Wissam Ben Yedder, il talento esploso grazie al futsal

Ben Yedder esulta Siviglia ex futsal
Wissam Ben Yedder esulta dopo una rete siglata con la maglia del Valencia (fonte: zimbio.com)

La stagione 2017/18 è quella della definitiva consacrazione di Wissam Ben Yedder, classe ’90 sbocciato troppo tardi nel grande calcio. Il motivo? Fino ai vent’anni, l’attaccante franco-tunisino giocava a calcio a 5, contando pure 2 presenze con la nazionale transalpina, e non aveva mai calcato i campi ad 11…

 

Wissam Ben Yedder, il pioniere del futsal…in erba

“Dopo averlo visto nel primo allenamento, gli dissi che assomigliava a Romario, come stile di gioco. Lui mi ha guardato con la faccia smarrita, come se non sapesse nemmeno chi sia…”.

Ancora oggi, l’ex terzino di Roma e Juve Jonathan Zebina racconta divertito il suo primo incontro, nello spogliatoio del Tolosa, con il giovane Wissam Ben Yedder.
L’episodio, per quanto curioso, non deve necessariamente stupire. Infatti, il brevilineo attaccante franco-tunisino non è figlio dei più conclamati settori giovanili francesi. Né, tanto meno, dell’INF Clairefontaine, la celeberrima accademia sita nel centro federale transalpino capace di produrre talenti del calibro di Henry, Anelka, Ben Arfa e Gallas, giusto per citarne alcuni.

L’eclettico calciatore classe ’90 è, senza ombra di dubbio, uno dei maggiori pionieri della traslazione del talento, in età adulta, dal parquet all’erba.
Ben pochi, infatti, sono i giocatori sbocciati nel grande calcio dopo aver avuto un passato di un certo calibro nel futsal. Falcão, uno dei giocatori di calcio a 5 più conclamati nel recente passato, nel 2005 tentò l’esperienza ad 11 con la maglia del São Paulo. Salvo poi tornare, dopo appena sei partite e zero goal, sui suoi passi.

Ed effettivamente, per fisicità, movenze, velocità e tecnica, Ben Yedder ricorda molto o Baixinho. Un diamante grezzo sorto nelle periferie parigine, da Sarcelles, un sobborgo a 20 chilometri dalla capitale francese. Che, tra l’altro, ha dato i natali anche ad un altro giocatore dalla grande abilità nel dribbling, quel Riyad Mahrez protagonista nel Leicester di Ranieri.

 

Il passato a 5 di Ben Yedder

Il grandissimo talento di Ben Yedder si è affinato a Garges, pochi chilometri da Sarcelles. Ove sorge una delle tre squadre ad essere sempre stata presente nel massimo campionato del non troppo conclamato futsal francese.

È proprio qui che Wissam, dopo le classiche esperienze da strada, dà i primi calci al pallone. Mettendo in mostra quelle abilità che, a 15 anni, lo porteranno ad esordire nelle gare ufficiali in prima squadra. Un campionato, va detto, ancora in fase embrionale, diviso ancora in fasi dipartimentali le cui vincitrici approdano a quella finale a carattere nazionale. Solo nel 2007/08 il calcio a 5 francese adotterà il girone unico, nel tentativo di dare lustro al movimento. Infatti, la selezione nazionale, nata ufficialmente solo nel 1999, non ha mai partecipato né al Mondiale, né all’Europeo.

Per il giovane Ben Yedder, il passo dal Garges alla nazionale è breve. A 18 anni, il ct transalpino Pierre Jacky decide che il giocatore può fare il grande salto dall’Espoirs, la selezione under 21, ai grandi, senza nemmeno passare per i raduni federali di selezione.
Saranno solo due, però, le presenze con i Blues, peraltro contrassegnate da una rete. Perché nel Gennaio 2010, appena ventenne, Ben Yedder si ritira dal calcio a 5.

 

Il passaggio al calcio ad 11

Negli ultimi sei mesi di carriera nel futsal, infatti, Ben Yedder ha provato, per la prima volta, il calcio ad 11. Grazie alla norma francese che consente un doppio tesseramento in due diversi club di calcio e futsal, Wissam milita tra i dilettanti del Saint-Denis, decidendo che la strada da perseguire sarà sul campo in erba e non più nelle palestre. 

L’esperienza successiva, quella con la maglia dell’Alfortville, porterà il nome di Wissam Ben Yedder nei taccuini degli osservatori dei maggiori club francesi. In appena sei mesi, con la maglia della squadra della comunità armena di Parigi, l’attaccante ha segnato 9 reti in 23 presenze, servendo la bellezza di 16 assist. Alla prima effettiva stagione in carriera, in un campionato di livello come la quarta serie francese. E il fatto che i database hanno come unico punto di riferimento una sola mezza stagione, e non tutta la trafila delle giovanili, non sembra frenare l’assalto al ventenne.

Tra Monaco, Lille e Tolosa, sono questi ultimi a spuntarla. Così, il franco-tunisino fa le valigie verso Sud, per la prima stagione da professionista in carriera.
L’approccio non solo alla realtà biancoviola, ma anche ad uno stile di vita del tutto nuovo, quello del calciatore a tempo pieno, richiede un anno e mezzo di apprendistato. In seguito ai quali, scoppia la Ben Yedder mania. Mister Casanova, nonostante l’1.70 di altezza, lo sposta dall’esterno al centro dell’attacco, da falso nueve. E viene ripagato da 63 gol in 156 presenze, spalmate, complessivamente, in 6 stagioni.

 

Il “Messi francese” sbarca (e sbanca) in Spagna

Arrivato da sconosciuto, Ben Yedder parte da Tolosa da star indiscussa. I top club continentali, nell’estate 2016, fanno a gara per prelevare il Messi francese, soprannome dato per le numerose affinità con il collega argentino. A spuntarla, su tutti, sarà il Siviglia di Sampaoli, per la cifra di 9 milioni di euro.

Un affare per il Tolosa, che fa registrare una plusvalenza netta, dato l’acquisto a parametro zero, ma soprattutto per gli andalusi. Ben Yedder viene inizialmente schierato in un tridente con l’ex Palermo Vazquez e Vietto. Bagna subito l’esordio in Champions con un gol, quello contro il Lione, alla seconda giornata del girone. E anche in campionato si fa largo nonostante la concorrenza, siglando 11 reti in 31 partite.

La stagione 2017/18 consacra definitivamente Wissam Ben Yedder. Il mercato sembra chiudere parecchie porte all’attaccante franco-tunisino, che risponde con un preliminare di Champions da urlo. Due reti, una all’andata e una al ritorno, garantiscono al Siviglia l’approdo ai gironi e portano all’eliminazione dell’Istanbul Basaksehir. Si ripeterà, nella fase a gironi, siglando altre sei reti, due delle quali al Liverpool. Poi, agli ottavi, l’esplosione.

Montella, approdato da pochi mesi sulla panchina andalusa, lo lascia 90 minuti in panchina nella gara casalinga pareggiata 0-0 contro il Manchester United. E al ritorno, la musica non sembra cambiare.
Al 72′, però, sul punteggio ancora ad occhiali, tocca a lui, al posto di un evanescente Muriel. In 6 minuti, ne fa due. All’Old Trafford. A nulla servirà, nel finale, la rete di Lukaku.

Il Siviglia va i quarti, Ben Yedder sulle copertine dei giornali. Il colpo di scena di un giocatore forse sbocciato troppo tardi, ma con quelle doti tecniche che solo il futsal può insegnare. E che il meglio debba ancora venire?

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