Juventus – Lucento 2-3: il triste esordio di Allegri

Durante l’estate del 2014, nell’arco di un paio di giorni, i tifosi della Juventus assistettero impotenti a quello che appariva a molti di loro come un dramma.

 

Il loro stimatissimo mister Antonio Conte, che aveva riportato la Vecchia Signora al vertice del campionato italiano facendo dimenticare gli insuccessi arrivati dopo Calciopoli, rassegnò le dimissioni dall’incarico, dirigendosi da lì a poco verso la Nazionale azzurra, dove avrebbe ricoperto il ruolo di Commissario Tecnico. Nel giro di sole 24 ore il nome del successore alla guida della squadra bianconera era già noto: si trattava di Massimiliano Allegri. Un allenatore capace tra le altre cose di portare per la prima volta il Sassuolo in Serie B e di vincere uno scudetto col Milan, ma che proprio coi rossoneri era reduce da una stagione estremamente negativa, che costò al livornese l’esonero a gennaio.

 

La Juve passò così da un giorno all’altro dalla certezza di un condottiero che aveva dimostrato di saper vincere a un nuovo allenatore appena cacciato da una squadra rivale per le numerose sconfitte, e ciò creò un grande malcontento nella tifoseria.

 

A peggiorare la situazione, una decina di giorni dopo, avvenne un fatto che lasciò tutti a bocca aperta.

Il 25 luglio la Juventus affrontò a Vinovo, nella sua prima amichevole stagionale, il Lucento, squadra di un quartiere dell’ex capitale militante in Eccellenza. In realtà, la formazione che scese in campo contro i campioni d’Italia era composta da giocatori provenienti da varie squadre dilettantistiche del Piemonte, e l’allenatore in quell’occasione era Mario Gatta, in forza in un’altra squadra, il Gassino San Raffaele, che aveva fornito anche le maglie. Gatta e il ds del Lucento si occuparono di cercare i giocatori per l’importante sfida, e assieme al presidente del Lucento decisero di chiamare la squadra per quella partita con il nome del quartiere, preferendolo a quello forse più appropriato di Rappresentativa Torinese.

 

La Juventus si presentò a quell’incontro, come spesso accade nelle prime amichevoli estive, con una formazione nettamente rimaneggiata, in quanto i nazionali non erano ancora tornati dalle vacanze post-Mondiale brasiliano. Ma in ogni caso i giocatori schierati non erano affatto degli sconosciuti: davanti c’erano, dietro alla prima punta Llorente, Tevez e Giovinco.

A sorpresa, dopo 11 minuti di gioco, il Lucento passò in vantaggio con un gol di Gabriele Coppo. A ristabilire gli equilibri ci pensò Llorente, che realizzò una doppietta. A un quarto d’ora dalla fine la partita sembrava dirigersi verso la conclusione che tutti si aspettavano, ma proprio negli ultimi minuti il Lucento trovò prima il pareggio con Alberto Cavazzi e sorpassò definitivamente gli avversari con la rete di Cretazzo.

Ovviamente bisogna fare una serie di considerazioni. Sicuramente i giocatori erano ancora lontani dalla condizione fisica ideale, e inoltre nella ripresa Allegri effettuò numerosi cambi, dando spazio a molti giovani. A tutto questo bisogna aggiungere i ben 4 legni colpiti dai bianconeri nel corso della partita. Detto questo, anche se la partita non contava assolutamente nulla, anche se si possono trovare varie spiegazioni razionali, un risultato del genere non può non lasciare stupiti. Nel calcio, in certe occasioni, può succedere anche che i campioni nazionali perdano contro dei dilettanti.

Allegri minimizzò la sconfitta, affermando che si trattava solo di un allenamento e che la vera preparazione sarebbe iniziata alcuni giorni dopo con il ritorno dei nazionali, mentre i tifosi temevano che quello fosse il preludio di una stagione molto diversa da quelle trionfali vissute con Conte. I fatti diedero poi ragione ad Allegri, con il quale la Juve si confermò al vertice in Italia, senza dimenticare il raggiungimento della finale di Champions League di Berlino contro il Barcellona.

Il Lucento, prima squadra torinese a sconfiggere la Juventus dopo il derby della Mole del 9 aprile 1995, visse invece una stagione (che disputò, come detto, con giocatori diversi da quelli della partita di Vinovo) negativa, venendo retrocesso dall’Eccellenza piemontese. Ma il suo nome sarà ancora per molto indissolubilmente legato all’impresa che abbiamo raccontato.

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