Mario Fontanella, a Malta per sfondare in Europa

“Dopo aver segnato 25 gol in Serie D a Budoni, in Sardegna, speravo di poter approdare tra i professionisti in Italia, ma non ho avuto le risposte che cercavo. Così, cercando anche all’estero, è arrivata l’offerta del Floriana. A convincermi, la possibilità di misurarmi in un campionato di Serie A con alle spalle una società italiana, da sempre in prima linea nel cercare sul mercato scommesse su cui puntare.”

 

Così, da un momento all’altro, può capitare di dover fare le valigie, trasferendosi da un’isola all’altra. Già, perché la storia di oggi parte da Napoli, attraversa mezzo sud Italia, con un picco geografico massimo in Umbria, per poi passare in Sardegna e trovando una destinazione finale, almeno per il momento, nella Premier League Maltese, all’estremo meridione del continente. E il protagonista si chiama Mario Fontanella, calciatore partenopeo classe 1989, un rapido e scattante attaccante che, dopo aver assaporato il professionismo con le maglie di Barletta e Neapolis, è stato costretto ad una lunga gavetta nel campionato di Serie D. Da dove, nonostante i gol a grappoli, non è mai arrivata la tanto agognata chiamata dalle categorie superiori, tanto da costringerlo ad emigrare a Malta, al Floriana, squadra di proprietà di Riccardo Gaucci, figlio dell’ex patron del Perugia Luciano.

 

 

 

Paradossalmente, le prestazioni di Mario hanno attirato le attenzioni dei club italiani di B e Lega Pro soltanto dopo l’addio ai campionati italiani. Infatti, se una stagione stratosferica in quel di Budoni non è bastata a garantire una corsia preferenziale con direzioni più ambiziose della Serie D, Fontanella ci ha messo del suo, andando a vincere, alla prima stagione di militanza con i biancoverdi maltesi, la classifica dei capocannonieri del campionato locale con 20 reti, e sfiorando peraltro l’accesso ai preliminari di Europa League. La competizione nella quale molte squadre isolane hanno mostrato la crescita di un movimento nazionale che, però, risulta essere, per certi aspetti, confinato in una logica dilettantistica. “Ho trovato delle differenze abissali tra qui e l’Italia”, confessa quasi divertito lo stesso Mario, “non tanto sul piano del gioco, quanto più per quanto riguarda le strutture. La maggior parte dei club, infatti, è costretta a condividere i campi da allenamento con altre squadre, non avendone a disposizione uno proprio. Non solo: fino alla scorsa stagione, a causa degli impegni lavorativi di molti ragazzi locali, l’orario di inizio seduta era fissato alle 20, e a fine allenamento portavamo a casa, per il lavaggio, il vestiario utilizzato, mentre fortunatamente quest’anno iniziamo alle 15 e ci siamo organizzati affinché un magazziniere si occupi di farci trovare già al campo, lavati e stirati, gli indumenti. Inoltre, anche a causa dell’assenza di trasferte (il campionato maltese si gioca essenzialmente su quattro stadi, peraltro molto vicini tra loro, tra i quali primeggia il Ta’ Qali, impianto utilizzato dalla nazionale, ndr) ci troviamo direttamente al campo, senza ritiri pre-partita. Ah, a proposito di ritiri: la preparazione precampionato si svolge rigorosamente a Malta, con una temperatura spesso superiore a 40 gradi e una sensazione di calore amplificata dai terreni sintetici sui quali ci alleniamo. L’anno scorso ho perso 7 chili… (ride)”

 

20 reti che si sommano alle 12 già realizzate quest’anno in campionato, oltre alle 4 in tre gare di Coppa, nonostante il cambio d’allenatore, da Lulu Oliveira, attaccante brasiliano di passaporto belga visto all’opera in Italia con Cagliari, Fiorentina e Catania su tutte, all’ex capitano di Perugia, Genoa e Palermo Giovanni Tedesco, e soprattutto nonostante il cambio di ruolo, da punta con libertà di svariare sul fronte offensivo ad esterno di centrocampo con vocazione offensiva. Bilancio positivo? “Senz’altro”, risponde soddisfatto Mario, “anche se è stato necessario un periodo di ambientamento e organizzazione una volta giunto qui. E, nonostante tutto, sono riuscito ad impormi subito, oltre ogni aspettativa. Se l’anno scorso mister Oliveira, al quale sono molto grato, mi permetteva di avere più possibilità in zona gol, quest’anno con mister Tedesco sto imparando a giocare in una posizione inedita, con buoni profitti per me e per la squadra”. Naturale chiedere, data la presenza di un discreto gruppo italiano e di due allenatori con un passato importante in A, quale lingua si parli nello spogliatoio. “Abbiamo contagiato tutti”, ci dice ridendo, “a parte lo scherzo, tra noi italiani parliamo la nostra lingua, idem con il mister, con gli altri proviamo ad arrangiarci, un po’ a fatica, con l’inglese. Questo contribuisce a far sì che anche fuori dal campo, molto più che all’inizio, si stia a contatto con i compagni maltesi. L’importante, comunque” , sottolinea, “è essere un tutt’uno sul campo”.

 

Le ambizioni del futuro prossimo di Mario Fontanella non hanno ancora una lingua ben definita, mentre quelle attuali puntano a valicare i confini nazionali. “È chiaro che ci piacerebbe arrivare in Europa, ma non sarà facile. Siamo quinti in campionato, ma anche arrivando quarti rischieremmo di non qualificarci perché la posizione è riservata alla vincitrice della Coppa Nazionale, competizione per la quale, comunque, siamo ancora in corsa, peraltro a differenza di chi ci precede. Se dovessimo partecipare ai preliminari, in piena estate, farò di tutto per essere presente, poi si vedrà. Tornare in Italia è un’ambizione che non nascondo, sono già stato vicino a farlo nell’ultima finestra di mercato ma col mio procuratore abbiamo preferito attendere. Comunque, il mio contratto scadrà nel 2018: finché sarò qui, darò tutto per questa maglia”.

 

A Malta, alle porte del Vecchio Continente, Mario ha trovato quella consacrazione che tanto cercava sgomitando nella quarta serie italiana. E qui, in una terra più vicina ai profumi dell’Africa che a quelli della pur vicina Sicilia, l’odore proveniente da una finestra chiamata Europa, quella calcistica, si fa sempre più forte. Con l’ambizione personale, magari, di emulare quell’Igor Coronado che, transitato proprio da Floriana, ha spiccato il volo verso Trapani e i play-off di serie B, da protagonista, dell’anno scorso. E, perché no, di superarlo.

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