Leopoldo Capurso, l’uomo col berretto

Berretto scuro d’ordinanza, baffo e una carica agonistica non consueta: chi segue il futsal italiano, riconoscerà questo personaggio ancor prima che venga proferito il suo nome.

 

Football Pills apre oggi una nuova rubrica, in scena ogni giovedì, interamente dedicata al calcio a 5, chiamata Fut5al Tales, con una chiacchierata insieme ad un allenatore oggi disoccupato di lusso, dopo le premature dimissioni al Matera.

Quando lo contattiamo telefonicamente, Leopoldo Capurso è appena arrivato a Foligno, dove sta assistendo al Gruppo 5 del Main Round della UEFA Futsal Cup, giocato integralmente, come da tradizione nel futsal, in sede unica, e che vede ai blocchi di partenza i padroni di casa del Real Rieti, i bosniaci del Centar Sarajevo, ma soprattutto la corazzata Sporting Lisbona, nella quale giocano gli italobrasiliani Cavinato, Fortino e Merlim, e la squadra belga dell’Halle-Goiik, allenata da una nostra vecchia conoscenza: Massimiliano Bellarte.

 

Biscegliese doc, Leopoldo Capurso è stato prima calciatore nella squadra della sua città, in Serie D, per poi divenire, da allenatore, uno dei maggiori protagonisti prima del futsal locale, poi di quello italiano, portando il Bisceglie Calcio a 5 dalla Serie C alla semifinale scudetto del 2010.

Come molti suoi colleghi, la transizione dall’erba al parquet è avvenuta negli anni ’90, in quella che potremmo definire l’epoca d’oro del calcio a 5.

 

“Dopo aver vinto tre campionati alla guida dello Sporting Club Bisceglie, arrivando fino alla Promozione”, ci racconta, “il presidente della squadra mi comunicò che il budget societario non avrebbe permesso di raggiungere ulteriori traguardi. Fu in questa occasione che gli proposi di tentare una strada ulteriore in uno sport in rampa di lancio in Italia, il calcio a 5, ma non ottenni il suo placet. Contestualmente, comunque, si formò una nuova società per questa disciplina, sempre in città, e nei primi periodi allenai sia lo Sporting, con la Prima Squadra e gli Allievi, sia la Serie C del Bisceglie nel futsal.

Negli anni, comunque, ho lasciato il calcio ad 11 per dedicarmi esclusivamente a quello a 5, specializzandomi nel settore. Ed è stato stupendo essere un profeta in patria, compiendo la scalata fino alla massima serie con la vittoria, tra le altre cose, della Coppa Italia di B, e raggiungendo la semifinale di quest’ultima competizione in A1.

Sono stati 18 anni vissuti intensamente, finché non si sono esaurite le potenzialità economiche della società che ha speso, negli ultimi anni, cifre vicine al milione di euro a stagione”.

 

Il fallimento dei nerazzurri pugliesi, nell’estate del 2012, ha permesso ad un’altra società, il Kaos Futsal di Ferrara, di rimanere in A1 dopo la retrocessione della stagione appena conclusa. Ed è proprio in terra emiliana che mister Capurso ha ritrovato una panchina e, soprattutto, ha raggiunto il gotha del calcio a 5.

 

“È stata un’esperienza fantastica, con una società che mi ha dato piena disponibilità per fare futsal a certi livelli. Nei tre anni e mezzo di permanenza a Ferrara, ho praticamente dovuto rifare la squadra dopo la retrocessione, scovando personalmente diversi giocatori, soprattutto nel mercato brasiliano, e togliendomi la soddisfazione di arrivare in finale scudetto con una squadra composta da nomi non di primissimo piano, escluso Edgar Bertoni”.

 

Infatti, come accadeva già a Bisceglie, Leopoldo Capurso ha rivestito il ruolo di manager all’inglese, occupandosi sia del ruolo dell’allenatore, sia della campagna acquisti, in veste da direttore sportivo. Un ruolo che porta vantaggi e svantaggi in quanto “da una parte permette di plasmare e forgiare la squadra scegliendo direttamente i giocatori adatti ad una certa idea di gioco, dall’altra può indurre ad errori di valutazione difficilmente perdonabili dalla società: un conto è allenare avendo una determinata rosa a disposizione, un conto è farlo creandosela da sé”.

 

Non possiamo chiudere la chiacchierata senza chiedere ad un grande esperto di futsal come l’interlocutore odierno di fornirci una propria idea sul movimento in Italia e un pronostico sulla Serie A1, con particolare riferimento alla squadra della città di Football Pills, Imola.

 

“Oggi” sostiene il mister, “è un momento delicato per il calcio a 5 nel nostro paese. Basti vedere cosa è accaduto quest’anno, con la chiusura dei campioni d’Italia in carica, l’Orange Futsal di Asti, e il ridimensionamento di altre squadre. A tutto questo si aggiunge una Nazionale che, dopo la vittoria all’Europeo, non è andata benissimo nell’ultima competizione continentale e nella recente rassegna iridata, anche perché non era facile operare un ricambio dopo il successo. Il riconfermato Menichelli, al quale auguro tutte le fortune, avrà l’arduo compito di riformare un gruppo, innanzitutto, ma bisogna che dall’alto ci siano segnali affinché, tutti insieme, possiamo metterci a tavolino per studiare un modello di crescita che possa riportarci in acque più tranquille, anche ricercando una maggiore visibilità tramite TV, network e Web.

Per quanto riguarda l’A1, credo che a contendersi il titolo saranno Pescara, Acqua e Sapone e Kaos, che con gli acquisti di Nora, Fernandao, Saad ed Ercolessi ha costruito un organico di tutto rispetto. A seguire, come potenziali sorprese, vedo Napoli, Real Rieti e Luparense. Le altre, invece, faranno parte del gruppo che si giocherà la salvezza, e in questi termini molto dipenderà dalla serietà delle società e dalla lungimiranza dei progetti. A tal proposito, ad Imola c’è un ambiente sereno che, dalle voci che ho sentito, non vede l’ora di ammirare lo spettacolo della massima competizione nazionale. Mister Vanni Pedrini è un allenatore molto preparato e sa il fatto suo, inoltre sono molto affezionato a Marcio Borges, ragazzo che io stesso ho portato in Italia, a Bisceglie, e che è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni. Spero che la squadra possa fare bene, ma ci sarà da lottare”.

 

Così, per la prima stagione in carriera, quest’anno Leopoldo Capurso si limita ad osservare dall’esterno l’inizio del campionato italiano. E, nel frattempo, sul suo profilo Facebook, si dispera per la sua Inter…

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