Sporting Locri, l’odissea del calcio a 5 calabrese

Sporting Locri 2016
Una foto dello Sporting Locri nel 2016, dopo che la squadra fu travolta dal caso mediatico (fonte: Sporting Locri)

Nel mese di Dicembre, dopo anni di assoluto (o quasi) silenzio, il calcio a 5 femminile è salito alla ribalta mediatica a causa della denuncia del presidente dello Sporting Locri, Ferdinando Armeni, di aver ricevuto minacce, anche a livello personale, affinché la squadra, fino a quel momento vera e propria rivelazione della Serie A Elite, massima serie federale, chiudesse i battenti.

In un territorio in cui, è inutile nasconderlo, le oramai celeberrime ‘ndrine, famiglie mafiose di stampo ‘ndranghetista, hanno quasi creato uno stato nello stato, ogni avvertimento del genere non può essere sottovalutato. Così la Procura della Repubblica ha aperto un apposito fascicolo, ed allo stesso tempo le istituzioni sportive, non solo regionali, ma anche nazionali, si sono strette intorno a questa realtà. Anche la cittadinanza ha fatto sentire pienamente il suo appoggio: alla prima casalinga dopo il fattaccio, il 10 Gennaio 2016, il palazzetto di Locri era stracolmo, sotto gli occhi del presidente della Federcalcio Tavecchio e quelli di migliaia di spettatori in diretta TV.

4 mesi dopo, le luci delle telecamere si sono spente, quasi dimenticandosi dello Sporting e dell’intero movimento del futsal femminile. Sugli spalti, non c’è più una folla in attesa di entrare al Palasport, ma i soliti affezionati che seguivano la squadra prima del clamore mediatico. Tavecchio e compagnia bella, pur garantendo un sostegno alla società, sono tornati ad occuparsi di altro e, dulcis in fundo, il procuratore del Tribunale di Locri, Luigi D’Alessio, ha dichiarato alla Rai che si procederà all’archiviazione del suddetto fascicolo, in quanto ritiene che Armeni abbia autoprodotto i pizzini, ipoteticamente a lui destinati, al fine di lasciare la società.

Non sta a noi discutere sulla veridicità o meno delle intimidazioni, ma vogliamo dedicare il nostro articolo a chi, nonostante tutte le avversità, ha portato alla salvezza, sul campo e non, la squadra.

Da metà gennaio, il dimissionario Armeni è stato sostituito da un imprenditore originario della locride, ma da tempo residente a Milano. Vittorio Zadotti ha risposto al richiamo della sua terra, prendendo le redini della situazione, coadiuvato da uno staff di fidati collaboratori, dal sindaco Giovanni Calabrese, che le aveva assunte sin dalle prime avvisaglie di chiusura, trainando di fatto la squadra nel periodo di maggior difficoltà.

Lo stesso Zadotti, tramite i social, ha ringraziato, persona per persona, coloro che hanno permesso di solcare i mari in tempesta, portando a riva una nave che rischiava la deriva: non poteva mancare un plauso alle undici ragazze che, nonostante tutto, sono rimaste a giocare in amaranto, anche quando avrebbero potuto mollare tutto.

Ed è proprio su di loro che vogliamo concentrarci.

Beita Fernandes è, senza alcun dubbio, il simbolo della squadra. L’esperta spagnola, capitano dello Sporting, è riuscita a tenere compatta la squadra, anche in seguito alla serie di sconfitte che hanno portato all’esonero del connazionale Lapuente al termine del mese di Gennaio, sostituito da Sansotta, già allenatore della seconda squadra. Al suo fianco, le più giovani connazionali Lioba Bazan e Maria José Soto Vela si sono rivelate valore aggiunto per la rosa, insieme ad un folto gruppo di ragazze locali.

Alla guardia della porta, si sono alternate Alessia Modestia e Tiziana Liuzzo. Se per la seconda sottolineamo il salto che l’ha portata direttamente dal campionato amatoriale alla Serie A, la prima, seppur più giovane, presenta un curriculum di tutto rispetto: prima di approdare al Locri, ha vinto uno scudetto.

Ma non di calcio a 5, bensì di beach soccer, difendendo i pali del Catanzaro. Nella stessa squadra, militavano anche la attuale numero 10 dello Sporting, Sara Borello, la laterale Federica Marino e la politica Rossana Rovito, che al campo alterna le sedute in consiglio comunale del piccolo centro di Isca sullo Ionio. Ad aver vinto un titolo nel futsal, invece, ai tempi della Pro Reggina, è Federica Mezzatesta, giovanissima (appena 23 anni) ma elemento con maggiore esperienza nella massima serie. A completare il roster, Francesca Ierardi e l’unica locrese doc, il pivot Antonella Sabatino.

I grandi sforzi, sia a livello societario che sul campo, non sono bastati a raggiungere l’ambito traguardo dei play-off, sfumati all’ultima gara contro il Sinnai della campionissima Vanessa Pereira, cinque volte campionessa del mondo con la maglia della nazionale brasiliana.

Eppure, aldilà delle attenzioni della stampa, defilatesi col tempo, lo Sporting Locri merita un ringraziamento anche da chi, come me, ama lo sport e pratica il futsal.

Grazie, perché la vostra esperienza insegna che non bisogna tirare in remi in barca di fronte alle difficoltà, ma remando tutti insieme si può giungere comunque al traguardo.

Grazie, perché vi siete esposte con dignità alle telecamere, e con altrettanta dignità, alla fine del campionato, avete ringraziato la trentina di tifosi rimasti fedeli alla squadra appena tre mesi dopo.

Grazie, per averci insegnato, nonostante la giovanissima età media della rosa, che non sempre le eroine si riconoscono dal mantello, ma a volte basta una divisa da calciatrice e un paio di scarpe da calcetto.

Lunga vita a voi!

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