Vanni Pedrini, la lunga gavetta verso la Serie A di futsal

12 Novembre 2016 e 4 Giugno 2011. Due date che, apparentemente, non hanno alcun legame tra loro, e probabilmente questa affermazione si rivela vera non solo per gran parte degli amanti del futsal, ma per qualsiasi persona sulla faccia della terra.

Per tre attuali membri dell’Imola Calcio a 5, però, non è cosi. Due di essi sono Marco Vannini e Marco Ricciardelli, rispettivamente preparatore dei portieri e viceallenatore dei rossoblu, l’altro è il loro diretto superiore, Vanni Pedrini.

L’Italia del pallone a rimbalzo controllato, infatti, è diventata conscia del reale potenziale della squadra costruita in riva al Santerno, con un budget inferiore rispetto a tutte le altre squadre di Serie A, dal sapiente ds Andrea Sabalino e dall’abile allenatore, coadiuvato dai già citati Ricciardelli e Vannini nonché dall’ex capitano Francesco Trerè, in occasione del match giocato undici giorni fa alla Palestra Cavina tra la squadra locale e l’ambiziosissimo Kaos Futsal, primo derby assoluto tra due squadre emiliano-romagnole nella storia del massimo campionato e vinto per 2-1 dai primi, contro ogni pronostico.

 

Poco più di 5 anni fa, però, Pedrini dirigeva dalla panchina i due fidi collaboratori di oggi, allora giocatori di movimento, nel campionato di Serie C2 dell’Emilia Romagna. E fu proprio il 4 Giugno del 2011 che la loro Young Line Calcio a 5, squadra di Imola, vinse la semifinale play-off contro il Kaos Ferrara, allora succursale, pur con diversa matricola, della società del presidente Barbi, proiettandosi verso la finalissima del giorno successivo in cui gli imolesi batteranno l’Olimpia Regium, compagine di Reggio Emilia attualmente militante in Serie B, ai tempi supplementari, guadagnando la tanto agognata promozione in C1, la prima nella storia della società da lui stesso fondata.

 

Due autentiche pietre miliari nella carriera del tecnico di Dozza, piccolo centro al confine tra Emilia e Romagna, a pochi chilometri dalla più celebre Imola, nel quale Vanni, classe 1980, ha dato i primi calci ad un pallone nelle fila della locale Dozzese. O, per meglio dire, le prime smanacciate: ben pochi, infatti, sanno del passato tra i pali di un giovanissimo Pedrini, più volte convocato nelle rappresentative provinciali di calcio ad 11. Carriera che, però, viene abbandonata ben presto, per dedicarsi allo studio in Scienze Motorie, coronato dalla laurea conseguita nell’ormai lontano 2003, e, nel medesimo periodo, per indossare le prime vesti da allenatore di calcio a 5.

Corre l’anno 1999 quando l’allora diciannovenne Vanni, neodiplomato geometra, si butta a capofitto nel mondo del Futsal con la neonata Young Line, inizialmente dividendo all’impegno sul campo quello sulla panchina, per poi dedicarsi esclusivamente a quest’ultima ed iniziando quella lunga gavetta che lo ha portato, 17 anni dopo, alla Serie A.

Per la prima promozione dalla Serie D, ultima categoria federale, alla C2, occorrerà però attendere fino al 2009; nel frattempo, però, il giovane tecnico, oltre alla già citata laurea, ha già completato il percorso di studi, con tanto di master in preparazione atletica (2005), ha ottenuto, a 26 anni non ancora compiuti e alla prima occasione utile, il patentino da allenatore di calcio a 5 di primo livello, aggiornandolo tre anni dopo con il secondo, che permette di allenare in qualsiasi categoria, e ha intrapreso due proficue collaborazioni ancora vigenti da preparatore: una con la Fortitudo Baseball, prestigiosa società bolognese capace di vincere, sotto il torchio dei suoi esercizi, ben tre scudetti e tre Coppe dei Campioni, e, soprattutto, quella con l’Imola Calcio a 5.

 

La storia tra la società storicamente presieduta dalla famiglia Gubellini, passata, in questa stagione, al giovanissimo Matteo Brunori, e Pedrini ebbe infatti inizio nella stagione 2007/08, quando Tres Rudinei e compagni furono affidati alla sua puntigliosa preparazione atletica.

Un rapporto di lavoro rinnovato annualmente, tra A2 e B fino alla stagione 2011/12, nella quale Vanni si è suddiviso, nel campo del futsal, tra il suddetto ruolo e quello di primo allenatore alla Young Line, conoscendo, per la prima ed unica volta nella carriera da tecnico, l’onta della retrocessione. A proposito di prime ed uniche volte, nel 2012/13 il protagonista odierno di Fut5al Tales inizia la stagione senza dirigere una squadra: rimane legato al suo primo amore nel calcio a 5 da preparatore, mentre cerca di carpire i segreti del neoassunto Dall’Olio, del quale sarà vice, all’Imola. Ma la prima possibilità di farsi notare nel campo nazionale non tarderà ad arrivare: con l’esonero dello stesso Dall’Olio, la guida tecnica viene affidata a lui fino a fine stagione, giungendo ai play-off promozione, persi con l’Atlante Grosseto. A fine stagione, anche a causa dei plurimi impegni riscontrati nell’attività lavorativa e convinto dall’ambizioso progetto della Young Line, tornerà, per un solo campionato, alla casa madre, guidando e plasmando un Under 21 che, al suo primo ed unico anno di esistenza, arriverà a giocare i trentaduesimi di finale nella corsa allo scudetto di categoria.

 

Il rapporto con la famiglia Gubellini, comunque, rimane saldo e torna a dirigersi verso un rapporto di collaborazione improntato sugli allenamenti atletici. Basterà un solo campionato, comunque, affinché Pedrini torni sui suoi passi e, nell’estate del 2014, insieme a Daniele Fiorentini, inizi quella che potremmo definire la sua seconda vita da allenatore: guida l’Imola alla promozione in A2 dopo cinque anni dall’ultima retrocessione con un ruolino di marcia impressionante: 21 vittorie e un pareggio su 22 partite di campionato, e ciò nonostante lottando punto su punto con l’indomito Bubi Merano. Dulcis in fundo, in solitaria, nella stagione conclusa lo scorso Maggio, conduce la squadra, dichiaratamente costruita per salvarsi, ad una clamorosa promozione in A1.

Il resto, è storia recente: dati per spacciati alla vigilia, i rossoblu imolesi, dopo sette partite, sono al terzo posto in classifica in coabitazione con il Latina, decisamente al riparo da cattive sorprese, affidandosi ad un quintetto base rimasto immutato rispetto alla scorsa stagione, con l’indomito capitan Vignoli a fungere da playmaker e Castagna, recentemente protagonista anche in Nazionale, che da pivot è cresciuto, negli ultimi due anni, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche, in maniera esponenziale, da quello fisico, e al loro fianco Marcio Borges e Revert Cortès, oltre al portiere Juninho, decisamente strepitoso in questo inizio di stagione. I nuovi arrivati Jelavic, Deilton e Fabinho (con questi ultimi due giunti a preparazione quasi conclusa, a valorizzare maggiormente il lavoro di Pedrini e il suo staff) e i locali Samuele Barbieri e Lorenzo Battaglia, prodotti del vivaio, costituiscono un affidabile ricambio ai titolari.

 

Non sappiamo se e quanto durerà il periodo di grazia dell’Imola Calcio a 5, squadra della città dalla quale scriviamo, ma, caro Vanni, permettici di ringraziarti, per il giocattolino che sei stato in grado di plasmare e per il modo in cui hai fatto affezionare un’intera città a questo magnifico sport. E che la tua carriera possa essere da esempio per chiunque oggi alleni nelle categorie inferiori: dal Kaos, è proprio il caso di dirlo, può sempre nascere un ordine perfetto.

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