Argentina, i campioni del mondo di futsal cresciuti in Italia

Non sono state poche le sorprese dell’ultimo mondiale di calcio a 5, tenutosi in Colombia. È curioso vedere come in semifinale siano approdate quattro selezioni diverse rispetto alla precedente edizione thailandese: a Brasile, Spagna, Italia e Colombia sono succedute Argentina, Russia, Iran e Portogallo.

 

Su tutte, però, ha suscitato maggior clamore la prematura eliminazione del Brasile di Alessandro Rosa Vieira, meglio conosciuto come Falcão (che, come già previsto, ha appeso le scarpette al chiodo al termine della competizione), già agli ottavi di finale per mano di un Iran letteralmente trascinato dalla propria stella Esmaeilpour, sugli scudi già da qualche anno in patria e finalmente sbocciato anche a livello internazionale. Stupefacente anche l’uscita di scena, al medesimo turno, della nostra Nazionale, sconfitta dall’Egitto dopo un girone eliminatorio che non aveva mostrato segni di cedimento, al contrario di un’avversaria passata tra le migliori terze a causa del ko contro la non irresistibile Thailandia, e quella ai quarti della Spagna, già campionessa d’Europa pochi mesi prima, letteralmente surclassata dalla Russia.

 

Tra coloro che, invece, hanno stupito gli addetti ai lavori, oltre al già citato Iran, che con il terzo posto finale ha registrato il miglior piazzamento storico, superando il quarto posto di ben ventiquattro anni fa, ultimo precedente in cui i mediorientali giunsero in semifinale, anche un ottimo Azeirbaijan, un paese in forte crescita dal punto di vista sportivo, come dimostrato nella recente organizzazione del Gran Premio di Formula 1 e dei Giochi Europei.

 

Sorprendente, ma non troppo, è stato anche il cammino dell’Argentina, con il raggiungimento del tanto agognato massimo gradino del podio, frutto di un lavoro pluriennale della Federazione locale, già premiato con la Copa America del 2015.

Il trionfo albiceleste, comunque, pone le proprie fondamenta su una base tricolore: alla guida della squadra, infatti, c’è Diego Giustozzi, protagonista nel campionato italiano già dal 1999, quando sbarcò a Firenze per la sua prima esperienza da giocatore nel Belpaese: al capoluogo toscano, sono seguite numerose altre realtà del centro Italia come la BNL Roma, Montesilvano, Nepi, Pescara, Canottieri Lazio e Real Rieti, intervallate da un’avventura nel massimo campionato spagnolo.

A Rieti, tra l’altro, Giustozzi ha iniziato la propria carriera di allenatore nel 2013, alternando gli ultimi scampoli di carriera alla lavagnetta tattica. E, dopo appena un anno, le chiavi della nazionale sudamericana, dove aveva già militato da giocatore.

 

Come dichiarato dallo stesso tecnico, la crescita professionale maturata in Europa e, in particolare, in Italia, è stata fondamentale per creare gli algoritmi necessari affinché l’Argentina potesse non solo giungere, per la prima volta nella storia, tra le prime tre, ma addirittura vincere. A giustificare questa tesi, l’impiego di numerosi giocatori che hanno calcato i nostri campi o che, addirittura, lo stanno facendo tutt’ora.

 

Il pallone d’oro del Mondiale, infatti, è andato ad una vecchia conoscenza della nostra serie A: quel Fernando Wilhelm già campione d’Italia con le maglie di Arzignano e Marca nonché, successivamente, in forza all’Asti, prima di passare, nel 2015, ai portoghesi del Benfica.

Un altro giocatore che ha calcato i nostri campi è Damian Stazzone, oggi profeta in patria al San Lorenzo ma con un passato al Sala Marcianise e al Latina, così come una pedina fondamentale dello scacchiere di Giustozzi, quel Maxi Rescia spesso ultimo baluardo difensivo sia nella Selecciòn, sia nelle numerose esperienze italiane, per ultima quella di Pescara, lasciata quest’estate per approdare ai catalani del Santa Coloma.

 

È ancora possibile ammirare nel nostro massimo campionato, e oseremmo dire per fortuna, Pablo Taborda, ultimo della Luparense, Gerardo Battistoni del Latina (che peraltro può vantare un passato in maglia azzurra, con la quale disputò quattro gare amichevoli) e, soprattutto, quel Leandro Cuzzolino che ha fatto del nostro paese una seconda casa, dopo essere approdato ad Arzignano nel lontano 2006, per poi emigrare in Abruzzo per militare con le divise di Montesilvano, Acqua e Sapone e Pescara.

Proprio la regione del Gran Sasso è l’isola felice dei futsalisti argentini in Italia: oltre a Cuzzolino, infatti, giocano in questa terra anche Alan Brandi, grande protagonista della finale e appena approdato a Città Sant’Angelo, sede dell’Acqua e Sapone, dopo i tre anni al Benfica, e il compagno di spogliatoio Cristian Borruto. E, tra le nuove leve, non convocato al Mondiale ma comunque inserito nella rosa preliminare dei 18 giocatori dai quali sono stati selezionati i 14 campioni, c’è anche l’attuale capocannoniere del campionato italiano, quel Matias Rosa, classe 1995, autore di 17 reti nello scorso campionato, disputato tra le fila del Montesilvano, e giunto a Pescara quest’estate. Che siano le prime luci di una nuova stella?

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