NWSL: com’è regolato il calcio femminile negli USA?

Megan Rapinoe NWSL USA OL Reign
Megan Rapinoe con la maglia del Reign FC, oggi OL Reign a seguito dell’affiliazione con la società francese dell’Olympique Lione (fonte: lfootball.it)

La storia del calcio femminile negli USA e della National Women’s Soccer League (NWSL), il campionato professionistico nella nazione delle campionesse del mondo 2019. Costruito, come da tradizione americana, su una struttura in franchigie…

Il Women’s soccer negli USA

In Italia ben pochi sport sono in grado di reggere il confronto di pubblico con il calcio. Se escludiamo gli sport motoristici e per alcuni tratti pallacanestro e pallavolo, le altre discipline vengono definite di nicchia, dato un seguito minoritario. Anche il calcio femminile italiano rientra nel novero degli sport minori, seppure le buone prestazioni al Mondiale 2019 abbiano attirato l’attenzione almeno verso la Nazionale.

Tuttavia, non sempre questo aspetto si riscontra anche nelle altre nazioni. Cosa che accade, ad esempio, negli USA, la cui nazionale femminile è attuale detentrice della Coppa del Mondo di calcio. Sul suolo statunitense il calcio femminile, chiamato Women’s soccer, è quello con il livello più alto al mondo.

Brandi Chastain e la popolarità del calcio femminile

Ricordate l’esultanza di Brandi Chastain, che per festeggiare la realizzazione del rigore decisivo nella finale mondiale del 1999 tolse la maglietta e rimase in reggiseno davanti al mondo intero? La foto della calciatrice, in ginocchio sul prato del Rose Bowl di Pasadena dopo aver siglato il gol che costrinse la Cina alla resa, divenne simbolo di uno sport in forte ascesa. Un’immagine iconica, che contribuì ad aumentare la popolarità del calcio femminile in USA. Fino al punto di richiamare le attenzioni dei maggiori brand sportivi mondiali: su tutti la Nike, che utilizzò la Chastain per uno spot televisivo.

Proprio sulla scorta di tale successo nacque nel 2000, per poi iniziare nell’aprile del 2001, la Women’s United Soccer Association (WUSA). Il primo vero e proprio campionato professionistico femminile, che però chiuse i battenti al termine della sua terza stagione a causa dei pesanti debiti che aveva accumulato.

L’attuale lega nazionale di primo livello, la National Women’s Soccer League (NWSL), è solo una lontana discendente dalla WUSA. In mezzo alle due leghe ci fu l’intermezzo della Women’s Professional Soccer (WPS), fondata nel 2009 e sospesa nel gennaio del 2012 per problemi interni al consiglio direttivo.

La nascita della NWSL e il modello innovativo

Il fallimento della WPS costrinse la United States Soccer Federation (USSF) a una rivoluzione. Dopo un’attenta riflessione assembleare fu deliberato la nascita di un innovativo modello organizzativo. Il primo provvedimento intrapreso fu l’introduzione di un Salary Cap (tetto salariale disponibile per ogni squadra per ingaggiare le giocatrici) ammontante a 500mila dollari, abbassato in seguito a 200mila. Una mossa tesa a evitare i continui fallimenti delle squadre statunitensi, dei quali avevamo già parlato nell’articolo su Marta. Quella che, probabilmente, è la calciatrice più forte di tutti i tempi.

A Novembre del 2012, venne annunciato che le squadre partecipanti sarebbero state otto, suddivise tra le tre federazioni più importanti della CONCACAF. Infatti il campionato attuale nasce dall’accordo tra la USSF, la Canadian Football Association e la Federacion Mexicana de Fútbol Asociación. Il Messico, tuttavia, esce dall’accordo nel 2017 per fondare la Liga MX Femenil, campionato professionistico con la partecipazione delle medesime società del calcio maschile.

Tra draft e franchigie, le regole USA

Il sistema di regole adottato dalla NWSL è abbastanza complesso per chi è abituato al sistema sportivo europeo, meno per gli americani. Si seguono, infatti, diverse regole tipiche del professionismo USA. Oltre al Salary Cap, infatti, è previsto anche il NWSL College Draft, tramite il quale è possibile tesserare fino a un massimo di 4 calciatrici provenienti dal sistema sportivo legato alle scuole.

Inoltre, vige il sistema delle franchigie già visto negli altri sport americani. Al campionato partecipano solo le squadre invitate dal comitato organizzatore. All’inizio erano state selezionate otto formazioni, quattro già appartenenti alla WUSA e quattro nuove iscritte. Poi, l’ingresso di Houston Dash e Orlando Pride tra il 2014 e il 2016 hanno allargato il contingente a dieci selezioni. Per il 2022 è previsto l’ingresso dell’Angel City FC, prima squadra di Los Angeles, e del Sacramento, la cui iscrizione tuttavia non è ancora stata confermata.

Altra particolarità mutuata dal sistema USA è quello dello sponsor tecnico unico per tutte le squadre. È la Nike, infatti, a vestire tutte le formazioni partecipanti al campionato professionistico americano, con l’utilizzo di un font unico per numerazione e nomi sulle divise.

Il contenimento dei costi

Uno dei grandi problemi del calcio USA è quello del contenimento dei costi per le singole società. A supporto delle stesse intervengono le federazioni statunitensi e canadesi, che concorrono al pagamento degli ingaggi di 32 giocatrici (23 americane e 9 canadesi nel 2021) tramite il sistema dell’NWSL Federation Players. Così, tramite un processo di selezione, ciascuna squadra può decidere di selezionare una calciatrice appartenente al lotto seguendo una turnazione simile a quella del Draft. Ogni società possiede, ovviamente, la facoltà di confermare o meno una determinata giocatrice all’inizio della selezione.

Altro provvedimento teso alla riduzione dei costi è quello che prevede un numero minimo e massimo di tesserate per società, momentaneamente ricompreso tra 20 e 22. Ogni squadra, inoltre, può contare su quattro giocatrici supplementari provenienti dai college. Inoltre è prevista una politica di affiliazioni al calcio maschile, molto spesso su base cittadina… ma non solo. Il Reign FC, squadra di Tacoma (Washington), dal 2020 si è infatti affiliata con la società francese dell’Olympique Lyonnais, che già possiede l’omonima squadra di Ligue 1 sia nel calcio femminile che maschile.

Il campionato 2021

Non è ancora nota la formulazione del campionato 2021, che inizierà nel mese di maggio. Le dieci squadre partecipanti dovranno giocare un totale di 24 partite (12 in casa e 12 fuori) che consentiranno alle prime due classificate di accedere direttamente alle semifinali playoff. Chi arriverà in una posizione ricompresa tra il terzo e il sesto posto, invece, disputerà un turno preliminare che consente di formare la griglia definitiva del post season.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.