I grandi numeri 10: Yildiray Bastürk, fantasia e discontinuità

Bastürk Bayer Leverkusen Neverkusen
Yildiray Bastürk con la maglia del Bayer Leverkusen, vestita con alterni successi per tre stagioni (fonte: transfermarkt.com)

Un talento cristallino che, come molti altri, ha ammaliato per brevi tratti ma senza mai sbocciare del tutto. Yildiray Bastürk, turco nato in Germania, è stata una delle stelle del Bayer Leverkusen (o Neverkusen) del 2002 e della Turchia terza al Mondiale, brevi lampi di una carriera da giocatore incompiuto.

 

Samba de Bochum

«Quando gli arriva il pallone tra i piedi, ha subito in mente cinque giocate possibili. Lui riflette e sceglie sempre la migliore».

No, non stiamo parlando di Messi, Cristiano Ronaldo, Neymar. Nemmeno, tornando indietro nel tempo, dei vari Maradona, Pelé e via discorrendo. Questa singolare descrizione è stata dedicata a un trequartista puro di ruolo. Un giocatore che, per qualche stagione o poco più, sembrò avere le qualità per poter esplodere e consacrarsi nel calcio europeo. Il nome potrebbe dire poco a molti, ma siamo sicuri che qualcuno, a distanza di qualche anno, lo ricorderà: Yildiray Bastürk.

Classe ’78, figlio di un minatore di origine turca, Yildiray nasce a Herne, piccola città della Renania Settentrionale-Vestfalia. Qui dà i primi calci a un pallone, nel DSC Wanne-Eikel, per poi passare all’SG Wattenscheid 09, società del quartiere della vicina città di Bochum, con la quale ha grande rivalità. Wattenscheid, infatti, fu una cittadina autonoma fino al 1975, anno in cui venne definitivamente inglobata, non senza malumori, nella più grande Bochum.

È proprio con i più noti cugini biancoblu che, nel 1997, il diciannovenne Yildiray firma il suo primo contratto di spessore. In quegli anni il VFL Bochum è una piccola realtà consolidata del calcio tedesco, facendo spesso la spola tra Zweite Liga e Bundesliga. Nel 1997-98 Bastürk si rende protagonista di una buona stagione nella massima serie tedesca, con 21 presenze e una rete per un dodicesimo posto finale in classifica. Non male, per una squadra che da neopromossa, con un budget medio-basso, l’anno precedente era addirittura arrivata quinta, qualificandosi per la Coppa Uefa.

Il passaggio di Bastürk al Bayer

Ampio merito per il successo della squadra e del ragazzo va dato al già citato Toppmöller, che diverrà mentore e allenatore più importante in carriera per Bastürk. È proprio sua la frase riportata a inizio articolo. Yildiray ha il dono dell’ultimo passaggio, può lanciare i compagni in profondità, tiene palla nei momenti di empasse e, pur non essendo rapidissimo, sa accelerare e servire gli esterni.

Un’ulteriore stagione a Bochum, sempre con Toppmöller in panchina, si conclude con il penultimo posto in campionato e la retrocessione nei cadetti. L’allenatore cambia aria, accasandosi al Saarbrücken, mentre Yildiray rimane, superando il trauma della retrocessione appena patita con una puntuale promozione nella massima serie. Al giovane trequartista, però, la piccola realtà di provincia comincia a stare stretta. L’occasione di agguantare palcoscenici più importanti si presenta, dopo un’ultima annata in maglia biancoblu, nel 2001, quando Toppmöller si accasa al Bayer Leverkusen. Le Aspirine hanno un progetto ambizioso: vogliono fare loro il Meisterschale, il titolo tedesco, per la prima volta nella loro storia.

Neverkusen

La stagione 2001-02 parte con grandi obiettivi e i migliori auspici. Il riccio e brizzolato manager plasma la formazione secondo il suo credo calcistico, disegnandola attorno a Yildiray, numero 10 e fulcro della manovra. È lui il catalizzatore di qualsiasi giocata offensiva nell’impalcatura del 4-4-1-1 ideato da un tecnico, guarda caso, laureato in architettura. Il suo compito è quello di imbeccare in profondità attaccanti rapidi, quali Neuville, e di innescare sugli esterni la velocità dei vari Zé Roberto, Babic e Schneider. Senza tralasciare, ovviamente, il genio assoluto di Ballack sulla mediana.

Con questo credo tattico il Leverkusen arriva a giocarsi fino in fondo i tre titoli per cui compete, ma tutto si concluderà beffardamente per la formazione rossonera. Complice un vistoso calo fisico e mentale, infatti, il Bayer perde all’atto conclusivo della DFB Pokal contro lo Schalke 04. Poi subisce il 2-1 in finale di Champions League al cospetto del Real Madrid di Zidane e, infine, arriva seconda in Bundesliga dopo una stagione intera in vetta. Una stagione maledetta che assegna alla squadra la simpatica storpiatura del nome in Neverkusen.

Yildiray, comunque, si distingue positivamente in stagione, con 54 presenze in tutte le competizioni, 4 reti e una cascata di assist. Molti uomini di quel Leverkusen vengono convocati al Mondiale nippo-coreano, tra i quali ben 7 dei 22 titolari nella finale mondiale tra Germania e Brasile. In quella rassegna iridata Bastürk è un punto fermo della sua nazionale, la Turchia, che otterrà un tanto incredibile quanto insperato terzo posto.

L’ultima danza di Bastürk a Leverkusen

Dopo il Mondiale Michael Ballack e Zé Roberto se ne vanno in direzione Monaco, sponda Bayern, indebolendo notevolmente la squadra, complice anche una serie di acquisti non proprio azzeccati. La stagione 2002-03 è ricca di sofferenze, in Europa e in patria. In Champions, da finalista, il Bayer passa a fatica il primo girone di Champions e in quello della seconda fase perde sei partite su sei. Non va meglio in campionato, dove i rossoneri si salvano solo all’ultima giornata. A Norimberga, piazza del processo fatale alle Aspirine dodici mesi prima, è proprio Bastürk a condannare i padroni di casa alla retrocessione (peraltro già matematica, in base ai risultati degli altri campi) e a salvare i suoi.

Nonostante la stagione da tregenda (appena 3 reti complessivamente realizzate) Yildiray rimane a Leverksuen anche per il 2003/2004. Complice l’esplosione del giovane Berbatov come centravanti il Bayer riconquista l’affetto, a dire il vero mai perduto, dei tifosi. A sedere in panchina è il sergente di ferro Augenthaler, che di nome fa Klaus come il suo predecessore. E anche se forse non è più fulcro del gioco come lo era stato prima, Yildiray sembra ritrovato e i rossoneri chiudono la stagione con un importante terzo posto, che vale un pronto ritorno nell’Europa che conta. Ma non per Bastürk.

La parentesi nella Capitale

A luglio 2004, infatti, Yildiray parte alla volta di Berlino per vestire la maglia dell’Hertha. Il turco si assesta subito negli schemi di Mister Götz, trascinando la squadra della capitale a un eccellente quarto posto, uno scalino sopra gli ex compagni del Leverkusen. Bastürk colleziona 27 presenze con 7 reti, di fatto la stagione più prolifica della sua carriera. E all’ombra del Palazzo del Reichstag il trequartista sarà ancora decisivo per due stagioni.

Nel 2005/2006, complice l’ottima annata precedente, il talento turco si ripete in qualità di punto fermo dei biancoblù, con 25 presenze e 6 centri in Bundesliga. Esperienza annuale corredata, peraltro, da 7 presenze senza gioie personali nella sfortunata campagna europea in Coppa Uefa. Il sogno dei berlinesi, dopo un girone passato per il rotto della cuffia (4 punti, frutto di tre pareggi a reti inviolate e una sola vittoria, di misura, sul campo dei modestissimi svedesi dell’Halmstad), si spegne in fretta. Agli ottavi di finale, precisamente, complice una doppia sconfitta al cospetto dei non irresistibili rumeni del Rapid Bucarest.

La ciclicità della carriera di Bastürk sembra svilupparsi su base triennale. Al termine del campionato 2006/2007, dopo appena 19 presenze e un unico acuto in campionato, Yildiray mette radici a Stoccarda.

Tra Stoccarda e il mancato Europeo

La squadra della città di Mercedes e Porsche, guidata da Armin Veh, è detentrice del Meisterschale e finalista di DFB-Pokal, vinta dal Norimberga solo ai tempi supplementari. Yildiray ha nuovamente un’occasione per dimostrarsi all’altezza di una grande, di un club che avrà soprattutto bisogno della sua esperienza per tentare l’avventura in Champions League.

Il cammino europeo si rivela però disastroso. I biancorossi chiudono all’ultimo posto nel raggruppamento con Rangers (unici a cadere al Gottlieb-Daimler Stadion), Barcellona e Lione, nonostante la presenza in rosa di Gomez, Khedira e Tasci, future stelle, più o meno baluginanti, del panorama calcistico europeo. Bastürk gioca cinque delle sei gare in programma, senza lasciare tracce rilevanti, e la squadra esce sconfitta nelle rimanenti 5 gare, incassando la bellezza di 15 reti.

In campionato, invece, non va tanto meglio. Il sesto posto finale garantisce solo la qualificazione al modestissimo Intertoto, competizione con poca visibilità che cesserà di esistere da lì a poco. La stagione, al limite del disastroso, si conclude con lo smacco peggiore per Bastürk. Fatih Terim, infatti, lo esclude dalla fortunata spedizione turca agli Europei, conclusa con una semifinale. Un taglio che sa di autentica beffa, dato l’inserimento nel listone dei 26 preconvocati. Nell’aereo per Austria e Svizzera, però, c’è posto solo per 23. Ne fanno le spese, insieme a Yildiray, Halil Altintop dello Schalke e Kas del Getafe.

Il finale della carriera di Bastürk

Sarà di fatto l’ultima grande delusione per il giocatore. Rituffatosi nel calcio tedesco, l’ormai 30enne Bastürk trascorrerà due stagioni travagliate, piene di infortuni, sempre a Stoccarda. Appena 10 le presenze complessive tra campionato e coppe e, ancor peggio, nessuna giocata da ricordare. L’ultima chimera, il sogno della Premier League con la maglia del Blackburn, gli riserverà appena 45 minuti di gioco, tra una forma approssimativa e ricadute fisiche.

Un epilogo triste, di certo non il primo (e nemmeno l’ultimo) per chi, forse, ha troppo genio per potersi mantenere sempre ai medesimi livelli. Per chi, forse, ha visto il calcio più personalmente che nella coralità di un gruppo. Per chi, forse, è in grado a tratti di abbagliare, per la luce delle sue giocate, e per ossimoro di accecare, per i passaggi a vuoto e i match passati isolato in un muto anonimato. Chissà se, dopo tanti anni, Toppmöller sarà ancora convinto di ciò che pensava relativamente a un talento tanto forte, quanto discontinuo.

 

 

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