Le grandi coppie: Walter Novellino e Sergio Volpi

Il calcio, si sa, come tutti gli altri sport di squadra, è un gioco in cui a far da padroni sono i rapporti interpersonali. Quante volte, d’altronde, nelle conferenze stampa, avete sentito parlare di unione di intenti, armonia dello spogliatoio, o, in quest’ultimo caso, trascendere fino all’aspetto della sacralità dello stesso?

Molto spesso, il legame che si crea tra i compagni di squadra va ben oltre il campo e le strutture annesse, sfociando dunque nella vita di tutti i giorni. Altre volte, invece, e sarà questo il tema della trattazione odierna, accade che il giocatore non instauri un certo tipo di affinità con un proprio pari, ma che lo faccia con il proprio allenatore, cosicché finiscono per congiungersi, più volte, i due distinti percorsi professionali.

Diciamocelo: ogni allenatore, da che mondo è mondo, ha un proprio pupillo nello spogliatoio, che sia l’elemento di talento, quello che mostri il maggior spirito d’abnegazione o entrambe le cose. Così, accade che il tecnico, una volta sedutosi su una panchina diversa da quella di provenienza, indichi al proprio direttore sportivo una lista di obiettivi, mettendo in cima il suddetto calciatore. Sempre che non si tratti di un manager quasi plenipotenziario; alla Ferguson, per intenderci: in questo caso, il problema non si pone per due motivi. Il primo è che sul mercato agisce direttamente l’allenatore, il secondo è che Sir Alex ha cambiato ben poche squadre in carriera…

Perché, vi chiederete, vi stiamo raccontando tutto questo?

In Italia, la patria dei presidenti che cambiano più allenatori che vestiti nel guardaroba, Walter Novellino ha avuto modo di guidare ben dodici club dal 1995 ad oggi, ivi inclusi due anni di inattività e cinque di militanza ininterrotta alla Sampdoria. Ciò vuol dire che avrà allenato più di duecento calciatori, ma probabilmente, a suo modo di vedere, nessuno incarnava la sua idea di calcio quanto Sergio Volpi.

Quattro, infatti, sono state le volte in cui il binomio Novellino-Volpi si è riunito sotto la stessa bandiera. Tutto iniziò al Venezia di Zamparini, nel 1998/99, quando i lagunari, neopromossi in A sotto la guida di Monzon (storico soprannome del tecnico), acquistarono l’introvabile Sergio.

Già, perché nella stagione precedente, insieme al collega Poggi, il calciatore era stato, suo malgrado, protagonista di un giallo: quasi tutti i collezionisti di figurine della Topps, azienda produttrice di gomme da masticare che lanciò un proprio album, lamentavano l’assenza dei due, tanto che del caso si interessò il programma TV Mi manda RaiTre. Anche se, in questa occasione, forse sarebbe stato meglio che del caso si occupasse un’altra trasmissione: Chi l’ha visto.

Sarà un’annata da ricordare per gli arancioneroverdi, praticamente condannati alla retrocessione al termine del girone d’andata e autori di una clamorosa rimonta in quello di ritorno. Novellino, infatti, trovò la quadratura del cerchio, usando termini cestistici, su un asse play-pivot che, però, sarebbe atipico per la palla a spicchi: Volpi costruisce le azioni in cabina di regia, ma a finalizzarle è il tutt’altro che fisico Alvaro Recoba.

A fine campionato, Novellino lascia Venezia, cedendo alle lusinghe del Napoli, in B. Sarà promozione al primo tentativo, mentre Volpi e compagni non riusciranno a raggiungere una nuova salvezza.

Tuttavia, il mister di Montemarano verrà esonerato dalla guida tecnica partenopea, a favore di Zeman, costringendolo a ripartire dalla B e da Piacenza, con l’obiettivo Serie A. E, in campagna acquisti, il primo nome non può che essere quello di Volpi.

Solo un Torino praticamente infallibile nel girone di ritorno priverà gli emiliani della vittoria del campionato, ma il secondo posto finale vale comunque la seconda promozione di fila all’allenatore, ottenuta con due giornate d’anticipo, battendo la Sampdoria. Questo particolare ci sarà utile più avanti…

Uno strepitoso Dario Hubner sarà assoluto protagonista del campionato 2001/02, laureandosi capocannoniere in coabitazione con David Trezeguet, garantendo ai biancorossi piacentini e a Novellino la salvezza. Le azioni da gol finalizzate dal bomber di Muggia, ça va sans dire, partono tutte o quasi dai piedi vellutati di Volpi, nominato capitano dopo l’addio del portiere Flavio Roma.

Nel frattempo, in B, sulla sponda doriana di Genova il presidente Garrone è adirato: la sua squadra, additata come favorita dagli addetti ai lavori, per due anni di fila ha chiuso al quinto posto, alle spalle del quarto che vuol dire massima serie. Se Cagni e Bellotto hanno fallito, la società decide di affidarsi ad uno specialista in tema di promozioni. Ovviamente, Walter, che abbandona Piacenza portando con sé il suo regista di fiducia. E questa volta, non c’è Torino o altra big che tenga: primo posto in campionato.

Sarà il primo dei cinque anni insieme, per i due: Novellino, infatti, come già detto, divorzierà dalla Samp solo nel 2007, trasferendosi al Torino, Volpi si tratterrà un’altra stagione. In mezzo, una Champions sfiorata nel 2004/05, in una corsa a tre con Udinese (quarta e qualificata) e Palermo, una stagione in UEFA e una semifinale di Coppa Italia, oltre all’ennesima fascia da capitano conquistata dal metronomo bresciano.

La quarta ed ultima parentesi comune sarà nel 2008/09, alla Reggina appena retrocessa in B. Volpi, reduce da una salvezza a Bologna (con tanto di rete decisiva, al 94′, contro il Lecce diretto concorrente), segue il suo mentore per inseguire la terza promozione insieme. Il progetto, però, fallirà già nel mese di Novembre, con il cambio dell’allenatore, mentre Volpi lascerà Reggio già nel mese di Dicembre.

Novellino e Volpi non lavoreranno più insieme, ma saranno comunque autori di un singolare record: nessun altra coppia allenatore-giocatore ha condiviso, insieme, più squadre.

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