Estadio Vicente Calderón, l’eterna casa dell’Atletico Madrid

Lo Stadio Vicente Calderón di Madrid
Lo Stadio Vicente Calderón di Madrid
L’Estadio Vicente Calderón, casa dell’Atletico Madrid fino al 2017, anno di costruzione del Wanda Metropolitano (fonte: esmadrid.com)

Fino al 2017 l’Atlético Madrid ha giocato le sue gare interne all’Estadio Vicente Calderòn, impianto poi sostituito dal Wanda Metropolitano. La storia di uno stadio che ha chiuso i battenti con un derby… inaspettato.

 

2017, un anno di addii al calcio

Il 2017 si è rivelato un anno zeppo di pesanti addii per il calcio mondiale. Il nome che ha avuto più eco in Italia, soprattutto per la storia del calciatore intrinsecamente legata alla sua città, è stato quello di Francesco Totti, ma non è stato il solo. Facciamo qualche nome: Frank Lampard, Andrea Pirlo, Philip Lahm, Ronaldinho, Ricardo Kakà. Un anno che ha fatto rinverdire la sopita nostalgia del football anni 2000 a centinaia di milioni di fans.

Non sono solo i giocatori, però, ad aver abbandonato il mondo del pallone: anche per gli stadi è stato un anno di rivoluzione. Ha chiuso definitivamente i battenti il Sant’Elia di Cagliari, già compromesso da anni nonostante sia stato inaugurato solo nel 1970, immediatamente dopo lo storico scudetto vinto dal Cagliari al vecchio Amsicora. Stessa sorte occorsa al White Hart Lane di Londra, chiuso e poi demolito per lasciare spazio a un nuovo impianto, costruito negli anni nella stessa area. Il Club Atlético de Madrid, invece, ha optato per il trasferimento in un nuovo impianto, il Wanda Metropolitano, nato sulle ceneri del vecchio Stadio Olìmpico. Mettendo i lucchetti, così, all’Estadio Vicente Calderòn.

La lenta costruzione dello stadio

Nel 1958 Javier Barroso, allora presidente del club rojiblanco, si trovò di fronte alla necessità di rimpiazzare l’Estadio Metropolitano de Madrid, che stava diventando piccolo per le esigenze del club. Per questo acquistò una superficie di 35.000 metri quadri sulla riva del Manzanarre, non lontano dal Palazzo Reale, per edificarne uno. I lavori furono avviati nel giro di pochissimi mesi, anche grazie a una sorta di antesignano crowdfunding.

L’Atlético Madrid, infatti, finanziò le prime spese tramite l’emissione di obbligazioni, acquistate dai soci del club e dai tifosi più abbienti. La crisi economica societaria, però, finì per minare la costruzione in brevi tempi dell’impianto e solo un cambio alla guida del sodalizio fece sì che nel 1964 si potesse portare a termine la parte residuale del nuovo stadio. L’inaugurazione ufficiosa avverrà solo il 2 ottobre del 1966 con la partita tra l’Atlético e il Valencia, valida per la quarta giornata de La Liga e terminata 1-1. Per i colchoneros segnò un certo Luis Aragonès, autore del primo goal realizzato nel nuovo stadio. Nominato, provvisoriamente, come il nome del fiume che scorreva alle spalle della tribuna principale. Estadio Manzaranes. E tale rimarrà per cinque anni, fino al 1971.

L’inaugurazione ufficiale del Vicente Calderòn

All’epoca possedeva 62.000 posti e non era denominato con il nome odierno. Infatti, venne ribattezzato come Estadio Vicente Calderòn, dal nome del presidente che portò a termine i lavori di costruzione della struttura, solo nel 1971, al quale seguì una nuova inaugurazione l’anno successivo, a completamento definitivo dell’opera, alla presenza del caudillo Francisco Franco, del Principe di Spagna Juan Carlos e del Presidente delle Cortes Generales, Alejandro Rodríguez de Valcárcel.

La struttura è complessivamente singolare per la sua forma architettonica, la quale disegna una sorta di “D” che può essere divisa in quattro grandi zone: Preferencia, Lateral, Fondo Norte e Fondo Sur.

All’interno della Preferencia si trovano le infrastrutture principali, oltre alle panchine, gli spogliatoi, la sala stampa, il palco d’onore e i palchi VIP. La tribuna fu l’ultima parte dello stadio a essere terminata nel 1972, a causa delle difficili condizioni in cui versava il club all’epoca, e anche per la piacevole, seppur difficile, ubicazione dello stadio. L’antico nome dell’impianto ha origine dalla zona in cui sorge, a pochi passi dal fiume Manzanarre che attraversa la città di Madrid e che scorre proprio subito dietro la tribuna centrale, donando così una suggestiva panoramica dell’area.

Questo settore è inoltre anche l’unico settore coperto dello stadio, che per tre quarti non è dotato di una struttura di protezione degli spettatori dagli agenti atmosferici. Essa è sostenuta da 22 travi di cemento armato che sporgono sulla struttura principale della tribuna.

Prima dell’inizio dei Campionati del Mondo del 1982, la struttura fu soggetta a nuovi lavori, che comportarono un investimento di circa 451.000.000 pesetas, 190.000.000 dei quali provenienti direttamente dalle casse del club e i restanti elargiti dal comitato organizzatore del mundial.

Nel 2003 arrivò anche la certificazione cinque stelle UEFA, propiziata anche dall’avvento degli sky box in vetta ai settori scoperti, che hanno donato all’impianto la caratteristica cornice blu visibile dalle riprese dall’alto.

Il Calderon ha oggi una capienza di 54.907 spettatori e al suo interno è presente anche il museo dei colchoneros, anch’esso soggetto a trasloco in vista della stagione prossima.

 

L’altra particolarità di questo impianto è che, sotto la Preferencia, transita l’Autopista M-30, la circonvallazione che circonda la zona interna dell’almenda della capitale, creando, ancora per pochi mesi, uno scenario unico nel suo genere. Dopo il trasferimento dell’Atlético nel nuovo stadio di proprietà, l’area attualmente occupata dal Vicente Calderon diventerà, con ogni probabilità, il Parque Club Atlético de Madrid, a imperitura memoria delle gesta dei colchoneros.

L’attaccamento allo stadio da parte dei tifosi e del club è viscerale, tanto che le celebrazioni per i 50 anni dello stadio, avvenute lo scorso anno, sono state estremamente coinvolgenti, con anche una coreografia dedicata che ha coinvolto l’intero impianto.

Alle 18:30, in questi luoghi, si disputerà un match storico. Il neopromosso Leganés, squadra della municipalità di Madrid alla prima stagione ne La Liga, disputerà la sua prima partita nella massima serie spagnola al Vicente Calderon, la quale passerà anche alla storia come l’ultimo derby di Madrid giocato nel celebre stadio, al netto di un’eventuale sfida europea tra gli azul-roji-blancos e la casablanca.

 

Tutto questo per coronare appieno una settimana di dolorosi capitoli finali della storia del calcio.

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