I fratelli Casciaro, gli eroi del calcio a Gibilterra

Ci sono storie di calcio che coinvolgono dei grandissimi professionisti della palla di cuoio, i quali hanno calcato i migliori campi del mondo distinguendosi per bravura e dedizione, altre che narrano di fratelli accomunati dalla medesima passione, contornata da talento quanto basta per condividere i propri sogni all’interno di quel rettangolo verde, che tanto fa battere il cuore, tremare le gambe e infondere adrenalina in tutto il corpo.

 

In occasione del quattordicesimo appuntamento de Le Grandi Coppie, abbiamo deciso di abbandonare il mondo del calcio professionistico, scegliendo di approfondire una vicenda romantica, che parla di una nazionale riconosciuta da UEFA e FIFA da pochissimo, non ancora in possesso, nel proprio territorio, di uno stadio che le permetta di disputare le proprie partite di qualificazione alle competizioni internazionali e che può contare, per larga parte, sulle abilità di giocatori che fanno del football un divertimento, guadagnandosi da vivere con mestieri che nulla hanno da spartire con il pallone. Ah, ci sarebbe anche spazio per un campionato nazionale semi-professionistico, giocato interamente all’interno di un unico stadio, e della squadra vincitrice di questa competizione, la quale, affacciandosi alla Champions League, è riuscita addirittura a mettere in difficoltà una compagine blasonata come i campioni di Scozia del Celtic.

 

Siamo allo Stadio Algarve di Faro, in Portogallo, il 19 novembre 2013. La squadra per così dire di casa è Gibilterra, che affronta la Slovacchia nella prima amichevole ufficiale della propria storia, terminata con un sorprendente 0-0. In occasione delle prime gare, la neonata selezione gibilterrina è stata costretta a disputare i propri incontri a quattrocento chilometri dal proprio territorio, data la disputa con la Spagna, la quale considera il Victoria Stadium, lo stadio nazionale della colonia britannica, situato all’interno di un’area sotto la sua giurisdizione, pluriennale disputa tra i suddetti stati sovrani. Per il motivo appena elencato, la stessa nazione iberica non riconosce la nazionale gibilterrina e non le permette di giocare sul suolo spagnolo, costringendo la federazione locale ad emigrare in Portogallo.

 

Leggendo la formazione della suddetta disputa, non mancano i casi di omonimia, come accaduto nel caso dei cugini Chipolina, entrambi in campo nei cinque di difesa schierati da coach Bula. Scorrendo ancora, dando uno sguardo alla panchina, saltano all’occhio i Casciaro, il cognome dei quali, apparentemente italiano, è un retaggio della vecchia dominazione genovese. Per il match in questione sono stati convocati Ryan e Kyle Casciaro, difensore, titolare, il primo ed ala sinistra il secondo. I due fratelli continuano a giocare per Gibilterra ed il più giovane, Kyle, segna anche il goal che consegna la prima vittoria ufficiale alla sua squadra, nell’1-0 contro Malta.

Ciò che non si è potuto notare nella storica prima uscita della colonia britannica, invece, è che esiste un altro fratello, il maggiore dei tre, che è stato chiamato per la prima volta nel 2014 ad indossare la maglia della sua nazionale. L’attaccante centrale Lee, infatti, ha fatto il suo debutto nella sconfitta contro la Polonia, valevole per la prima giornata delle qualificazioni ad Euro 2016 e si è reso protagonista del primo goal in una competizione ufficiale, contro la Scozia, all’interno della cornice del prestigioso Hampden Park.

Per il momento, la selezione biancorossa, soprannominata Team 54, essendo la cinquantaquattresima nazionale affiliata all’UEFA, non può disputare le partite di qualificazione ad europei e mondiali all’interno dei patri confini, stante l’inesistenza di uno stadio insignito almeno della categoria 3, necessaria per l’omologazione. Da alcuni anni è in fase di progettazione un impianto avente i suddetti requisiti. Infatti, lungamente si è parlato dell’ Europa Point Stadium, struttura di 8.000 posti affacciata sulle Colonne d’Ercole, ma attualmente la proposta è stata scartata.

 

I tre fratelli Casciaro condividono anche l’altra maglia della loro carriera, quella del Lincoln Red Imps, compagine dominatrice del campionato interno gibilterrino, vinto ininterrottamente dalla stagione 2002/03, che li ha portati, una volta ottenuta l’affiliazione all’UEFA, a disputare i turni preliminari di Champions League nel 2014, 2015 e 2016, riuscendo a raggiungere la seconda fase nelle ultime due occasioni. E’ in questo frangente che la nascente epopea dei fratelli ha conosciuto un nuovo capitolo, quando l’ormai solito Lee ha segnato il goal della storica vittoria casalinga contro il già citato Celtic, nell’andata del secondo turno preliminare dell’edizione attualmente in corso della massima rassegna europea per club.

Come detto nell’introduzione al racconto odierno, i Casciaro non sono calciatori professionisti, bensì si guadagnano da vivere in altro modo. Kyle è agente marittimo raccomandatario per la A. Mateos & Sons Ltd, compagnia che si occupa di trasporti via mare, mentre gli altri due consanguinei vestono anche fuori dal rettangolo di gioco la medesima divisa. Entrambi sono agenti della Gibraltar Defence Police, l’equivalente dei nostri Carabinieri, all’interno della quale continuano a difendere, ogni giorno, la propria terra d’origine. Così in campo, come fuori.

 

(Nella foto, tratta dal Daily Mail, Lee Casciaro veste la maglia numero 9, mentre Ryan la 5 e Kyle la 7)

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