Le grandi coppie: Giampaolo Bellini e Cristiano Doni

Dopo una partenza ad handicap, l’Atalanta di Gian Piero Gasperini sta stupendo tutti gli addetti ai lavori, issandosi fino al quel sesto posto in classifica che, se il campionato finisse oggi, potrebbe assicurare alla Dea, Coppa Italia permettendo, uno storico piazzamento in Europa League, tornando a disputare quei match ufficiali di caratura internazionale che mancano all’Atleti Azzurri d’Italia dalla stagione 1990/91, quando Caniggia, reduce dal mondiale italiano e dal gol a Zenga in quella semifinale che, ahinoi, non dimenticheremo mai, e compagni giunsero fino ai quarti di finale di Coppa UEFA.

Come ricordato da diversi giornalisti sportivi, la squadra orobica di oggi, costellata di giovani promesse provenienti dal sempre prolifico centro sportivo di Zingonia, casa dei nerazzurri, ricorda, per certi aspetti, quella del 2000/01, capace di entusiasmare il pubblico bergamasco grazie ad un inizio di stagione strabiliante: quasi 16 anni fa, il 7 Gennaio del 2001, nonostante il secondo ko di fila la squadra allora guidata da Vavassori viaggiava al terzo posto in classifica ad appena due punti dalla Juventus seconda.

È necessario ricordare, comunque, che all’epoca si stava giocando appena la tredicesima giornata di campionato, mentre la vittoriosa trasferta di Verona di due giorni fa era valida per il diciannovesimo ed ultimo turno di andata: infatti, in quella stagione, il massimo campionato iniziò soltanto a fine Settembre per permettere ai nazionali Olimpici, protagonisti nell’avventura di Sydney, di recuperare al meglio, concedendo altresì una pausa estiva più lunga ai reduci dall’Europeo giocato in Olanda e Belgio, anch’esso conclusosi con uno scotto non da poco per i colori azzurri, con il gol di Wiltord a tempo scaduto nella finalissima contro la Francia e il golden goal del futuro juventino Trezeguet. Forse, è meglio dedicarsi completamente all’Atalanta e tralasciare i cattivi ricordi della Nazionale…

A fine stagione, mentre la Roma festeggerà al Circo Massimo il suo terzo scudetto della storia, sognando uno spogliarello promesso da Sabrina Ferilli, che tuttavia mai avverrà, l’Atalanta chiude al settimo posto in classifica, a 44 punti, peraltro rinunciando alla qualificazione ottenuta alla Coppa Intertoto e lasciando spazio ai cugini del Brescia, ottavi, a causa dell’eccessivo dispendio energetico che avrebbe comportato iniziare la preparazione precampionato meno di un mese dopo la fine della stagione precedente, datata 17 Giugno 2001, data dell’ultima gara stagionale.

Di quella squadra che, per una buona metà dell’anno, ammaliò letteralmente i tifosi della Dea, dopo quindici anni è rimasto ben poco: quasi tutti i calciatori di quella rosa si sono ritirati, e tra i pochi che scendono ancora in campo, l’unico ancora in forza all’Atalanta è il trentacinquenne Raimondi, che tuttavia, all’epoca, non giocò nemmeno un minuto.

Infatti, risale all’8 Maggio scorso il ritiro di una delle ultime bandiere del nostro calcio. Dopo diciotto anni di onorata carriera al servizio dei colori nerazzurri, con tanto di 398 presenze e 9 reti in campionato, si è ritirato dal calcio giocato il capitano Gianpaolo Bellini, che in occasione della gara contro l’Udinese, ultima gara stagionale, ha festeggiato nel migliore dei modi, siglando dal dischetto la rete del definitivo 1-1, la prima in Serie A davanti al pubblico di casa. E tra gli spettatori, non poteva mancare uno di quegli amici che solo una vita passata fianco a fianco nello spogliatoio può regalarti: Cristiano Doni.

Che il rapporto tra i due vada ben oltre un semplice contatto di tipo lavorativo è ben noto a tutti: fu proprio Bellini, al termine della gara di campionato contro il Novara del Settembre 2011, ad alzare al cielo la storica maglia numero 27 di Doni, nei confronti del quale furono confermati, pochi giorni prima, i tre anni e sei mesi di squalifica per calcioscommesse che, di fatto, chiusero la carriera del trequartista. O, ancora, l’invito dello stesso calciatore al matrimonio del terzino di Sarnico, che creò non pochi grattacapi ai numerosi membri della società presenti, dato il deteriorarsi dei rapporti in conseguenza alle ammissioni di combine di Doni.

Un’amicizia rimasta trasparente, quella tra i due, anche quando la curva, guidata dal Bocia Galimberti, storico capo ultrà dell’Atalanta, non proferì, a ragion veduta, parole molto amichevoli nei confronti di Doni, reo di aver leso l’immagine della squadra, con Bellini sempre capace di fare da paciere tra le parti, ammettendo dichiaratamente che lo spogliatoio, nonostante tutto, è sempre rimasto al fianco del compagno e dell’altro squalificato Thomas Manfredini.

Undici stagioni insieme, spesso e volentieri sulla stessa fascia, quella sinistra, d’altronde non si dimenticano così facilmente: l’intesa tra i due, sul campo, permise ad entrambi di dare il meglio, specie nel 2001/02, quando Doni, schierato da esterno di centrocampo nel 4-4-2 di Vavassori, fu capace di mettere a segno ben 16 reti in campionato, guadagnandosi la convocazione di Trapattoni al mondiale nippo-coreano, con tanto di presenza da titolare sia con l’Ecuador che con la Croazia, partita nella quale fu l’autore dell’assist per il provvisorio vantaggio firmato Cristian Vieri.

Una riconoscenza profonda e una stima dell’uno nei confronti dell’altra rimasta immutata nel tempo. E il cielo di Bergamo a fare da sfondo: se i due non sono stati capaci di far vedere le stelle ai propri tifosi, la speranza in casa orobica è che ci riescano i protagonisti attuali. Magari, le 12 della bandiera europea…

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