Chaco e Santi Giménez, padre e figlio insieme al Cruz Azul

Santiago Santi e Christian Chaco Gimenez

Santiago Santi e Christian Chaco Gimenez

La storia del calcio ha visto numerosi figli d’arte. Santiago “Santi” Giménez non è soltanto il figlio di Christian “Chaco” Giménez, ma per alcune partite ne è stato anche compagno di squadra nel Cruz Azul. Nonché compagno di stanza nel ritiro, in occasione di alcune trasferte…

 

La dinastia dei Giménez non è certo famosa – almeno in Italia – come quella dei Maldini o dei Chiesa, giusto per fare due celebri e recenti esempi. Non vanta nemmeno la particolarità della storia del Chicarito Hernandez, ma è comunque una storia che vale la pena conoscere. Ci sono due capitoli, in particolare, che estrapoleremo da questa storia ancora in divenire. Ne sono protagonisti due calciatori argentini di nascita, ma messicani di adozione: Christian e Santiago Giménez.

Chaco e Santi, come sono soprannominati, hanno vissuto una storia davvero incredibile relativamente all’esordio in prima squadra di Santiago. Meno particolare, ma comunque toccante, è quanto occorso in occasione del 39° compleanno di Christian. Ma partiamo dall’inizio.

Un sogno che diventa realtà: padre e figlio in campo

13 novembre 2016. Durante una pausa nazionali della Liga MX viene calendarizzata un’amichevole tra Cruz Azul e Pumas, uno dei derby di Città del Messico che, però, verrà disputato a Houston, Texas. La scelta ricade sul territorio confinante prevalentemente per motivi economici e per rimanere vicino ai tanti compatrioti che vivono negli States. Una partita senza troppe velleità, con alcuni dei giocatori migliori assenti per le convocazioni in nazionale, che però diventa in qualche modo storica.

All’8° del primo tempo Érick Torres del Cruz Azul segna uno sfortunato autogoal che mette subito in ghiaccio la partita. Non c’è troppa voglia di strafare e il Pumas riesce a stroncare quasi tutti i tentativi di riaprire l’incontro da parte degli avversari. Tra i titolari della Maquina Celeste c’è Christian Chaco Giménez, idolo della tifoseria nonché padre di Santiago, giovane attaccante che subentra al minuto 77 di gioco proprio in luogo di Torres. Padre e figlio in campo insieme: un avvenimento con pochissimi precedenti, il più celebre dei quali è quello di Eidur e Arnor Gudjohnsen.

Santi, come viene chiamato, è a sua volta amatissimo dalla tifoseria. Il fatto che sia figlio del grande Chaco incide per buona parte, al punto che a volte viene soprannominato Chachito. Ma non solo: è un giovane di buone speranze, con tecnica fina e fisico possente, e a soli 15 anni sta facendo il suo esordio in prima squadra. Lo fa da capocannoniere dell’Under 17 – dove gioca nonostante potrebbe essere inserito ancora in una categoria di età inferiore – e dopo aver bruciato letteralmente le tappe.

Quattro minuti… da non dimenticare mai

Santiago Giménez entra con la maglia 349. Si, non è un refuso: per semplicità diciamo solo che in Messico la numerazione prosegue dalla prima squadra a cascata fino alle giovanili. Il giovane calciatore entra in campo ed è subito protagonista di quelli che, per lui e il padre, saranno quattro minuti di grande intensità emotiva.

Si, esatto, avete letto bene anche questa volta: quattro minuti. Quanto basta affinché al minuto 81 Santi venga travolto dal portiere avversario e debba essere sostituito. Nello scontro riporta la frattura della clavicola sinistra, ma il suo infortunio porta in dote il rigore che potrebbe portare al pareggio.

Chiunque stia leggendo, probabilmente, capisce bene la situazione in cui si trova Christian Giménez. Da una parte la felicità per l’esordio del figlio, in campo in contemporanea con lui, dall’altra la preoccupazione legata all’uscita in barella dello stesso. Non certo il momento più sereno per un padre. E non certo il momento migliore per fargli battere un rigore. Incombenza che spetta proprio al Chaco, che però si lascia ipnotizzare: la partita si chiuderà sull’1-0 per il Pumas.

Giornata da dimenticare? Non del tutto. Chaco è talmente felice e orgoglioso per l’esordio del figlio che decide di tatuarsi quel momento incredibile… ovviamente con un’immagine un po’ più romantica di quella vissuta realmente.

Tatuaggio Christian Gimenez
Il tatuaggio di Christian “Chaco” Gimenez

Chi è Christian “Chaco” Giménez?

Quanto raccontato fin qui potrebbe bastare, ma non è tutto. Facciamo un passo indietro per capire meglio chi sia Christian Giménez: un calciatore di grande talento e infinita grinta, che in Europa è tristemente misconosciuto. Nato il 1 Febbraio 1981 a Resistencia, nel nord dell’Argentina e nella provincia del Chaco. Proprio da qui nasce il soprannome che lo contraddistinguerà per tutta la carriera. Sin da quando, nel 1998, entra in pianta stabile nella rosa del Boca Juniors, giocando spesso titolare, dopo tutta la trafila delle giovanili. Qui, in compagnia di giocatori come Juan Roman Riquelme, Martin Palermo e Guillermo Schelotto vincerà 4 campionati argentini, 3 Libertadores e due Coppe Intercontinentali.

Il suo destino, però, è lontano dall’Argentina. Dopo due esperienze poco fortunate tra Unión de Santa Fe e Independiente nel 2004 arriva al Veracruz, in Messico, dove viene subito notato e quindi acquistato da uno dei club più blasonati della nazione: il Club América. In due stagioni non troppo entusiasmanti dal punto di vista personale il Chaco vince comunque un campionato messicano e una Coppa Campeon de Campeones (una specie di Supercoppa di Lega) nel 2005, più una CONCACAF Champions League nel 2006.

A fine 2006 Christian Giménez si allontana leggermente da Città del Messico e firma per il Pachuca. Qui realizza 46 reti in 127 partite e vince 2 campionati messicani (2006 e 2007), una coppa sudamericana (2006), una Super Liga Nordamericana (2007) e due CONCACAF Champions League (2007 e 2008). Si tratta della sua consacrazione nel calcio messicano, e nonostante l’amore per il Pachuca e la sua tifoseria cambia casacca, andando incontro al suo terzo grande amore calcistico. Il Cruz Azul.

Il Chaco va al Cruz Azul

Tornato quindi a Citta del Messico nel 2009, il Chaco si lega alla Maquina celeste come mai prima aveva fatto con un altro club. Rimarrà qui fino al 2018, quando tornerà al Pachuca per chiudere la propria carriera, mettendo a segno 62 reti in 257 presenze. La vittoria in Coppa di Messico (2013) e le due vince CONCACAF Champions League (2013 e 2014) contribuiranno a farlo diventare uno degli idoli moderni della tifoseria del Cruz Azul.

E non poteva essere altrimenti per un giocatore così, dotato della tecnica sopraffina del fantasista con il numero 10 sulle spalle e della garra tipica del mastino argentino.

In nazionale argentina, però, le cose vanno meno bene per il Chaco. Nel 2009 Diego Armando Maradona lo convoca nell’Albiceleste per le qualificazioni ai Mondiali contro Ecuador e Colombia, ma Gimenéz non esordisce. Per questo, dopo aver ottenuto la doppia cittadinanza, difenderà i colori messicani indossando la Tricolor per 5 partite.

Chaco Gimenéz, campione anche fuori dal campo

Di Christian Gimenéz, comunque, non vanno ricordate solo le prodezze del campo. Da sempre impegnato anche nel sociale, ha creato un Centro di Formazione Calcistico per giovani di ambo i sessi il cui motto è ben chiaro appena si entra in campo, poiché dietro a una porta è stato posto un enorme striscione che dice: Lavoro, Sacrificio e Cuore = Risultato. I valori che Gimenéz ha sempre messo in campo.

Dopo aver dato l’addio al calcio, el Chaco si è cimentato come allenatore del Cancun FC, in quella che potremmo definire la Serie B messicana (non è previsto un sistema di promozioni e retrocessioni). Saltuariamente, inoltre, ha svolto anche il ruolo di commentatore per Fox Sports.

Santi Gimenéz, solo il figlio del Chaco?

Raccontato di Christian Gimenéz, possiamo parlare del figlio Santiago e del secondo episodio legato ai due. Santi nasce a Buenos Aires nel 2001, quando il padre milita al Boca. Il percorso di vita di quest’ultimo, però, fa sì che la crescita calcistica calcistica e umana di Santiago avvenga in Messico. Nel 2014 acquisisce anch’esso la doppia cittadinanza, motivo per cui ha giocato regolarmente nelle giovanili della Tricolor.

Punta centrale di buona tecnica e con un fisico statuario – al contrario del padre -, si fa subito notare anche per il senso del gol. 21 reti in 33 partite in Under 15, 17 gol in 25 partite in Under 17 e 21 reti in 53 gare in Under 20. Un ruolino che porta lo staff del Cruz Azul a integrarlo in pianta stabile in prima squadra nel 2018, a soli 17 anni (dopo aver esordito a 15 anni, come già raccontato).

Con la Maquina celeste vanta già una Coppa di Messico (2018) e una Supercoppa di Messico (2019), ed uno Scudetto (Liga MX Clausura 2021) nonostante la carriera sia iniziata non da troppi anni. Per altro, la vittoria di Maggio 2021 della Liga MX che ha riportato il titolo al Cruz Azul dopo 23 anni, è arrivata anche grazie a Santiago Gimenez che in semifinali ha siglato il gol partita per l’accesso alla gran finale. E Christian era in campo nel post partita a festeggiare col figlio, dopo la vittoria dello Scudetto. Ma la storia che vi narriamo oggi non finisce qui: c’è ancora un capitolo da conoscere prima di seguire il futuro della carriera di Santi, che nel 2021 è anche convocato per l’Olimpiade.

Buon compleanno, papà Chaco!

Il secondo aneddoto che vogliamo raccontarvi è avvenuto il 2 febbraio 2020, allo stadio Nemesio Diez di Toluca. La formazione di casa sfida il Cruz Azul in una partita da sempre molto sentita dalle due tifoserie. È la seconda gara del campionato e il tecnico della formazione di Città del Messico ha dichiarato, la settimana prima del match, che Santi sarà un giocatore fondamentale per la stagione in corso.

Il giocatore lo ripaga siglando il suo primo gol in Liga MX (la Serie A messicana) dopo appena due minuti di gioco, il giorno dopo il 39° compleanno del padre. E forse non è neppure importante il fatto che Chaco non sia presente a Toluca, causa lavoro. Solo che il calcio sa essere magico e non ha ancora finito di giocare con loro.

8 febbraio 2020: la settimana dopo il primo gol di Santi il Cruz Azul gioca in casa contro il Pachuca. A tutti gli effetti il derby del cuore di Chaco, vinto per 2-1 dalla Maquina ribaltando lo 0-1 iniziale in 10 contro 11. Il gol dell’1-1 lo segna proprio Santi, e questa volta suo padre è allo stadio. Christian è in tribuna nel mitico Stadio Azteca di Città del Messico quando suo figlio segna il gol del pareggio, il primo nello stadio di casa.

E mentre l’Azteca esplode di gioia, festeggiando Santi, il Chaco viene immortalato in una storia di Instagram da un suo amico, mentre col cappellino abbassato sul volto piange di gioia. E se è vero che le televisioni e i miliardi probabilmente hanno impoverito il calcio di sentimento, non diteci, davanti a certe storie, che il calcio romantico non esiste più…

 

 

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