Le grandi coppie: Gianluca Vialli e Roberto Mancini

La Grande Coppia di cui parliamo oggi è sicuramente uno dei binomi più famosi del calcio italiano degli ultimi quarant’anni.

Essi hanno contribuito, con i loro gol, a portare in alto una squadra che non aveva mai raggiunto certi palcoscenici e portato a casa trofei importanti. Stiamo parlando di Roberto Mancini e Gianluca Vialli, i quali hanno condiviso 8 indimenticabili stagioni alla Sampdoria, tra il 1984 e il 1992, e occupano tuttora i primi due posti nella classifica dei migliori marcatori della storia del club.

 

Possiamo però fissare l’origine della nostra storia al 1979. I blucerchiati avevano appena concluso la stagione al nono posto in Serie B, toccando così il loro punto più basso da quando, nel 1946, la Sampierdarenese e l’Andrea Doria si fusero in un unico sodalizio. La società fu acquisita nell’estate di quell’anno da Paolo Mantovani, un imprenditore di origini romane che già da molto tempo lavorava a Genova. Da subito egli dimostrò la sua volontà di tornare nella massima serie, cosa che avvenne, grazie anche alle sue campagne acquisti volte a valorizzare giovani talenti, nella stagione 1981/82. Il suo impegno per garantire che la Sampdoria potesse lottare dignitosamente anche in Serie A non si fece attendere, ed è proprio in questo contesto che approdò a Genova, non ancora diciottenne, Roberto Mancini, ragazzo di Jesi (AN) che già all’età di tredici anni aveva abbandonato casa propria per poter coltivare le sue qualità e si era già fatto notare tra le file del Bologna nel corso del campionato precedente. Fantasista dai piedi pregiati e dall’assist facile, ma col difetto di lasciarsi andare, ogni tanto, a comportamenti un po’ sopra le righe.

 

Gli sforzi di Mantovani furono da subito ripagati: la Samp si rivelò come una delle sorprese dei campionati successivi, piazzandosi prima al 7° poi al 6° posto, ottenendo successi anche contro le grandi. Durante l’estate del 1984 giunse un nuovo rinforzo offensivo per i genovesi, il cremonese Gianluca Vialli, classe 1964 come Mancini. Di origini alto-borghesi, Vialli era più un calcolatore, e faceva del fiuto del gol una delle sue caratteristiche principali, non rinunciando a colpi spettacolari come la rovesciata. Costituiva quindi il completamento naturale dell’attaccante marchigiano, capace di trasformare spesso e volentieri in rete i preziosi passaggi del compagno. L’intesa tra i due non tardò ad arrivare, e non solo in campo. La Sampdoria era quindi pronta a spiccare il volo, e la stagione seguente fu suggellata dalla vittoria del primo trofeo della propria storia: la Coppa Italia, conquistata a spese del Milan, prima sconfitto a Milano per 1-0, poi nuovamente battuto tra le mura amiche nella finale di ritorno per 2-1 grazie alle reti proprio dei due centravanti che verranno poi ribattezzati come i gemelli del gol.

Fu solo il primo di vari successi. Dopo una stagione non all’altezza di quella che aveva portato alla vittoria della coppa nazionale, Mantovani scelse un nuovo allenatore, Vujadin Boskov, che aveva già guidato e vinto anche con squadre come il Real Madrid. Con lui al comando, i blucerchiati ottennero altre due vittorie consecutive in Coppa Italia, nel 1987/88 e nel 1988/89, anno in cui arrivarono anche in finale della Coppa delle Coppe, arrendendosi solo al Barcellona. Per alzare però questo trofeo europeo dovettero attendere solo 12 mesi, quando, grazie a una doppietta di Vialli, servito sul secondo gol da Mancini, sconfissero l’Anderlecht ai supplementari per 2-0.

 

La stagione 1990/91 vide da subito la Sampdoria come una delle protagoniste. Oltre ai due gemelli, sono presenti in rosa giocatori di qualità come il portiere della nazionale Pagliuca, Vierchowod, Mannini, Lombardo, Dossena, Cerezo, che insieme formano un gruppo unito, e pronto a competere contro il Napoli di Maradona, il Milan degli olandesi e l’Inter di Matthäus. I doriani presero lo slancio battendo a novembre il Napoli al San Paolo per 4-1 con doppiette di Mancini e Vialli. Da lì in poi una a una le avversarie per lo scudetto cadranno, e così la Sampdoria si laureò campione d’Italia.

L’ultima sfida per i gemelli del gol fu quindi la Coppa dei Campioni. Superati brillantemente i turni preliminari, nei gironi di semifinale i blucerchiati riuscirono ad avere la meglio anche sui campioni in carica della Stella Rossa. Ma la corsa fu interrotta sul più bello ancora dal Barcellona, in una finale equilibrata in cui Vialli ebbe sul finire del secondo tempo un paio di occasioni che non riuscì però a realizzare. Fu un bolide di Koeman, su punizione, a troncare nei tempi supplementari i sogni di gloria della Sampdoria, e a segnare la fine della coppia, perché la stagione successiva Vialli passò alla Juventus.

Anche Boskov lasciò la compagnia, mentre Mancini rimase e fece ancora in tempo a vincere un’altra Coppa Italia nel 1993/94, ma purtroppo senza che il presidente Mantovani potesse festeggiare con lui, poiché scomparso poco tempo prima.

 

Con questo successo si chiuse l’epoca d’oro della Sampdoria, mai più capace di vincere un titolo. Nemmeno la Serie B, categoria in cui la squadra è tornata due volte: la prima per addirittura 4 stagioni, tra il 1999 e il 2003, la seconda nel più recente 2011/12, con una retrocessione giunta, nell’anno precedente, in maniera del tutto inaspettata, dopo la qualificazione in Champions League del 2010. Rimane, invece, il ricordo di un decennio magico, in cui la sponda più giovane di Genova superò i maestri del football concittadini, trascinata da un’accoppiata esplosiva.

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