Abuja Football Club, l’accademia di Sadiq e Okwonkwo

Da sempre il Torneo di Viareggio, uno dei più importanti (se non il più importante) tornei di calcio giovanile al mondo, mette in mostra, di fianco a squadre italiane, numerose emergenti selezioni provenienti da ogni angolo del mondo. Seppure, anche a causa di numerose defezioni, stia perdendo parte del fascino che la ha caratterizzata nel corso degli anni, la manifestazione è ancora una delle vetrine più importanti per chi, sia club, sia giocatori, vuole mettersi in mostra di fronte al grande pubblico.

 

Negli ultimi anni la competizione, tradizionalmente giocata nei campi dell’alta Toscana, tra le province di Lucca e Pisa, ha conosciuto uno spostamento verso la Liguria e la provincia di La Spezia: dapprima, ad ospitare il Viareggio è stata la città di Sarzana, mentre da un paio d’anni a questa parte si è affiancato il capoluogo di provincia, sede di una delle due semifinali nonché di diverse partite del torneo, giocate presso il Parco Sportivo Ferdeghini, centro d’allenamento dello Spezia Calcio con una struttura che costituisce un vero e proprio fiore all’occhiello per l’intera regione.

I più attenti, però, nella conferenza stampa di presentazione avranno notato un piccolo particolare: il centro tecnico è stato presentato non semplicemente come Ferdeghini, ma con la nuova nomenclatura: Intels training center.

 

Come già accaduto dalle parti di Milano con il colosso cinese Suning, le strutture societarie hanno preso il nome dello sponsor. Nessuna esterofilia, però, in questo caso: la Intels altro non è che una holding operante nel campo dell’industria petrolifera di proprietà dell’italianissimo Gabriele Volpi, presidente dello Spezia, che opera essenzialmente nei grandi pozzi della Nigeria.

 

Che Volpi, personaggio eclettico, abbia una grande influenza sul torneo, possiamo notarlo dal fatto che ai blocchi di partenza vi siano 3 compagini di sua proprietà o nelle quali, comunque, sia presente una sua partecipazione: oltre allo Spezia, disputeranno il Viareggio anche il Rijeka, società presieduta da Damir Miskovic, socio in affari di Volpi, che detiene circa il 70% del pacchetto azionario, e la squadra nigeriana dell’Abuja Football College, accademia nata nel 2012 proprio per mano di Volpi e Miskovic nella capitale del paese ed unica, tra le quaranta partecipanti, a svolgere solo attività di settore giovanile.

 

È molta la curiosità che circonda l’Abuja, che non va confusa con la quasi omonima concittadina Abuja Football Club, oggi partecipante alla terza serie del paese africano insieme ad altre celebri accademie calcistiche come l’Ebedei, società satellite dei danesi del Midtjylland, e il My People di Lagos, dove sono cresciuti giocatori come l’ex Lazio Ogenyi Onazi e Sani Emmanuel, transitato dalla società capitolina ed oggi in Bosnia, al Sarajevo. In primis, per il progetto sociale portato avanti da Volpi: sono circa duemila, ogni anno, i giovani calciatori nigeriani che tentano l’accesso all’Abuja Football College, ma solo sessanta di essi, a garanzia di qualità del lavoro svolto, trovano posto.

Di tutto rispetto anche lo staff messo a disposizione dei talenti selezionati, tra i quali spicca l’italianissimo Renzo Gobbo, ex calciatore di Como, Messina e Brescia e poi allenatore, anche se solo per tre gare, del Palermo in Serie A, in coppia con Rosario Pergolizzi, al termine della stagione 2006/2007.

 

I frutti del lavoro portato avanti dall’Abuja Football College è evidente: sono numerosi i talenti partiti dalla Nigeria alla volta di Italia e Croazia, tra i quali primeggia quell’ Umar Sadiq, nato nel 1997, assoluto protagonista nella selezione delle Super Eagles che ha ottenuto la medaglia di bronzo agli ultimi Giochi Olimpici, approdato nel nostro paese nel 2013, con la maglia della Lavagnese, squadra di Serie D, con la supervisione dello stesso Spezia che lo ha tesserato l’anno successivo: un tecnicismo messo in atto per aggirare la norma che non permette alle squadre di B e Lega Pro di acquistare extracomunitari dall’estero, mossa consentita, invece, con il limite di due giocatori, nei campionati dilettantistici, poi passato alla Roma ed oggi in prestito al Bologna, dove, quest’estate, è arrivato il giovanissimo Orji Okwonkwo, classe 1998, il quale ha già avuto modo di esordire in prima squadra con il placet di Donadoni, che ne ha elogiato le doti atletiche.

 

Sadiq è senz’altro il più importante dei giocatori finora transitati da Abuja e poi esplosi a livelli maggiori, se non altro per quanto mostrato sul campo. Eppure, insieme a lui approdò prima a Lavagna, poi a La Spezia ed infine a Roma anche il coetaneo Nura Abdullahi, di professione terzino, già definito “fenomeno” dall’ex ds giallorosso Walter Sabatini e finito addirittura nel mirino del Barcellona. Sulla sua strada, però, Nura ha incontrato prima un riscontro di una malformazione cardiaca che lo ha costretto ad un periodo di stop per accertamenti e poi un grave infortunio al ginocchio, dal quale è in via di ripresa. Ma non solo: sono tuttora in forza allo Spezia David Okereke (97′) già in gol in Coppa Italia contro l’Udinese, e Suleiman Abdullahi (98′), solo omonimo di Nura, che pur non avendo ancora esordito in B ha già attirato le attenzioni di Real Madrid e Paris Saint-Germain, mentre è appena transitato dalla città ligure Theophilus Awua (98′), che dopo un mese di permanenza in bianconero è partito in direzione Milano, sponda Inter.

Chi sarà tra questi, o tra quelli ancora in forza all’Abuja, il giocatore (o giocatori) in grado di esplodere ad altissimi livelli? In attesa di sentenze, godiamoci il prossimo Viareggio, e chissà se possa esserci qualche sorpresa proveniente dalla Nigeria in classifica finale…

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