Argentina, i campioni del mondo di futsal cresciuti in Italia

L'Argentina festeggia la vittoria del Mondiale nel 2016
L’Argentina festeggia dopo aver vinto il Mondiale di Calcio a 5 nel 2016: tanti giocatori sono passati dal campionato italiano (fonte: learnfutsal.net)

Buona parte del successo dell’Argentina al Mondiale di Colombia 2016 è legata all’Italia. Tanti, a partire dal commissario tecnico Diego Giustozzi, sono passati dal nostro paese. Ma non solo: da Cuzzolino a Taborda, passando per Wilhelm e il più giovane Matías Rosa, devono tanto al nostro paese.

 

Il Mondiale di Futsal del 2016

Non sono state poche le sorprese al Mondiale di calcio a 5 del 2016, tenutosi in Colombia. In semifinale, curiosamente, sono approdate quattro selezioni diverse rispetto all’edizione tenutasi in Thailandia nel 2018. A Brasile, Spagna, Italia e Colombia, infatti, sono succedute Argentina, Russia, Iran e Portogallo.

Ciò che ha suscitato maggior clamore è stata la prematura eliminazione del Brasile di Alessandro Rosa Vieira, meglio conosciuto come Falcão (ritiratosi al termine della competizione, salvo poi ritrattare nel 2018). Già agli ottavi di finale, infatti, la Seleçao è stata eliminata dall’Iran, letteralmente trascinata dalla propria stella Esmaeilpour, sugli scudi già da qualche anno in patria e finalmente sbocciato anche a livello internazionale. Grazie al suo apporto la squadra mediorientale è arrivata terza, superando il vecchio miglior piazzamento storico risalente al quarto posto di 24 anni fa.

Agli ottavi è uscita di scena anche la nostra Nazionale, sconfitta in maniera stupefacente dall’Egitto. Non è stata tanto la sconfitta in sé a destare scalpore, quanto la caduta a seguito di un girone senza segni di cedimento. Anche la Spagna, campionessa d’Europa pochi mesi prima, è stata letteralmente surclassata ai quarti dalla Russia. Turno al quale è approdato, a sorpresa, anche un ottimo Azeirbaijan. Un paese, quest’ultimo, in forte crescita dal punto di vista sportivo, come dimostrato anche dall’organizzazione del Gran Premio di Formula 1 e dei Giochi Europei 2015.

L’exploit dell’Argentina e di Giustozzi

Sorprendente, ma non troppo, è stato anche il cammino dell’Argentina. Il trionfo albiceleste è frutto di un lavoro pluriennale della Federazione locale, già premiato con la Copa America del 2015 e suggellato dalla vittoria al Mondiale 2016.

Il successo argentino, tra l’altro, pone le proprie fondamenta su una base tricolore. L’allenatore della squadra vincente, infatti, fu Diego Giustozzi, protagonista nel campionato italiano prima da giocatore e poi da allenatore. Giustozzi approdò in Italia nel 1999 a Firenze, esperienza seguita da altre avventure in centro Italia come quelle tra BNL Roma, Montesilvano, Nepi, Pescara, Canottieri Lazio e Real Rieti, intervallate da un’avventura nel massimo campionato spagnolo.

Proprio a Rieti, tra l’altro, Giustozzi ha iniziato la propria carriera di allenatore nel 2013, alternando gli ultimi scampoli di carriera alla lavagnetta tattica. Dopo appena un anno, poi, sono arrivate le chiavi della nazionale sudamericana, dove aveva già militato da giocatore, detenute fino al 2018.

Le basi italiane sul trionfo dell’Argentina

Come dichiarato dallo stesso tecnico, l’Europa e l’Italia sono state fondamentali per la vittoria argentina. Crescita professionale e una summa di algoritmi necessaria affinché la Selección potesse non solo giungere tra le prime tre per la prima volta nella storia, ma addirittura vincere. A giustificare questa tesi l’impiego di numerosi giocatori che hanno calcato i nostri campi. Oppure che, addirittura, lo stanno facendo tuttora.

Il Pallone d’Oro del Mondiale, infatti, è andato a una vecchia conoscenza della nostra serie A. A vincere il premio è stato Fernando Wilhelm, già campione d’Italia con le maglie di Arzignano e Marca prima delle esperienze ad Asti, Pescara e Napoli. In mezzo, tra il 2015 e il 2017, l’esperienza portoghese al Benfica.

Un altro giocatore che ha calcato i nostri campi è Damian Stazzone, profeta in patria al San Lorenzo all’epoca Mondiale e con un passato italiano. Una pedina fondamentale dello scacchiere di Giustozzi fu Maxi Rescia, spesso ultimo baluardo difensivo sia nell’Argentina sia nelle numerose esperienze italiane, per ultima quella di Pescara.

La base argentina in Serie A

Nel 2016, comunque, erano numerosi i campioni del mondo da ammirare nel nostro campionato. Alcuni hanno fatto dell’Italia una seconda casa: Pablo Taborda, già bandiera della Luparense, Leandro Cuzzolino e Gerardo Battistoni. Quest’ultimo, peraltro, un rimpianto azzurro, dato che Battistoni vestì per quattro volte la maglia della nazionale italiana in amichevole.

L’isola felice dei futsalisti argentini in Italia è senz’altro l’Abruzzo. Oltre a Cuzzolino, che ha giocato in questa regione con le divise di Montesilvano, Acqua e Sapone e Pescara, sono passati da queste parti anche Alan Brandi e Cristian Borruto. Il primo, grande protagonista della finale mondiale 2016, è approdato all’Acqua e Sapone nell’anno mondiale dopo tre anni al Benfica. Il secondo, invece, fa parte della nidiata di mister Colini che nel 2018 è migrato a Pesaro, all’Italservice.

C’è anche spazio per alcune nuove leve. Non è stato convocato al Mondiale, ma comunque inserito nella rosa preliminare dei 18 giocatori dai quali sono stati selezionati i 14 campioni, il classe 1995 Matías Rosa, in Italia tra il 2015 e il 2018 tra Montesilvano e Pescara. Un sicuro protagonista della rassegna iridata di Lituania 2021, a seguito del rinvio della kermesse a causa della pandemia da Covid-19.

 

 

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