Il “Mateo Flores”, lo stadio del disastro in Guatemala

Ricorre oggi il ventesimo anniversario di una terribile tragedia che, forse, non ha avuto lo stesso impatto mediatico di altri simili eventi.

Il 16 ottobre 1996 era in programma la sfida per le qualificazioni ai Mondiali del 1998 tra Guatemala e Costa Rica, da giocare allo stadio Mateo Flores di Città del Guatemala, intitolato a uno dei più illustri sportivi della nazione centroamericana, atleta capace di imporsi alla Maratona di Boston. Le due squadre, inserite in un girone da 4 squadre con USA e Trinidad & Tobago, si giocavano una buona fetta del passaggio al turno successivo, riservato alle prime due classificate. Inoltre, la partita era anche molto sentita dalle tifoserie delle due nazioni per motivazioni geopolitiche.

Entrambe le selezioni, pur non essendo ai vertici mondiali dello sport del pallone, hanno una buona tradizione calcistica. Costa Rica, in particolare, è sempre stata una delle migliori squadre della CONCACAF, e già nel 1990 aveva raggiunto gli ottavi di finale del campionato del mondo disputatosi a casa nostra, migliorandosi, come ricordiamo, due anni fa in Brasile, quando arrivò tra le prime otto. Anche il Guatemala, comunque, si era distinto partecipando per tre volte alle Olimpiadi; inoltre ha ottenuto recentemente una importante qualificazione al Mondiale Under 20 del 2011.

Per un evento di simile portata, non fu solamente raggiunto il soldout sull’intera capienza di 37.500 posti dello stadio: fu venduto un numero di biglietti (48.000) di gran lunga superiore alla capienza, e a questi bisogna aggiungere anche i tagliandi contraffatti che portarono il numero di spettatori a oltre 50.000, ben oltre i limiti consentiti.

Già un’ora prima della partita l’impianto era stracolmo, tanto che molte persone furono costrette ad accalcarsi sulle ringhiere che separavano le tribune dal terreno di gioco, e, a causa della folla che spingeva per potersi avvicinare, rimasero schiacciate contro le recinzioni. A peggiorare il tutto, inoltre, si sospetta che alcuni tifosi, visibilmente ubriachi, contribuirono a creare una situazione già di per sé difficile da controllare. L’apertura dei cancelli che davano sul campo permisero a buona parte degli spettatori di defluire, ma per tanti altri fu troppo tardi. Infatti, molti spettatori erano già deceduti a causa della calca formatasi. Alcuni video mostrano i soccorritori che dispongono i cadaveri sulla pista d’atletica, coi giocatori, che avevano interrotto il riscaldamento, in lacrime ad assistere alla triste scena.

Il tragico bilancio finale fu di 83 morti e 200 feriti. In seguito a questa strage, la FIFA impose la chiusura dello stadio per due anni, e, nonostante tutto, le tredici persone indagate per la strage non furono condannate. Alla riapertura, la capienza dello stadio fu sensibilmente ridotta, fino ai 26.000 posti attuali.

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