Wissam Ben Yedder, il talento esploso grazie al futsal

“Dopo averlo visto nel primo allenamento, gli dissi che assomigliava a Romario, come stile di gioco. Lui mi ha guardato con la faccia smarrita, come se non sapesse nemmeno chi sia”.

 

Ancora oggi, l’ex terzino di Roma e Juve Jonathan Zebina racconta divertito il suo primo incontro, nello spogliatoio del Tolosa, con il giovane Wissam Ben Yedder. L’episodio, per quanto curioso, non deve necessariamente stupire: infatti, il brevilineo attaccante franco-tunisino non è figlio dei più conclamati settori giovanili francesi, né tanto meno dell’INF Clairefontaine, la celeberrima accademia sita nel centro federale transalpino capace di produrre talenti del calibro di Henry, Anelka, Ben Arfa e Gallas, giusto per citarne alcuni.

L’eclettico calciatore classe ’90 è, senza ombra di dubbio, uno dei maggiori pionieri della traslazione del talento, in età adulta, dal parquet all’erba. Ben pochi, infatti, sono i giocatori sbocciati nel grande calcio dopo aver avuto un passato di un certo calibro nel futsal. Lo stesso tanto conclamato Falcão tentò, nel 2005, l’esperienza ad 11 con la maglia del São Paulo, salvo poi tornare al calcio a 5 dopo appena sei partite.

 

Ed effettivamente, per fisicità, movenze, velocità e tecnica, Ben Yedder ricorda molto o Baixinho. Un diamante grezzo sorto nelle periferie parigine, da Sarcelles, un sobborgo a 20 chilometri dalla capitale francese che, tra l’altro, ha dato i natali anche ad un altro giocatore dalla grande abilità nel dribbling, quel Riyad Mahrez protagonista nel Leicester di Ranieri, e affinato nella vicina Garges, una delle tre squadre ad essere stata presente nel massimo campionato del non troppo conclamato futsal francese.

È proprio qui che Wissam, dopo le classiche esperienze da strada, dà i primi calci al pallone, costruendosi quelle abilità che, a 15 anni, lo porteranno ad esordire nelle gare ufficiali in prima squadra, in una competizione che, pur costituendo la massima serie nazionale, è ancora divisa per fasi dipartimentali, con le vincitrici dei vari gironi che, solo in fasi successive, si sarebbero sfidate per il titolo. Va detto, infatti, che il movimento del futsal francese è ancora allo stato embrionale, tanto che il campionato a girone unico esiste solo dal 2007/08 e la selezione nazionale, nata ufficialmente solo nel 1999, non ha mai partecipato né al Mondiale, né all’Europeo.

 

E per il giovane Ben Yedder, il passo dal Garges alla nazionale è breve: a 18 anni, l’allenatore della Nazionale Pierre Jacky decide che il giocatore può fare il grande salto dall’Espoirs, la selezione under 21, ai grandi, senza nemmeno passare per i raduni federali di selezione. Solo due, però, le presenze con i Blues, peraltro contrassegnate da una rete, perché, nel Gennaio 2010, il giovane talento, ancora diciannovenne, si ritira dal calcio a 5 per passare definitivamente alla disciplina ad 11, già assaporata, in contemporanea (in Francia è permesso), per due anni tra i dilettanti del Saint-Denis.

La mezza annata disputata con la maglia dell’Alfortville, la squadra della comunità armena di Parigi, nella CFA, la quarta serie francese equivalente, anche nello status dilettantistico, alla nostra serie D, porterà il suo nome, sconosciuto ai più, sui taccuini degli osservatori dei maggiori club francesi alla soglia dei 20 anni. Chi lo prenderà, sarà destinato ad una vera e propria scommessa, perché i database hanno come unico punto di riferimento una sola stagione, contrassegnata da 9 reti e 16 assist in 23 presenze, e non tutta la trafila delle giovanili.

Tra Monaco, Lille e Tolosa, sono questi ultimi a spuntarla, e così il franco-tunisino fa le valigie verso Sud, dove, dopo un anno e mezzo di ambientamento non solo alla realtà biancoviola, ma anche a quella vita da professionista mai avuta, si consacrerà nelle annate successive, complice anche l’intuizione di mister Casanova di spostarlo dall’esterno al centro dell’attacco nonostante il suo metro e settanta non costituisca esattamente il prototipo della prima punta. I 63 gol in 156 presenze, spalmate, complessivamente, in 6 stagioni, faranno di lui uno dei giocatori più ambiti dai top club continentali nella sessione estiva del mercato 2016. E, a spuntarla, sarà il Siviglia di Sampaoli, che preleva le Messi français per 9 milioni di euro.

Un affare per il Tolosa, che fa registrare una plusvalenza netta, dato l’acquisto a parametro zero, ma soprattutto per gli andalusi, per i quali Ben Yedder diviene un punto cardine del tridente titolare con l’ex Palermo Vazquez e Vietto. E il gol all’esordio in Champions, contro il Lione alla seconda giornata del girone che comprende anche la Juventus e la Dinamo Zagabria, ha definitivamente consacrato un giocatore forse sbocciato troppo tardi, ma con quelle doti tecniche che solo il futsal può insegnare.

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