Svangaskard, lo stadio con terrazza sul Mare del Nord

Per me, il concetto di base del gioco del calcio è semplice. Si tratta di dare dei calci ad un oggetto di forma sferica con l’obiettivo di far finire lo stesso oggetto all’interno di un rettangolo di oltre sette metri di larghezza e alto più di due. E’ addirittura quasi demenziale che ventidue giocatori, divisi in due squadre da undici atleti ciascuna, si contendano questa sfera, chiamata pallone, dandosi calci, tirandosi la maglia, alzando i gomiti per proteggersi dal calciatore avversario. Eppure, questo sport fa fibrillare i cuori di miliardi di persone, fa percorrere centinaia o migliaia di chilometri a milioni di persone, per giocarlo o addirittura al solo scopo di guardare quei ventidue “sciroccati” che corrono dietro ad una palla.

Il calcio è uno gioco meraviglioso e, personalmente, devo ancora devo capirne il motivo.

Probabilmente è perchè, se si ha un po’ di fortuna, dà la possibilità di giocare, o guardare, una partita con lo scenario mozzafiato del Mare del Nord sullo sfondo, all’interno di uno stadio da 6.000 posti ubicato in una città che ha solamente 823 abitanti.

 

Siamo infatti a Toftir, nelle Isole Fær Øer, arcipelago situato tra la Norvegia e l’Islanda, a nord della Scozia. L’arcipelago è ancora oggi in parte sotto il dominio della Danimarca, che decide in tema di difesa e affari esteri, mentre dal 1948 le questioni di politica interna sono gestite internamente. Le isole sono Nazione Costitutiva del Regno di Danimarca, comprendente anche la Groenlandia e non hanno una forza militare autonoma, fatta eccezione per un ristretto corpo di polizia e guardia costiera.

Costruito nel 1980, lo Svangaskard, nato per volere della neonata Fòtbòltssamband Foroya, la federcalcio isolana, era in origine un semplice campo sportivo con il fondo in terra battuta, senza spogliatoi nel vero senso del termine, in quanto era presente solamente una capanna adibita a tale scopo. L’impianto di Toftir è cresciuto di pari passo con il movimento calcistico faroense; infatti, oltre alla nazionale, l’impianto ospitava e ospita tuttora la squadra del B68 Toftir, la squadra cittadina che impose, nel 1984, la costruzione di un vero e proprio spogliatoio, la cui costruzione propiziò la vittoria del campionato interno nella medesima stagione.

Nel 1987, la struttura venne dotata di un terreno di gioco in erba sintetica e due anni più tardi, fu aggiunta una pista per l’atletica leggera, al fine di permettere lo svolgimento degli Island Games, per la prima volta ospitata dalle Fær Øer. Lo Svangaskard ha ospitato per anni partite non ufficiali della selezione nazionale locale, prima di ottenere l’affiliazione nel 1988 alla FIFA e, due anni dopo, alla UEFA.

L’esordio ufficiale in amichevole avvenne in terra islandese nell’agosto del 1988, dove la selezione faroense uscì battuta per 1-0, mentre il debutto della selezione feringia in competizioni ufficiali avvenne il 12 settembre 1990 contro l’Austria, match valevole per le qualificazioni ai Campionati Europei per Nazioni del 1992. Contro ogni pronostico, la piccola selezione nordeuropea battè i più quotati avversari.

Sebbene fossero le Fær Øer la squadra di casa, il confronto si disputò sul neutro di Landskrona, in Svezia, in quanto nelle isole non era ancora presente uno stadio in erba naturale.

Tale superficie di gioco approdò nell’arcipelago nordico solo tra il 1990 e il 1991, periodo nel quale lo Svangaskard fu oggetto di ferventi lavori di ammodernamento, grazie ai cittadini di Toftir, vogliosi di avere in città uno stadio che rispettasse le caratteristiche imposte dall’UEFA.

Come già detto, venne sostituito il manto erboso e vennero rifatte anche le tribune che circondavano il terreno di gioco, con nuovi posti a sedere.

Il rinnovato Svangaskard, ora diventato un impianto di tutto rispetto, venne inaugurato il 20 ottobre 1991, quando venne giocata una partita tra la nazionale di casa e una selezione di giocatori e personalità locali formata ad hoc per l’occasione

La crescita dello stadio funse da volano per l’intero movimento nazionale. Dal 1991, crebbe il numero di campi in erba presenti nelle isole e nacquero scuole calcio più attrezzate, rimpolpando a dismisura il numero dei praticanti. In quello stesso anno, la nazionale pareggiò contro l’Irlanda del Nord e, nel 1995, ottenne la prima vittoria casalinga in una competizione ufficiale, nel 3-0 ottenuto affrontando il San Marino, che è ancora oggi il trionfo con più largo scarto, senza subire reti (ci scuseranno gli amici della Brigata Mai 1 Gioia se ricordiamo questo record della nazionale del Titano, ndr).

La vittoria contro Malta del 1998 segnò la massima affluenza di pubblico nella storia dello Svangaskard, quando 6.642 spettatori assieparono le tribune del piccolo impianto isolano, assistendo al 2-1 finale.

A partire dall’anno successivo, lo Svangaskard non fu più l’impanto esclusivo della nazionale. A Torshavn, la capitale, venne costruito il Torsvollur, iniziando così una rotazione terminata nel 2011, quando l’impianto capitolino venne designato come definitiva casa della nazionale, in seguito a lavori di miglioramento eseguiti dalla federazione che coinvolsero la struttura più giovane. La partita vinta il 7 giugno 2011 contro l’Estonia, in occasione delle qualificazioni ad Euro 2012, è l’ultima partita giocata dalla selezione faroense all’interno dello storico impianto. Un bel modo per onorare la location che ha fatto partire un movimento tuttora in grande crescita e per lasciare Toftir, con i suoi poco più di 800 abitanti i quali hanno fortemente voluto ospitare le partite della nazionale, adoperandosi in tutti i modi per ampliare la capienza del proprio impianto.

Io, che sono inspiegabilmente un inguaribile romantico, auspicherei un più frequente utilizzo dello Svangaskard per le competizioni ufficiali per Nazioni.

In fondo, lo sport più bello del mondo merita le cornici migliori e nessun architetto al mondo potrà mai sostituire la magnificenza e la meraviglia di madre natura.

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