Europeo 1964: Parte 2 – Il miracolo del Lussemburgo

Camille Dimmer, attaccante del Lussemburgo che sfiorò l'Europeo
Camille Dimmer, l’attaccante del Lussemburgo che sfiorò l’Europeo (fonte: ilfattoquotidiano.it)

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Dietro la vittoria della corazzata spagnola contro l’Urss, l’ Europeo 1964 nasconde altre storie degne di nota: dalla partita tra Albania e Grecia non disputata a causa degli scarsi rapporti diplomatici tra i due stati, all’impresa del Lussemburgo, che dopo aver battuto i rivali dell’Olanda sfiorò una storica qualificazione alle semifinali.

Albania – Grecia e lo stato di guerra

La vittoria della Spagna fu preceduta da una fase di qualificazione in cui non mancarono di certo le sorprese: di fronte, al primo turno, avrebbero dovuto trovarsi Grecia e Albania.

Avrebbero, appunto. In realtà, la Grecia non ha troppa voglia di battersi. Il paese ellenico non ha mai abrogato lo stato di guerra promulgato nel 1940 contro l’Albania, all’epoca territorio italiano e ritenuta direttamente coinvolta nelle battaglie combattutesi in Ciamuria, regione di confine greco-albanese. Legge che, peraltro, è formalmente in vigore anche oggi, in quanto mai abrogata dal Parlamento, seppure la parte greca ritiene che non sia più valida in seguito al trattato d’amicizia del 1996.

Nel 1962, i rapporti tra i due paesi sono tutt’altro che pacifici. La gara d’andata è prevista per il 21 Giugno, ma i greci si rifiutano di ospitare i rivali, costringendo l’UEFA al medesimo trattamento previsto per la Spagna quattro anni prima: doppio 3-0 a favore dell’Albania. Agli ottavi, la nazionale schipetara soccomberà sotto una coltre di 4 reti di matrice danese a Copenhagen, e a nulla servirà la vittoria per 1-0 al Qemal Stafa di Tirana firmata da Panajot Pano.

Lussemburgo, che fiuto per gli affari

Come abbiamo già visto, la Danimarca si qualificherà alle semifinali europee, ma soltanto dopo un’autentica maratona contro la più grande rivelazione delle qualificazioni: il Lussemburgo.

Passata di diritto agli ottavi, data l’eccedenza di squadre presenti al primo turno, la nazionale del Granducato incontra subito gli storici rivali olandesi, di gran lunga favoriti. All’Olimpico di Amsterdam finisce 1-1, con il lussemburghese May che pareggia i conti dopo il vantaggio, firmato Nuninga, degli Orange, secondo alcuni presentatisi in campo con molte riserve, neanche troppo motivate, in vista del ritorno già fissato a Rotterdam.

La gara di ritorno, infatti, non si giocherà allo Stade Municipal, unico grande impianto sportivo in territorio del Lussemburgo. Si sa, nel piccolo stato racchiuso tra Francia e Germania non è mai mancato il fiuto per gli affari. Data la presunta improbabilità di potersela giocare alla pari contro la selezione dei Paesi Bassi, la federazione nazionale vende letteralmente il proprio campo di casa all’omologa olandese, fissando inspiegabilmente la sede della partita al Feyenoord Stadium, a 350 chilometri da Luxembourg City.

Camille Dimmer eroe nazionale

Lo stadio, il 30 Ottobre 1963, è un’onda arancione, ma qualcosa sembra divergere dalle previsioni della vigilia. Camille Dimmer, al 20′, porta in vantaggio il Lussemburgo. L’Olanda si ritrova sotto nel punteggio, e tra l’altro non può contare su Nuninga, marcatore dell’andata, che sta assolvendo all’obbligo di prestare il servizio militare. Le norme dell’epoca, in teoria, consentirebbero ai calciatori professionisti di poter disertare, previa giustificazione concessa dalla Federazione in occasione di eventi calcistici, ma il commissario tecnico Schwartz è talmente convinto di potercela fare anche senza di lui da concedergli una giornata di riposo.

Pareggia il suo sostituto Piet Kruiver, attaccante del Feyenoord con trascorsi poco felici alla Lanerossi Vicenza, dove i tifosi, esasperati dal gran numero di occasioni sprecate dalla punta giocano sul nome del calciatore e lo soprannominano Pietà Kruiver. La partita sembra essersi messa per il verso giusto: l’Olanda riprende ad attaccare con vigore, il Lussemburgo si chiude a riccio nei suoi 30 metri e cerca il contropiede. Su uno di questi, ancora Dimmer, al 63′, trafigge il portiere Graafland per il 2-1 finale. Il Lussemburgo è ai quarti di finale.

Quel maledetto spareggio in Olanda

Il Lussemburgo si sente in debito verso la propria patria, e la gara d’andata contro la Danimarca, questa volta, si gioca sul suolo nazionale. Finisce 3-3, mentre al ritorno, a Copenhagen, con i danesi in vantaggio, il centrocampista del Sochaux Schmit segna il 2-2 a pochi minuti dal termine.

All’epoca, i gol in trasferta non valgono ancora doppio, né tanto meno sono previsti, in gare di andata e ritorno, supplementari e rigori. Si gioca, dunque, una terza gara di spareggio in campo neutro. Dovendo scegliere un luogo facile da raggiungere per entrambe le nazionali, l’UEFA opta ancora una volta, ironia della sorte, per l’Olanda.E all’Olimpico di Amsterdam, Madsen spegne i sogni di gloria dei ducali: finirà 1-0.

Il calcio lussemburghese dovrà attendere ben 31 anni per festeggiare una nuova vittoria in una partita, sia ufficiale che non. L’occasione propizia sarà quella della vittoria per 0-1 del Febbraio 1995 a Malta, con rete di Hellers. Ma forse, nel ricordo di emozioni come quelle dell’Europeo 1964, vale la pena aspettare così tanto.

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