Arsenal Stadium: lo stadio – salotto del quartiere di Highbury

La veloce evoluzione del calcio, sia tecnica, sul campo, ma anche economica, nelle sedi sociali, ha imposto un processo di modernizzazione a tutto il mondo della palla ad esagoni. Questo procedimento ha fatto sì che venissero percorse strade dolorosissime, ma obbligate. Sono tante le società che, pur di stare al passo con i tempi, hanno deciso di edificare un nuovo stadio, rinunciando alla propria storica casa, causando il profondo sconcerto dei tifosi più fedeli. Tutto questo, da alcuni ritenuto un autentico scempio, si è reso necessario in nome della polifunzionalità degli impianti, del comfort degli spettatori, della tecnologia e, soprattutto, dei maggiori ricavi, fondamentali per far fronte alle spese crescenti sostenute dai club, siano esse di gestione che per esigenze di mercato, che sta conoscendo un periodo tutt’altro che sano.

In Inghilterra, uno dei primi impianti a farne le spese, dopo il Maine Road di Manchester nel 2003, è stato l’Arsenal Stadium, tre anni più tardi.

Meglio conosciuto come Highbury, fu aperto al pubblico il 6 settembre del 1913, in sostituzione del vecchio stadio, Manor Ground, ed ha servito i Gunners per ben 93 anni. Deve il suo nome non ufficiale al quartiere di Londra, esistente all’interno del distretto di Islington, nell’area nord della capitale inglese, nel quale è stato costruito.

Highbury, al momento della sua chiusura, aveva una capienza di 38419 posti coperti, tutti a sedere, come richiesto dalle normative anti-hooligans emanate dopo il dramma di Hillsborough, ed era formato da quattro tribune separate tra loro: la North-Bank Stand e la South Stand, nota anche come Clock End, dall’orologio che campeggiava sopra la copertura, erano situate dietro le due porte. Nei piani superiori della Clock End, dalla stagione 1988/89, trovavano posto le 48 executive boxes, lussuose suites riservate agli sponsor, agli ospiti d’onore o agli spettatori più facoltosi.

Ai lati del campo vi erano la East Stand e la West Stand. Le pareti esterne delle tribune erano state disegnate richiamando l’Art-decò, eclettico stile architettonico e della moda che rimase in voga tra le due guerre mondiali, assicurando allo stadio il soprannome di salotto del calcio inglese, per la sua estrema eleganza. Celebri esempi di realizzazioni aventi questo tipo di design, si hanno nel Chrysler Building e nell’Empire State Building di New York, ma anche nella stazione ferroviaria di Milano Centrale.

 

Lo stadio dell’Arsenal era celebre in tutto il mondo per avere uno dei manti erbosi più curati in assoluto, tant’è che i giardinieri del club, Steve Braddock e il suo successore Paul Burgess, sono stati insigniti in numerose occasioni del premio FA Premier League’s Groundsman of the year istituito dalla Football Association, per il lavoro svolto nel piccolo rettangolo verde di Highbury, il quale aveva misure di 100 metri per 67.

L’Arsenal Stadium ospitò 2010 partite ufficiali dei cannonieri, che vinsero d’innanzi al pubblico amico per 1196 volte, segnando 4038 reti, una media di due goal a partita. Questo impianto fu teatro delle maggiori imprese della squadra di rosso vestita e dall’abbandono di questa casa, pare ci sia una sorta di maledizione sul nuovo ed avveniristico Emirates Stadium: la squadra tutt’ora allenata da Arsène Wenger, dalla stagione 2006/07 ha conquistato solamente due FA Cup (e due Community Shield, che tuttavia si giocano in gara unica su campo neutro, a Wembley).

Dopo l’ultimo match ufficiale giocato il 7 maggio 2006, conclusosi con una vittoria dell’Arsenal contro il Wigan, che ha assicurato alla squadra di Henry la qualificazione alla Champions League, il celebre stadio del nord di Londra fu parzialmente demolito e riconvertito.

Infatti, dopo l’asta organizzata dall’Arsenal, nella quale si vendevano parti dello stadio, come seggiolini e quant’altro, l’Highbury è stato trasformato in un complesso residenziale di lusso.

Rinominato Highbury Square, fu inaugurato alla presenza del già citato Wenger nel 2009. Al suo interno, trovano posto circa 650 appartamenti.

La particolarità di questa conversione sta nell’aver cercato di non snaturare al cento per cento un impianto che per molti era considerato alla stregua di un luogo di culto. Sono state infatti conservate le quattro tribune, le biglietterie sono state restaurate e persino il tunnel di accesso al terreno di gioco è stato mantenuto allo stato originale. Il rettangolo, sebbene sia diventato una sorta di giardino condominiale, è rimasto al suo posto e, per ribadire l’importanza storica di questo poligono verde, ad ogni appartamento è stata garantita la vista sul campo.

Certamente, questa non è la fine che i tifosi dei Gunners avrebbero auspicato per il proprio amato stadio. Sarebbero stati ben felici di andare a vedere l’Arsenal per altri 93 anni allo stesso posto, tanto caro, ma sono convinto che, ad una demolizione, abbiano preferito questo nuovo utilizzo.

Magari, per qualcuno di loro, il buon vecchio Highbury è diventato davvero la propria casa.

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