Tuttavia il Torino, che aveva ottenuto la promozione proprio nella finale contro i grifoni umbri, a causa di problemi finanziari e di debiti, rinunciò alla Serie A. Ancora più grave fu il destino dei diretti avversari nella partita appena citata: i problemi con la legge della famiglia Gaucci si ripercossero sulla società, determinandone il fallimento. Tutto ciò sarebbe già bastato al Treviso per determinare un’automatica promozione, al fianco di Empoli e Genoa, ma quest’ultima venne declassata all’ultimo posto e retrocessa in C1 a seguito del Caso Maldonado , combine certificata dalla Procura e relativa all’ultima giornata di campionato, la quale prevedeva la sfida tra i rossoblù, non ancora certi della conquista della serie A, e il Venezia. Sull’auto di Pagliara, dirigente dei veneti, fu trovata una valigetta contenente 250.000 Euro, secondo la difesa un acconto per la cessione del difensore paraguaiano. Le intercettazioni, però, sconfesseranno il tentativo di insabbiare il tutto. Così, verrà promossa anche la sesta classificata, l’Ascoli.

Il Treviso scalò quindi la classifica, ottenendo un’inaspettata Serie A. Pillon completò così la sua opera di traghettamento dei trevigiani dalla D alla massima serie. Fu un periodo d’oro per la cittadina, che poteva vantare, all’epoca, squadre nei massimi campionati di basket, pallavolo e rugby, tutte molto competitive. Mancava all’appello, appunto, il calcio.

 

Due giocatori importanti per la promozione, Pasquale Foggia e Barreto, lasciarono la squadra verso altri lidi, venne confermato invece l’attaccante Reginaldo. Altri nomi che facevano parte della rosa per quella stagione in serie A erano quelli dei gemelli Filippini, entrambi centrocampisti così come Francesco Parravicini e il brasiliano Pinga, preso dal Torino, e quelli degli attaccanti Dino Fava Passaro, arrivato dall’Udinese, e Luigi Beghetto, cavallo di ritorno.

Il Treviso disputò le prime partite casalinghe all’Euganeo di Padova, poiché lo stadio cittadino, dedicato al motociclista Omobono Tenni, nonostante l’ampliamento compiuto per quella stagione che lo aveva portato ad avere una capienza di 10.000 posti, non raggiungeva gli standard previsti dalla legge dell’epoca la quale imponeva che gli stadi di serie A dovessero ospitare almeno 20.000 spettatori. Ma ad ottobre del 2005 con un emendamento al Decreto Pisanu sulla sicurezza negli stadi la norma fu cambiata, e vennero ritenuti sufficienti 10.000 posti per le squadre alla prima promozione in A negli ultimi venti anni aventi sede in una città con popolazione inferiore a 100.000 abitanti. Questa legge fu criticata in quanto sembrò fatta ad hoc per il Treviso, grazie anche alle pressioni esercitate dalla Lega Nord, al comando sia nel comune veneto che al governo, nella coalizione berlusconiana, in quel momento.

 

La stagione non incominciò nel migliore dei modi. A causa di prestazioni ritenute non all’altezza il giovane portiere sloveno Samir Handanovic, giunto in prestito dall’Udinese, perse il proprio posto da titolare (un incidente di percorso può capitare anche ai migliori, ndr). Il primo punto arriverà solo alla sesta giornata, e gli innesti a stagione in corso di Marco Borriello e Christian Maggio non invertirono l’andamento. I biancocelesti chiusero la stagione all’ultimo posto, con soli 21 punti conquistati e 24 gol segnati (migliori marcatori Reginaldo e Borriello con 5 reti). Gli sconvolgimenti della classifica in seguito a Calciopoli fecero guadagnare loro una posizione, a causa del declassamento della Juventus. Tuttavia, la piazza covò il sogno di rimanere in A, per un breve periodo: la sentenza di primo grado condannava alla retrocessione anche Fiorentina e Lazio, ma i pronunciamenti successivi della giustizia ridussero le pene alle due squadre, che se la cavarono con una penalizzazione.

Negli anni successivi la società, che aveva mantenuto il posto in B fino al 2009, fu martoriata da due fallimenti, il secondo dei quali vanificò la loro risalita dalla D alla Prima Divisione della Lega Pro, che aveva fatto sperare al ritorno ad alti livelli dopo il primo crac. Oggi, il Treviso milita in Eccellenza Veneta, così come farà nella prossima stagione, dopo la sconfitta nella finale play-off del mese scorso.

 

Solo il tempo sarà capace di dirci se il Treviso sarà protagonista di un’ennesima scalata. In ogni caso, quella stagione tra i grandi campioni della Serie A viene ancora ricordata, e non solo a Treviso…

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