Leopoldo Capurso, l’uomo col berretto

Leopoldo Capurso allenatore Kaos
Leopoldo Capurso allenatore Kaos
Leopoldo Capurso in panchina all’epoca del Kaos Futsal: cappello d’ordinanza e mise ampiamente riconoscibile… (fonte: divisionecalcioa5.it)

Nel 2016 intervistammo Leopoldo Capurso, uno dei decani del calcio a 5 nazionale. Riportiamo il testo dell’epoca

 

Leopoldo Capurso, un tecnico… riconoscibile

Berretto scuro d’ordinanza, baffo e una carica agonistica non consueta. Chi segue il futsal italiano, riconoscerà questo personaggio ancor prima che venga proferito il suo nome.

Football Pills apre oggi una nuova rubrica dedicata al calcio a 5. Iniziamo con una chiacchierata insieme a un allenatore oggi disoccupato di lusso, dopo le premature dimissioni al Matera. Quando lo contattiamo telefonicamente, Leopoldo Capurso è appena arrivato a Foligno, dove sta assistendo al Gruppo 5 del Main Round della UEFA Futsal Cup. Un girone, come da tradizione del futsal, giocato in sede unica. Sul campo i padroni di casa del Real Rieti, i bosniaci del Centar Sarajevo, la corazzata Sporting Lisbona e i belgi dell’Halle-Gooik di Massimiliano Bellarte.

Biscegliese doc, Leopoldo Capurso è stato prima calciatore (a 11) nella squadra della sua città, in Serie D. Divenendo poi, da allenatore, uno dei maggiori protagonisti prima del futsal locale e poi di quello italiano, portando il Bisceglie Calcio a 5 dalla Serie C alla semifinale scudetto del 2010.

Come molti suoi colleghi, la transizione dall’erba al parquet è avvenuta negli anni ’90, in quella che potremmo definire l’epoca d’oro del calcio a 5.

L’avventura del Bisceglie di Capurso

«Dopo aver vinto tre campionati alla guida dello Sporting Club Bisceglie, arrivando fino alla Promozione», ci racconta, «il presidente della squadra mi comunicò che il budget societario non avrebbe permesso di raggiungere ulteriori traguardi. Fu in questa occasione che gli proposi di tentare una strada ulteriore in uno sport in rampa di lancio in Italia, il calcio a 5, ma non ottenni il suo placet. Contestualmente, comunque, si formò una nuova società per questa disciplina, sempre in città. Nei primi periodi allenai sia lo Sporting, con la Prima Squadra e gli Allievi, sia la Serie C del Bisceglie nel futsal».

«Negli anni, comunque, ho lasciato il calcio ad 11 per dedicarmi esclusivamente a quello a 5, specializzandomi nel settore. Ed è stato stupendo essere un profeta in patria, compiendo la scalata fino alla massima serie con la vittoria, tra le altre cose, della Coppa Italia di B, e raggiungendo la semifinale di quest’ultima competizione in A1. Sono stati 18 anni vissuti intensamente, finché non si sono esaurite le potenzialità economiche della società che ha speso, negli ultimi anni, cifre vicine al milione di euro a stagione».

Il passaggio al Kaos

Il fallimento dei nerazzurri pugliesi, nell’estate del 2012, permise al Kaos Futsal di Ferrara di rimanere in A1 dopo la retrocessione della stagione appena conclusa. Ed è proprio in terra emiliana che mister Capurso ha ritrovato una panchina e, soprattutto, ha raggiunto il gotha del calcio a 5.

«È stata un’esperienza fantastica, con una società che mi ha dato piena disponibilità per fare futsal a certi livelli. Nei tre anni e mezzo di permanenza a Ferrara sono partito dovendo praticamente rifare la squadra dopo la retrocessione. Ho scovato personalmente diversi giocatori, soprattutto nel mercato brasiliano, togliendomi la soddisfazione di arrivare in finale scudetto con una squadra composta da nomi non di primissimo piano, escluso Edgar Bertoni».

Infatti, come accadeva già a Bisceglie, Leopoldo Capurso si è diviso tra le panchine e il ruolo da direttore sportivo, quasi un manager all’inglese. Un ruolo che porta vantaggi e svantaggi in quanto «da una parte permette di plasmare e forgiare la squadra scegliendo direttamente i giocatori adatti ad una certa idea di gioco, dall’altra può indurre ad errori di valutazione difficilmente perdonabili dalla società. Un conto è allenare avendo una determinata rosa a disposizione, un conto è farlo creandosela da sé».

Il calcio a 5 nel 2016 secondo Capurso

Non possiamo chiudere la chiacchierata senza chiedere ad un grande esperto di futsal come l’interlocutore odierno di fornirci una propria idea sul movimento in Italia e un pronostico sulla Serie A1.

«Oggi», sostiene il mister, «è un momento delicato per il calcio a 5 nel nostro paese. Le squadre si stanno ridimensionando e la Nazionale, dopo la vittoria all’Europeo, non è riuscita a ripetersi, anche perché non era facile operare un ricambio dopo il successo. Il riconfermato Menichelli, al quale auguro tutte le fortune, avrà l’arduo compito di riformare un gruppo, innanzitutto. Ma bisogna che dall’alto ci siano segnali affinché, tutti insieme, possiamo metterci a tavolino per studiare un modello di crescita che possa riportarci in acque più tranquille».

Così, per la prima stagione in carriera, quest’anno Leopoldo Capurso si limita ad osservare dall’esterno l’inizio del campionato italiano. E, nel frattempo, sul suo profilo Facebook, si dispera per la sua Inter…

 

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