Le grandi coppie: Gianpaolo Bellini e Cristiano Doni

Gianpaolo Bellini e Cristiano Doni
Gianpaolo Bellini e Cristiano Doni
Gianpaolo Bellini e Cristiano Doni: tra i due è nato un rapporto personale che è ampiamente andato oltre il terreno di gioco

Gianpaolo Bellini e Cristiano Doni sono stati fra i più longevi interpreti dell’Atalanta tra gli anni ’00 e ’10, prima della grande esplosione della Dea. Un rapporto che è andato ben oltre la semplice amicizia tra compagni di squadra, come certificato da diversi eventi occorsi.

 

L’Atalanta europea (e mancata europea)

Dal 2017 l’Atalanta di Gian Piero Gasperini stupisce, anno dopo anno, tutti gli addetti ai lavori. La squadra è ormai presenza fissa nelle Coppe Europee, dopo quasi trent’anni nei quali i match ufficiali di caratura internazionale sono stati lontani da Bergamo. Ricorreva alla stagione 1990-91, infatti, l’ultima partecipazione alla Coppa UEFA, con i nerazzurri giunti fino ai quarti di finale della competizione. Trainati da quel Caniggia reduce dal mondiale italiano e da un gol di testa a Zenga in una semifinale che, ahinoi, non dimenticheremo mai.

La squadra orobica, da sempre fucina di giovani promesse provenienti dal vivaio, ha attraversato diversi alti e bassi nel periodo intercorso tra le due ere europee. Non sono mancate le annate in cadetteria ma ci sono state anche quelle in cui il pubblico bergamasco si è letteralmente consumato le mani a suon di applausi. Ne è esempio il campionato 2000-01, nel quale la squadra allora allenata da Vavassori sognò a lungo la vetta della classifica. Il 7 gennaio del 2021, nonostante la seconda sconfitta consecutiva, i nerazzurri viaggiavano al terzo posto in classifica ad appena due punti dalla Juventus seconda.

A fine stagione la Roma festeggerà al Circo Massimo il suo terzo scudetto della storia, sognando uno spogliarello promesso (e mai avvenuto) da Sabrina Ferilli. L’Atalanta chiuderà con un onorevole settimo posto in classifica, rinunciando alla qualificazione in Intertoto e lasciando spazio ai cugini del Brescia. Una scelta legata a una stagione sfiancante, terminata il 17 giugno e che sarebbe ripresa dopo nemmeno un mese. Le motivazioni di un finale così ritardato sono legate all’inizio posposto a fine settembre, per permettere ai giocatori di rifiatare dopo Europei e Olimpiadi.

Bellini e gli altri, una squadra a trazione bergamasca

Un’annata, quella a cavallo del nuovo millennio, che è ancora ricordata con piacere dai tifosi della Dea. Negli anni tutti i giocatori di quella rosa hanno appeso le scarpette al chiodo, ma rimane vivo l’orgoglio di una squadra costituita per gran parte da giocatori cresciuti a Zingonia. Molti dei quali sono rimasti a lungo in squadra, attraversando anche i periodi più neri con addosso la casacca bergamasca. Ricevendo però in cambio il grande affetto dei tifosi.

Ne è stata ampia dimostrazione, l’8 maggio del 2016, il ritiro di una delle ultime bandiere del nostro calcio. Dopo diciotto anni di onorata carriera al servizio dei colori nerazzurri, con 398 presenze e 9 reti in campionato, il capitano Gianpaolo Bellini ha ammainato il proprio vessillo. Festeggiando, peraltro, con il gol del definitivo 1-1 tra Atalanta e Udinese, siglato dal dischetto. Un’occasione unica: nell’ultima gara, infatti, Bellini ha segnato il primo gol in Serie A davanti al suo pubblico. E tra questi non poteva mancare uno di quegli amici che sono una vita passata fianco a fianco negli spogliatoi può regalarti: Cristiano Doni.

Doni e Bellini, più di una semplice amicizia

Che il rapporto tra Doni e Bellini vada ben oltre un semplice contatto di tipo lavorativo è ben noto a tutti. Fu proprio Bellini che, al termine della gara di campionato contro il Novara del Settembre 2011, alzò al cielo la storica maglia numero 27 di Doni. Non a causa di infortunio, come spesso accade, ma perché pochi giorni prima la Procura sportiva aveva confermato i tre anni e sei mesi di squalifica per calcioscommesse comminati al trequartista. Un evento che, di fatto, chiuse la carriera del giocatore.

Ma non solo: Doni fu, nel 2014, uno degli invitati al matrimonio del terzino di Sarnico. Non senza grattacapi per i numerosi dirigenti atalantini presenti, dato che il rapporto tra il calciatore e l’Atalanta si sono deteriorati a seguito dell’ammissione di combine. Va detto, infatti, che l’amicizia tra i due è sempre rimasta trasparente. Lo fu anche quando Bellini cercò di mediare le istanze tra una curva inviperita nei confronti di Doni e uno spogliatoio rimasto sempre, nonostante tutto, al fianco del compagno e dell’altro squalificato Thomas Manfredini.

La riconoscenza tra Doni e Bellini

Undici stagioni insieme, spesso e volentieri in compagnia reciproca lungo l’asse sinistro del campo, d’altronde non si dimenticano così facilmente. Un’intesa che permise a entrambi di dare il meglio, specie nel campionato 2001-02. Annata nella quale Doni, schierato da esterno di centrocampo nel 4-4-2 di Vavassori, fu capace di mettere a segno ben 16 reti in campionato. Una serie di prestazioni che gli valse la convocazione di Trapattoni al mondiale nippo-coreano nonostante le enormi pressioni esterne, legate soprattutto al nome di Roberto Baggio.

In quella stagione, peraltro, Doni aveva già giocato e segnato con la nazionale in occasione dell’inaugurazione internazionale dello stadio di Saitama, usato ai mondiali. Fu suo, infatti, il gol dell’1-1 nell’amichevole contro il Giappone, seguita da due maglie da titolare alla kermesse iridata. L’ex bandiera atalantina, infatti, giocò da titolare sia nella gara d’esordio contro l’Ecuador sia nella successiva con la Croazia, persa in rimonta per 1-2 nonostante l’assist per il provvisorio vantaggio di Vieri.

I fatti dimostrano una riconoscenza profonda e una stima reciproca immutata nel tempo. E il cielo di Bergamo a fare da sfondo: se i due non sono stati capaci di far vedere le stelle ai propri tifosi, in casa orobica ce l’hanno fatta negli anni successivi…

 

 

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